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14 Novembre 2020

Novembre e la luna nuova in Scorpione

Come ho già ripetuto più volte, ad ottobre è iniziato l’ultimo trimestre dell’anno, corrispondente all’ultimo zero del 2020, quindi ci troviamo di nuovo nell’utero della Madre Cosmica, nel luogo delle infinite possibilità, preparandoci a nascere nuovamente. Nascere non è mai facile: arriva il momento in cui dovremo attraversare il canale del parto e lasciare un posto caldo e sicuro per andare in un posto nuovo e sconosciuto; ma siamo consapevoli che è l’unica cosa che possiamo fare per continuare a crescere.
Ed è esattamente ciò che stiamo vivendo ora, una sorta di rito di passaggio in cui, come un serpente (che tra l’altro è uno dei simboli che rappresenta il segno dello Scorpione), perdiamo la pelle vecchia per averla nuova e prepararci a ciò che verrà nel prossimo anno.

Poi ora ci troviamo nel mese di novembre, un numero undici. L’undici è il primo dei numeri maestri e se guardiamo la sua forma, vediamo due pilastri a formare un canale, che di nuovo ci rimanda al canale del parto e alla nuova nascita che dovremo affrontare.
Tra l’altro, nei giorni scorsi siamo entrati nel portale 11-11, che contiene l’energia del numero quattro (1+1+1+1=4), il numero della Terra, della materia, della manifestazione, della concretezza, della costruttività delle idee in senso tangibile. Però quest’anno c’è stata un’ulteriore particolarità: se sommiamo 11+11 otteniamo il numero 22, altro numero maestro che per di più risuona con il 2020, visto che alla vista appare come un altro numero 22.

Se sommiamo numericamente questi due numeri, otteniamo il numero otto (2+2+2+2=8), che è il numero dell’infinito, del karma, dell’equilibrio cosmico, della scelta del nuovo cammino. Quindi ciò che abbiamo seminato a durante questo portale, avrà a che vedere con come sarà il prossimo anno: se questo 2020 ha rappresentato la distruzione, la demolizione del vecchio, il 2021 rappresenterà la rivoluzione, il porre le basi del nuovo mondo, anche se il processo della scelta del nuovo cammino durerà qualche anno (in fin dei conti, stiamo transitando dall’Era dei Pesci all’Era dell’Acquario).

Per Pitagora, essendo l’aggiunta di un’unità alla completezza del dieci, l’undici era il simbolo del rinnovamento e rappresentava le forze del caos (inteso come rivoluzione di un ordine precedente) per allineare la realtà ad un piano più elevato. Quindi il numero undici simboleggia l’inizio di un progresso, di un rinnovamento o il capovolgimento di una situazione, ed effettivamente questo mese e molto movimentato.
Giovedì scorso, 12 novembre, non solo abbiamo attraversato un’altra porta di Venere, ma c’è stata anche la terza e ultima congiunzione dell’anno tra Giove e Plutone nel segno del Capricorno, l’ultimo atto della grande congiunzione che ha caratterizzato tutto il 2020. Questa congiunzione ci spinge a prendere in mano la nostra vita, ci fa vedere l’opportunità nelle sfide e ci invita a metter le basi per la costruzione dei nostri sogni. Per di più, anche l’asteroide Pallas (rappresentato dalla Dea Pallade o Atena) era congiunto a Giove e Plutone, portando l’urgenza di trasformare la realtà.

E domani ci sarà il novilunio nel segno dello Scorpione: non solo la Luna e il Sole saranno congiunti in questo segno, ma anche Mercurio, ora diretto, si troverà nello Scorpione.
Lo Scorpione è un segno di morte e rinascita e ci invita alla trasmutazione. Infatti, è legato alla stagione della trasformazione, quando le foglie cadono, si decompongono e diventano nutrimento per la terra, preparando così il terreno per i semi, apparentemente inerti, che attendono l’arrivo della primavera per risorgere a nuova vita.

