I dodici giorni di Natale: giorno 3

28 Dic

I dodici giorni di Natale: giorno 3

Oggi, 28 dicembre, la dedicazione viene fatta ai Gemelli, segno che rappresenta fortemente il concetto di velocità, cambiamento, dinamismo e leggerezza. Dopo l’esplosione iniziale dell’Ariete e la calma accrescitiva del Toro, i Gemelli rimettono in movimento tutto quanto (lo spirito leggero e dinamico, in continuo movimento, è tipico dell’elemento Aria); il germoglio che ha attecchito è nel pieno della fioritura e l’azione simbolica ora è l’impollinazione.
Dopo le figure di animali dei segni precedenti, nei Gemelli troviamo due figure umane, quasi a sottolineare il distacco dalla forza istintiva e il prevalere della ragione e della comunicazione (che richiede necessariamente due soggetti). In effetti, non si fecondano solo i fiori, ma anche le menti, e il segno dei Gemelli ci invita a coltivare la pace e l’equilibrio, in modo che con la sua creatività può stimolare in noi la nascita dei pensieri, la comunicazione, la diffusione di idee e la creazione di rapporti e relazioni.

Il discepolo relazionato con i Gemelli è Tommaso: egli fu così intimamente identificato con il Cristo che i suoi dubbi (naturali per la mente mortale) furono trascesi da una dinamica realizzazione dei poteri del Cristo, in precedenza latenti in lui; e dopo questa trasformazione fece molti meravigliosi miracoli.
Nel corpo il centro relazionato con i Gemelli sono le mani, che possiamo visualizzare come centri luminosi in grado di apportare energie guaritrici e benedizioni.

Il pensiero biblico su cui possiamo meditare oggi è: “Fermati, e sappi che Io sono Dio” (Dal 46,10)
Come ci ricorda Igor Sibaldi, ciò che Gesù e Dio chiamano “l’io” non è dentro l’individuo, non è in ciò che sappiamo di noi, né nella nostra mente né tanto meno nella vita che conduciamo e che cerchiamo di far corrispondere a ciò che sappiamo di noi. È bensì una dimensione da scoprire e da conquistare che si trova ovunque: nel nostro modo di vedere e, soprattutto, nel perenne superamento di questo nostro modo di vedere. Questo “io” superiore ci si rivela in ogni nuovo orizzonte e in ogni nuova scoperta, i quali potrebbero ampliarsi all’infinito, se solo non li fermassimo perché ci portano troppo lontano da ciò che sappiamo di noi.
E questo “io” superiore è necessariamente anche negli altri: se è tanto grande, infatti, non può essere contenuto in quel pochissimo che sappiamo di noi stessi e che crediamo di essere.

Quindi anche i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre intuizioni e tutto ciò che cerchiamo dentro di noi, sono in realtà dappertutto, tutt’intorno, ovunque arrivi l’orizzonte della nostra vita. Siamo un’immensità, e quanto più scopriamo il nostro io, tanto più ci accorgiamo che è talmente diverso da noi (da ciò che già sappiamo di noi) da poterne parlare correttamente solo in terza persona: “il mio io” invece che “io”.
Ahava, Francesca

27 Dic

I dodici giorni di Natale: giorno 2

Oggi, 27 dicembre, la dedicazione viene fatta al segno del Toro, simbolo della terra, della fecondità. La stabilità è la caratteristica dell’elemento Terra e viene inequivocabilmente manifestata dal Toro.
L’energia è quella della crescita lenta e progressiva, del nutrimento generoso ed abbondante: dopo lo slancio vitale dell’Ariete, il germoglio appena spuntato comincia a crescere ed ha bisogno di tempo, calma e tranquillità; necessita di stabilità e sicurezza per far crescere le radici.

Nella mitologia egiziana il segno del Toro era simboleggiato da Osiride ed Iside: il bue Api, consacrato al Sole-Osiride, portava tra le corna la mezzaluna-Iside. Anche nel pantheon indù Shiva sta a cavallo di un toro che porta una mezzaluna tra le corna; ed effettivamente l’ideogramma del segno è formato proprio da un cerchio (sole) sormontato da un semicerchio (falce di luna).
Il Toro riversa sulla Terra amore e armonia, tenendo come costante riferimento l’umiltà, quindi questo archetipo ci esorta a fare di noi stessi un perfetto canale per ricevere e trasmettere armonia e amore in tutte le esperienze della vita, a prescindere dall’emozione che le accompagna (che sia di gioia o dolore, esaltazione o depressione).

