DONNA E NATURA: L’ARTE DI VIVERE SECONDO I PROPRI RITMI

2 Nov

DONNA E NATURA: L’ARTE DI VIVERE SECONDO I PROPRI RITMI

L’universo femminile è quanto di più affascinante e misterioso possa esistere, probabilmente anche grazie al fatto che l’apparato genitale femminile non si vede, non è visibile all’esterno. Il termine “mistero” è composto dalla lettera madre M più “hystera”, che significa “utero”, quindi ciò che si genera nell’utero è un mistero. L’utero è il vaso, il calderone magico, la coppa, il Graal. E proprio il vaso, in quanto recipiente di nutrimento, è stato utilizzato come metafora della Dea, e in molti scavi archeologici operati in insediamenti del paleolitico superiore euroasiatico sono stati rinvenuti numerosi vasi che richiamano il concetto di divinità femminile. Il vaso è in effetti ciò che meglio rappresenta la funzione del femminile, che è quella di contenere e mantenere la vita (acqua), di proteggere e nutrire.
Altro motivo per cui l’universo femminile può risultare misterioso e a volte difficile da comprendere, è la sua continua trasformazione, in quanto la caratteristica principale che lo governa è il mutamento, la ciclicità. La ciclicità è un sistema di nascita e rinascita, di espansione e contrazione, di movimento e riposo in un costante cambiamento ritmico; e il tempo ciclico della donna è in perfetta armonia con il tempo della natura, che è anch’esso ciclico.
Possiamo infatti associare le quattro fasi del ciclo mestruale alle quattro stagioni, il che significa che il ciclo completo delle quattro stagioni lo viviamo mensilmente:
Fase preovulatoria: questa fase si associa alla primavera, tempo di rinascita, in cui ci apriamo nuovamente alla vita e iniziamo a portare nel mondo manifesto ciò che abbiamo appreso durante l’inverno. Si associa all’archetipo della Vergine, la bella fanciulla innocente, e alla luna crescente. In questa fase ci sentiamo sicure e so
cievoli, l’energia è in crescita, esprimiamo determinazione, ambizione e concentrazione, ed è quindi il momento ideale per usare le ispirazioni e le intuizioni ottenute nella fase mestruale e iniziare nuovi progetti, anche grazie alla nostra abilità di vedere i dettagli e le priorità.
Fase ovulatoria: questa fase si associa all’estate, tempo di espansione e dilatazione, in cui viviamo l’unità con il Tutto e doniamo al mondo i nostri frutti sotto forma di consapevolezza e conoscenza, cura e amore. Si associa all’archetipo della Madre e alla luna piena. In questa fase perdiamo il senso egocentrico e la nostra attenzione è rivolta verso l’esterno, siamo attente ai bisogni del prossimo e irradiamo amore e armonia, tanto che può capitare che le persone si avvicinino a noi raccontandoci i loro problemi, chiedendoci aiuto e consiglio, anche senza invito da parte nostra. L’energia è al suo massimo livello, quindi siamo molto produttive.
Fase premestruale: questa fase si associa all’autunno, tempo di consapevolezze, in cui abbandoniamo tutto ciò che non ci serve per prepararci all’incontro con la parte più intima e profonda di noi stesse; siamo anche meno socievoli proprio perché avvertiamo il bisogno di ritirarci in noi stesse. Si associa all’archetipo dell’Incantatrice e alla luna calante. In questa fase iniziamo a sperimentare il nostro lato interiore, prendiamo coscienza dei misteri della natura e del nostro potere personale; diventiamo sempre più intolleranti verso il mondo quotidiano e il nostro intuito e la nostra percezione si rafforzano. Il livello di energia e la concentrazione si riducono gradualmente, e i processi mentali diventano via via sempre più illogici e influenzati dalle emozioni. È il momento di guardare al di là dell’illusione e prendere coscienza dei cambiamenti che dobbiamo apportare nella nostra vita.
Fase mestruale: questa fase si associa all’inverno, tempo del raccoglimento interiore, in cui la sensibilità si esprime al massimo. Si associa all’archetipo della Strega e alla luna nuova. In questa fase desideriamo estraniarci dal mondo, stare in silenzio, rallentare i nostri ritmi di vita e riposare; l’energia è al minimo livello, i processi mentali sono rallentati e le emozioni affiorano facilmente in superficie. È il momento ideale per ricollegarci alla natura e al nostro sé intuitivo, quindi prestiamo attenzione ai sogni, che potrebbero aiutarci a prevedere gli eventi, ottenere ispirazioni ed intuizioni su ciò che dobbiamo fare; ed è anche il momento di accettare il cambiamento e celebrare il ciclo continuo vitamorterinascita dentro di noi.
Possiamo chiaramente vedere le similitudini con ciò che succede in natura: in primavera gli alberi sono splendenti, pieni di vita, e la linfa dalle radici fluisce verso l’alto donando loro una bellezza esuberante e il colore verde. In estate ci donano i loro frutti. Con il progredire dell’autunno rilasciano, con completo distacco, tutto ciò che un tempo gli apparteneva; le foglie si tingono di marrone, ocra e arancio. Quando giunge l’inverno, molti alberi sono già spogli e passano ad uno stato di morte apparente; non ci sono foglie, non ci sono frutti, e rimane solo lo scheletro di ciò che era. Ma anche se sembrano morti, non lo sono, e la linfa scorre verso le radici, il loro labirinto interiore, permettendo così al processo della vita di continuare.
In natura tutti i processi sono considerati sacri, non ce n’è uno che meriti di essere rinnegato; sia la nascita che la morte vengono onorate, e i processi di putrefazione vengono accolti con amore all’interno dello stesso sistema. Immaginiamo per un momento che la terra si opponga al fatto che un albero caduto si decomponga nel suo grembo. Sembra assurdo, vero? La terra stessa e tutto l’ecosistema sono profondamente nutriti da questa decomposizione; ciò che ci sembra inutile, per la Madre Terra è riciclabile e nutriente. Per esempio, quando una pianta muore, cade sulla Madre Terra, che la accoglie nel suo cuore, e non solo lei, ma anche tutte le creature viventi che nidificano dentro di lei. La pianta muore e la sua morte dà origine a un ciclo molto più saggio; specie come i funghi trovano un posto nutriente in cui vivere e vari animali del mondo sotterraneo lì vi trovano cibo.
Ma non possiamo dire la stessa cosa di noi; spesso ci sentiamo insoddisfatte quando attraversiamo certe fasi del nostro processo, specialmente quando la fase ciclica che stiamo attraversando ci porta alla morte di certi nostri aspetti. Eppure i nostri cicli sono uguali a quelli che governano la natura. Rinforzare questo vincolo e renderlo presente ci dà forza, mentre disconnetterci ci indebolisce profondamente.
La natura è una grande maestra, quindi impariamo a conoscere il nostro ciclo mestruale, perché questo ci permette di vivere in armonia con i nostri ritmi e trovare una grande via d’accesso alla saggezza che sottostà ad ogni fase del ciclo mestruale.

Tratto dalla rivista “Il notiziario dell’atelier” scritto da Francesca Zangrandi

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