Ma sappiamo che non dobbiamo temere la morte, perché in realtà è solo apparente, è una trasformazione, e senza la morte non può esserci la vita. La natura non muore mai, anche se non la vediamo, la vita prosegue in profondità; nell’universo nulla si distrugge, così come nulla si crea, ma tutto si trasforma.
Anche noi attraversiamo costantemente cicli di vita-morte-rinascita: ad esempio sperimentiamo una morte metaforica ogni volta che si chiude una relazione, di qualsiasi natura sia; ogni volta che lasciamo un lavoro, che lasciamo una casa o un paese per trasferirci da un’altra parte; ogni mese, quando c’è la luna nera, poco prima che la luna torni ad essere di nuovo visibile nel cielo; se siamo donne, ogni mese sperimentiamo una morte durante il sangue lunare; e se abbiamo partorito un figlio, siamo morte come figlie per rinascere madri.

E in questo periodo dell’anno, accompagnati dal segno dello Scorpione, possiamo passare dalla morte alla rinascita, quindi lasciamoci accompagnare in questa morte, consapevoli che è solo l’inizio della nostra nuova nascita di luce. Come al momento della nascita abbiamo dovuto lasciare il caldo e conosciuto utero di nostra madre per poter continuare a vivere e crescere, così ora dobbiamo aver fiducia che lasciare ciò che finora ci ha tenuto al sicuro è l’unica soluzione per avanzare.
Questa luna ci ricorda che la sicurezza è data dalla capacità di trasformazione continua: chi riesce a far morire ciò che non serve più, entra in qualcosa di nuovo; chi riesce ad affrontare le proprie ombre, splende di luce. Quindi lasciamo andare la paura e rimaniamo semplicemente nel cuore; consentiamo al desiderio del cuore di prendere la guida!

Plutone, che governa il segno dello Scorpione, è il pianeta della maturità dell’anima, ed ora ci dà la possibilità di comprendere la morte, intesa come la morte del bambino e la nascita dell’adulto responsabile di sé stesso.
È entrato nel segno del Capricorno nel 2008 (e vi resterà fino al 2024) aprendo una porta che ci ha permesso di entrare in un luogo di grandi pulizie, soprattutto a livello di anima. Plutone ha un’altissima vibrazione energetica, capace di distruggere tutto, creando le condizioni ideali per ripartire letteralmente da zero, attraverso una metamorfosi e una rigenerazione radicale.

Il segno del Capricorno è governato da Saturno, pianeta del karma, quindi Plutone, quando è entrato nel segno, ha iniziato una fase di pulizia karmica: di certo non un lavoro facile, visto che ci fa entrare nelle nostre ferite per sanarle direttamente alla radice; ma questo lavoro è stato ed è assolutamente necessario per innalzare le nostre frequenze e prepararci al salto dimensionale.
Dopotutto, uno dei simboli collegati al segno dello Scorpione è il serpente, che cambia pelle; e un altro simbolo utilizzato per rappresentarlo è il Simurgh della mitologia persiana (che noi conosciamo come araba fenice), l’uccello che ha il potere di rinascere dalle proprie ceneri. Quindi entrambi ci ricordano che possiamo sempre rinascere, indipendentemente da quanto ci è accaduto.

Il 2020 è stato un anno di rottura di tante strutture, esterne e interne, e questo mese di novembre ci spinge a rompere le ultime strutture che ancora resistono, sperimentando una morte iniziatica. Il bisogno di sicurezza e di controllo potrebbe farci resistere alla trasformazione, ma se c’è una cosa che ci ha insegnato questo 2020, è che tutto ciò su cui pensiamo di avere il controllo in realtà è un’illusione. Quindi ci ricorda che è il momento di contattare il nostro potere personale e lasciare il controllo, arrendendoci alla vita, accettando i cambiamenti, fluendo con essi e aprendoci al nuovo.

Buon salto quantico, Francesca Zangrandi

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