Il discepolo relazionato con il Toro è Andrea, la cui caratteristica distintiva è l’umiltà. Questa è uno degli attributi più importanti che dovremmo coltivare visto che quando è sviluppata ad un alto grado diviene un grande potere animico.
Nel corpo il centro relazionato con il Toro è la gola, attraverso la quale è possibile pronunciare la divina parola creatrice.

Il pensiero biblico su cui possiamo meditare oggi è: “Colui che dimora nell’amore, dimora in Dio” (1Gv 4,16)
L’amore è la sola forza in grado di cambiare i nostri cuori e quelli dell’umanità intera, rendendo proficue e benefiche tutte le relazioni (tra uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra culture e civiltà).
Ahava, Francesca Zangrandi

26 Dic

I dodici giorni di Natale: giorno 1

Abbiamo appena passato il Natale, estremamente potente da un punto di vista spirituale ed esoterico. Si crede però che il 25 di dicembre la festa spirituale del solstizio d’inverno si completi, ed invece segna solo l’inizio di un periodo di profonda importanza: questo periodo è l’intervallo dei dodici giorni tra Natale e l’Epifania.

Questi dodici giorni santi, oltre a rappresentare i dodici mesi dell’anno (in passato erano anche una predizione di come sarebbe stato l’anno successivo), sono anche legati ai dodici spiriti Totem (che rivestono gli archetipi dei dodici segni zodiacali e che lavorano orchestrati dal Cristo, il tredicesimo), i dodici discepoli e i dodici centri spirituali attraverso i quali le dodici forze operano nel corpo umano.
L’energia del solstizio d’inverno continua, anche se con intensità decrescente, e possiamo utilizzare questi dodici giorni per recuperare il contatto con la luce e rinnovarci spiritualmente. Infatti il numero 12 è il simbolo della prova iniziatica che permette di passare da un piano ordinario ad un piano superiore, sacro (dopo il 12 viene infatti il 13, numero della trasmutazione, l’Alchimista).
E la dodicesima lettera dell’alfabeto ebraico è Lamed, la quale esprime la certezza o la forza di credere che vi sia un oltre e nuove possibilità, nuovi mondi da scoprire (nel domani, dentro di noi e negli altri); e il valore numerico di Lamed è il 30, che corrisponde all’età in cui Gesù di Nazareth iniziò il suo apostolato, segnando così un nuovo cammino, una nuova via.

Oggi, 26 dicembre, la dedicazione viene fatta all’Ariete, il segno dell’inizio, quello che avvia le cose e le origina (per questo motivo viene paragonato alla nascita).
L’Ariete introduce il nuovo anno solare ed è denominato il segno della coscienza risorta: egli vede il divino in tutto e colui che ha raggiunto questo stato di coscienza vede e conosce solo il divino in tutte le persone, cose, circostanze, condizioni ed eventi; quindi oggi ci chiede di vedere solo la parte divina della vita.

Il discepolo relazionato con l’Ariete è Giacomo, fratello di Giovanni. Egli fu il primo a rispondere alla chiamata per il discepolato e il primo a calcare il sentiero del martirio: fu un vero pioniere spirituale.
Nel corpo il centro relazionato con l’Ariete è la testa, quindi possiamo visualizzare la nostra con tutte le sue parti risvegliate, illuminate e perfettamente efficienti.

Il pensiero biblico su cui possiamo meditare oggi è: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21,5)
L’aggettivo “nuovo” si oppone a “vecchio”, “obsoleto”, aggettivi che identificano qualcosa che ormai non è più efficace. Nuovo è, allora, qualcosa migliore che ci apre alla speranza; da qui la gioia che accompagna l’inizio di un nuovo anno.
Buon nuovo inizio, Francesca Zangrandi

25 Dic

Natale

Oggi, 25 dicembre, si festeggia il Natale, che in realtà è una festa universale che riguarda tutti, non solo i cristiani: infatti, la nascita è un avvenimento sia cosmico che interiore.

A partire dal 21 dicembre, solstizio d’inverno, il Sole ha smesso percettibilmente di muoversi rimanendo tre giorni nel punto più basso della propria orbita attorno alla Terra e riprendendo poi lentamente il suo tragitto ascendente per consentire il ritorno della luce (processo di morte e rinascita).
E per la legge della corrispondenza di Ermete Trismegisto (“Come sopra, così sotto; come sotto, così sopra. Come dentro, così fuori; come fuori, così dentro. Come nel grande, così nel piccolo.”), il solstizio d’inverno rappresenta l’ingresso simbolico ad uno stato superiore di consapevolezza e la presa di coscienza della vera spiritualità.

La celebrazione del Natale è quindi un evento spirituale ed è legato ad antichi riti pagani: l’etimologia della parola pagano viene dal latino “pagus” (villaggio) o “paganus” (campagnolo), quindi i pagani erano coloro che abitavano nei villaggi, e solo in epoca cristiana il termine acquisì un’accezione negativa poiché gli abitanti dei villaggi rurali erano particolarmente restii a convertirsi al cristianesimo e continuavano a praticare il culto degli dei.

Quindi il Natale e le altre celebrazioni pagane ci ricordano che non abbiamo uno spirito astratto da un lato ed una natura priva di spirito dall’altro, ma che, come diceva il filosofo Friedrich Schelling, natura e spirito sono aspetti paralleli di un unico processo: la natura è lo spirito visibile e lo spirito è la natura invisibile.
Visto in quest’ottica, il Natale è dunque un momento di introspezione che ci invita ad entrare nella nostra personale grotta per prenderci cura della scintilla divina che custodiamo nel profondo di noi stessi e dare alla luce la nostra Coscienza Cristica.

Tutto questo lo ha ben espresso Paramahansa Yogananda: “L’universo è il corpo di Cristo: dovunque presente in esso, senza limitazioni, è la Coscienza Cristica. Quando riuscirete a chiudere gli occhi e, attraverso la meditazione, ad espandere la vostra consapevolezza fino a sentire l’intero universo come il vostro stesso corpo, Cristo sarà dentro di voi. Saprete allora che la vostra mente è una piccola onda di quell’oceano di Coscienza Cosmica in cui Cristo risiede.”

Buon Natale, ma soprattutto buon risveglio!
Francesca Zangrandi

22 Dic

Luna piena in Cancro

Oggi è luna piena in Cancro, l’ultima luna piena dell’anno, che chiude il 2018 così come lo iniziò (il 2 gennaio scorso abbiamo avuto la prima luna piena dell’anno, e proprio sotto il segno del Cancro).

Il Cancro è un segno cardinale d’acqua, governato dalla luna; i giorni in cui la luna si trova in Cancro appartengono all’elemento acqua e le emozioni e i sentimenti assumono più forza, predominando sulla razionalità, quindi siamo portati ad esprimere i nostri lati più sensibili e romantici, e ad essere più introspettivi.
Il Cancro è il segno per eccellenza del femminile e ci aiuta a ritornare alla Madre, ossia ad essere la madre di noi stessi e prenderci cura di noi stessi. Il Cancro ci prepara all’amore, insegnandoci ad amare incondizionatamente noi stessi e gli altri.

E questa luna piena non solo chiude l’anno in corso, ma ci prepara anche a ciò che verrà: cade a zero gradi del Cancro, e rappresentando lo zero un portale dimensionale, significa che potremo sperimentare infinite possibilità ed opportunità. In qualche modo ci apre la porta a un nuovo ciclo di evoluzione che svilupperemo nei prossimi anni con la serie di eclissi nel Cancro (per tutto il 2019 e parte del 2020 tutti i cicli lunari nel Cancro saranno accompagnati da eclissi).

Quindi facciamoci accompagnare da questa energia cancerina nel vivere con coraggio anche la nostra vulnerabilità e nell’aprire con fiducia il nostro cuore.
Buona luna piena, Francesca Zangrandi

21 Dic

Solstizio d’inverno

Oggi, 21 dicembre, è arrivato l’inverno, anche se avevamo già presagito il suo arrivo con le temperature che si sono abbassate e l’aria fredda che soffiava.

A me piace la libertà delle stagioni: non si adattano ai nostri desideri, ma restano connesse alle loro necessità di luce e buio, calore e freddo, attività e riposo, ecc…
E l’inverno altera completamente la nostra voglia di esibirci; Madre Natura ci invita ad imitarla prendendoci cura di noi, accogliendo la tranquillità, lasciando il ritmo frenetico all’esterno per goderci il silenzio interiore.
Rispettare questo momento di silenzio e calma è importante per rigenerare ciò che è stato produttivo per nove mesi: come un cespuglio non può dare fiori tutto l’anno, così noi abbiamo bisogno di centrarci nuovamente in noi stessi per poterci riattivare in primavera con una forza vitale rinnovata.

Le feste celtiche celebrano il solstizio invernale con Yule, il periodo della quiete, la festa della Madre dell’Aria. Il solstizio segna il giorno più corto e la notte più lunga dell’anno, il passaggio dal momento più buio al ritorno del Sole: la Dea dà alla luce il nuovo Sole, rinascendo dall’oscurità. E se ci pensiamo, incontrarsi nell’oscurità del ventre di Madre Terra e credere nel ritorno del Sole era un momento importante e di grande affidamento per le società che, senza elettricità, dipendevano completamente da questo astro.

Il sole rimarrà tre giorni nella stessa posizione, poi riprenderà la sua fase ascendente e le ore di luce aumenteranno gradualmente di giorno in giorno. E questa rinascita del Sole è sempre stata celebrata in tutto il mondo: per esempio, per i gallo-celtici era Alban Arthuan, per i popoli nordici Jul, per i russi Karatciun (giorno più corto), ecc… A Roma si festeggiava il Natale dell’Invitto, “N. Invicti”: l’Invitto altri non era che il Sol Invictus, divinità solare introdotta dall’imperatore Aureliano (ma il culto del Sole c’era già da tempo grazie all’identificazione di Apollo con Helios e all’estendersi del mithraismo).
Il Natale del Sole Invitto era stato però fissato qualche giorno dopo il solstizio, al 25 dicembre, giusto quando il sole era salito percettibilmente sull’orizzonte dopo i tre giorni passati nella stessa posizione. Si celebrava con cerimonie, giochi e feste spettacolari che attiravano molti cristiani, tanto che la chiesa romana iniziò a preoccuparsi della straordinaria diffusione dei culti solari e del mithraismo, e alla fine pensò di celebrare nello stesso giorno il Natale del Cristo come vero Sole.

Quindi ciò che veramente ci permettono il solstizio e il Natale, è la possibilità di celebrare la rinascita della luce dentro di noi e quindi poter percepire la luce cristica dentro di noi. L’energia cristica ci viene donata affinché possiamo ricordare che siamo esseri meravigliosi: siamo infinito tempo, infinito spazio e suono; siamo infinita vibrazione in eterna trasformazione e in eterno movimento; siamo pura coscienza e puro amore.
Buon solstizio, Francesca Zangrandi

7 Dic

Luna nuova in Sagittario

Oggi è luna nuova in Sagittario, l’ultimo dei segni di Fuoco, ed è l’ultimo novilunio dell’anno…
Questa luna è congiunta a Giove in Sagittario: lo sguardo è volto in avanti, siamo orientati verso il futuro, ci facciamo trasportare dal desiderio del nuovo (nuovi obiettivi, nuovi progetti, nuovi percorsi).
In effetti, la figura mitologica che rappresenta il Sagittario è il centauro, metà uomo e metà cavallo, raffigurato nell’atto di lanciare una freccia verso il cielo: quella freccia va verso il lontano, a rappresentare il desiderio di evoluzione che è in ciascuno di noi e l’ambizione che ci sospinge sempre verso nuove mete; ma mentre la parte umana si dirige verso un obiettivo, la parte animalesca rimane ben radicata a terra, mantenendo un legame con il mondo materiale (che è la parte essenziale dell’esperienza umana) e ricordandoci che istinto e ragione possono trovare un equilibrio.
Alcuni chiamano questo ciclo lunare “la luna della quercia”: la quercia non deve la sua vita solo alla chioma, ma anche alla profondità delle sue radici, ricordandoci così che è nel buio che nasce la vita, nelle profondità del grembo di Madre Terra. Quindi questa luna ci porta ad ampliare lo sguardo sulla nostra vita, andando allo stesso tempo a vedere le nostre profondità, ossia le nostre emozioni, le nostre paure e vulnerabilità, accogliendole, prendendocene cura e riconoscendo il valore e la bellezza nella nostra totalità.
Sole e Luna in Sagittario danzano insieme in casa dodici, la casa senza confini, dove tutto è connesso con il tutto, dove la fine di qualcosa si fonde con l’inizio di un’altra.
Questa fusione di inizio e fine la vediamo anche nella quadratura con Marte congiunto a Nettuno nel segno dei Pesci: Marte, che è il pianeta degli inizi, prende per mano Nettuno, il signore dei Pesci, ultimo segno dello zodiaco e della fine dei cicli, ricordandoci l’eterno susseguirsi di vita, morte e rinascita. La vita non è statica, ma un continuo cambiamento, una continua trasformazione, come ben ci ricorda il mantra Sa Ta Na Ma.
Affidiamoci completamente, abbracciando l’ignoto, perché è giunto il momento di manifestare la nostra personale verità e realizzare i nostri progetti ed obiettivi.
Buona luna nuova, Francesca Zangrandi
29 Nov

29 novembre 2018, altro portale 11-11

Oggi, 29 novembre 2018, è un altro giorno 11/11/11 (2+9=11; 11=11; 2+0+1+8=11) e siamo alla retta finale del portale galattico del Grande Amore.
È ora di attraversare i veli dell’illusione e condurre un nuovo modo di vivere, passando dalla dualità all’unità, e rendendoci conto che siamo tutti parte dell’Uno e che tutto è sacro.
Apriamo il cuore, arrendiamoci all’Amore, incorporiamolo e magnetizziamolo.
Ahava, Francesca Zangrandi
23 Nov

Luna piena in Gemelli

Oggi è luna piena in Gemelli, segno d’aria…

Gemelli è a zero gradi, e in numerologia lo zero rappresenta una porta dimensionale sul tutto, ossia racchiude tutte le possibilità. Questo numero viene raffigurato con un cerchio, non ha inizio né fine, quindi rappresenta il potenziale creativo infinito: è ciò che ancora non è ma può arrivare ad essere.

Quindi è il momento di un nuovo inizio che ci porta a risvegliare le infinite possibilità del nostro potenziale creativo.

In questo periodo ci sono stati importanti cambiamenti energetici (Giove è entrato nel segno del Sagittario, i Nodi Lunari hanno cambiato segno e Mercurio è entrato in moto retrogrado) che ci spingono sempre più a trovare la nostra verità e a viverla pienamente.

Ricordiamoci anche che la Madre Clan di questo ciclo lunare per gli indiani d’America è Donna Cammina Fiera, che ci insegna a camminare nella verità.

Chi siamo veramente? Qual è la nostra essenza?

Possiamo approfittare delle energie del momento per aprire il nostro cuore e smettere di vivere nella separazione. Aprire il cuore significa amare, e amare significa tornare ad aver fiducia nelle proprie potenzialità, ma anche essere responsabili nei confronti di ciò che si desidera.

Vivere la nostra verità è fondamentale per arrivare alla nostra essenza, e quando ci allineiamo con la nostra anima, scopriremo che siamo puro amore.

Buona luna piena,

Francesca Zangrandi

13 Nov

ESSERE L’ESSENZA – Venerdì 30 novembre ore 20.30

Spesso ci capita di perderci nei pensieri, nelle emozioni, nei nostri progetti, nelle nostre storie, passando costantemente da una preoccupazione all’altra, stressandoci e a volte ammalandoci. Ma qual è la nostra reale essenza come esseri umani?

La definizione di essenza è “la parte più importante di qualcosa, la sua sostanza; ciò per cui una cosa è ciò che è”.

La nostra essenza dovrebbe essere il centro della nostra vita; la vita stessa dovrebbe essere una sua espressione. Per essere vivi dobbiamo essere la nostra essenza, e non solo sporadicamente, ma sempre, in ogni momento.

Essere liberi significa essere. Ed essere significa vivere come essenza.

Presso “F3 centro di fisioterapia riabilitazione e postura” – Via Sant’Antonio 52D, San Martino B.A. (VR)

Costo 15 euro, ma se si viene in due è di 25 euro la coppia.

Info ed iscrizioni all’indirizzo mail info@quintadimensione.net

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