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12 Gennaio 2021

Luna nuova in Capricorno

Domani ci sarà la prima luna nuova dell’anno e sarà nel segno del Capricorno: non solo il Sole e la Luna si troveranno entrambi nel segno, ma anche Plutone.
Il Capricorno è un segno di Terra caratterizzato da grande tenacia, determinazione e disciplina interiore che lo portano a lavorare con massima efficienza per raggiungere l’obiettivo prefissato.

Sappiamo che la luna nuova è il momento in cui ci viene chiesto di piantare il seme di cui vogliamo raccogliere i frutti tra circa sei mesi, quando la luna sarà piena nello stesso segno, ma stavolta la Luna e il Sole sono congiunti a Plutone.
Quest’ultimo ha un’altissima vibrazione energetica, capace di distruggere tutto, creando le condizioni ideali per ripartire letteralmente da zero, attraverso una metamorfosi e una rigenerazione radicale. Ci chiede di lasciar andare ciò a cui siamo stati legati intensamente e visceralmente, ciò che ci è appartenuto e ci ha difeso ma che ora non ci serve più, anzi ostacola la nostra crescita; consentendoci così di congedarci da ciò che eravamo e non siamo più, da ciò che è stato e non è più, da ciò che ci è appartenuto e non ci appartiene più.

Ossia, le strutture (interne ed esterne) che ci hanno permesso di arrivare dove siamo oggi hanno già compiuto la loro funzione ed è arrivato il momento di lasciarle andare per prepararci al viaggio acquariano. Quindi è importante aver ben chiaro qual è il nostro ruolo nell’universo, cosa siamo venuti a fare qui in questa vita, in modo da poter lasciar andare tutto ciò che non è assolutamente necessario al compimento di questo ruolo.
Chi siamo? Cosa siamo venuti a fare? Qual è il nostro compito all’interno del piano universale? Di cosa abbiamo bisogno in questo momento? Di cosa abbiamo bisogno per servire il proposito della nostra anima? Sfruttiamo questo periodo di Yule, momento di quiete e interiorizzazione, per chiarire tutto ciò, e poi permettiamo a Plutone di tagliare con tutto ciò che non è più necessario.

Plutone però non è solo morte ma anche riciclaggio; ossia non è detto che tutto debba terminare, ma può anche trasformarsi, convertirsi in qualcos’altro. Plutone ci insegna che le cose non possono essere sempre uguali, alcune cose devono cambiare; e se impariamo a vedere, ma soprattutto a vivere, questi insegnamenti in modo positivo, potremo riciclare la nostra energia e la nostra forza trovandola in qualcos’altro, in qualcosa di nuovo.
Siamo consapevoli di quali sono i nostri punti di forza? Siamo consapevoli di quali sono i nostri doni? Siamo consapevoli di cosa sappiamo fare? Magari alcuni talenti non li abbiamo ancora lasciati esprimere totalmente e ci stanno chiedendo di dar loro voce.

Questo novilunio è anche in quadratura con Urano e Marte in Toro. Urano entrò nel segno del Toro nel maggio del 2018, ma poi con la retrogradazione tornò nel segno dell’Ariete, e solo all’inizio di marzo 2019 entrò definitivamente nel segno del Toro, dove vi rimarrà ancora a lungo.
Per migliaia di anni si è pensato che Saturno fosse l’ultimo pianeta del sistema solare, ma nel 1781 William Herschel scoprì Urano, in maniera del tutto casuale e inaspettata; e questa scoperta coincise con un periodo storico di grandi rinnovamenti sociali, economici e politici, tra due grandi rivoluzioni, quella americana e quella francese. Quindi questo già ci dice che è il pianeta delle rivoluzioni, dei cambi radicali, dell’imprevisto, della rottura degli schemi e delle strutture esistenti, al fine di permettere al nuovo di entrare. Effettivamente, mentre gli altri pianeti ruotano su un asse orizzontale attorno ad un asse verticale, Urano ha un equatore più o meno verticale che ruota su un asse orizzontale, facendoci capire che vuole rompere le regole del gioco, mostrandoci che esiste sempre un ulteriore punto di vista, chiedendoci di abbandonare le nostre sicurezze e riscoprire il nostro essere. E il suo simbolo ricorda un’antenna che punta verso il cielo, sintonizzandosi su ciò che ancora lì non c’è, pronta a catturare il nuovo.

Urano è il primo dei pianeti transaturniani, che nell’astrologia umanistica vengono considerati trascendenti, ossia strettamente legati all’evoluzione individuale e collettiva. Ogni circa sette anni si sposta di segno e il suo ciclo di rivoluzione dura 84 anni (impiega 84 anni per ritornare nello stesso segno), quindi è l’ultimo pianeta che può completare la sua rivoluzione nell’arco di una vita umana.
Per questo i pianeti lenti sono anche definiti generazionali: la loro posizione persiste per anni in un segno influenzando ed evidenziando i cambiamenti della collettività. Mentre Saturno, secondo la psicologia astrologica, ha a che fare con la formazione dell’Io, Urano è il collegamento tra la psiche individuale e quella collettiva.

Quando Urano si trovava nell’Ariete, il segno dell’“io sono”, ci ha spinto a ricercare noi stessi; ma ora in Toro ci chiede di superare i nostri limiti personali, di diventare ciò che abbiamo scoperto di essere, di arrenderci a ciò che siamo, accettandoci senza più scuse.
Ovviamente per ognuno di noi l’impatto è diverso a seconda della nostra carta natale, ma a livello collettivo sta mettendo in gioco il tema dei valori personali, delle sicurezze materiali (denaro e beni materiali) e di quelle affettive. Ci chiede di lasciar morire quelle parti che non sono più funzionali dentro di noi e nelle nostre vite.

Cosa siamo venuti a fare qui? Cosa siamo chiamati a condividere con il mondo? Urano ci chiede di metterlo in atto, e la sua posizione nel nostro tema natale, più la sua relazione con gli altri pianeti, ci indicano cosa siamo chiamati a fare in questa vita.
E se ci rendiamo conto che ciò che stiamo facendo non corrisponde a ciò che siamo venuti a fare, questo è il momento di cambiare; perché se non lo facciamo noi, Urano troverà comunque il modo, ma probabilmente non sarà un cambiamento lieve. Quindi apriamoci all’opportunità di raggiungere e provare qualcosa di completamente nuovo, di camminare su strade mai percorse prima; osiamo, usciamo dalla nostra zona di comfort e cerchiamo ciò che veramente ci nutre.

E il 6 gennaio scorso anche Marte è entrato nel segno del Toro. Il suo ciclo di rivoluzione è di circa due anni ed è il pianeta dell’azione, ossia, in base al segno in cui si trova, ci dice in quale modo affrontiamo le varie situazioni; è conosciuto anche come il pianeta della guerra, nel senso che vuole affermarsi, quindi se trova un ostacolo sulla sua strada non ci pensa due volte a scardinarlo o superarlo.
Il Toro è un segno di Terra, quindi chiede a Marte più solidità e concretezza nell’azione; ma rappresenta anche le nostre risorse, i nostri valori e la nostra cultura, quindi chiede a Marte di agire per l’evoluzione, spingendoci a far sbocciare la consapevolezza di noi stessi, del nostro valore, dei nostri talenti, di quanto possiamo donare agli altri. Quindi ci dice che è il momento di dare valore a noi stessi e alle nostre risorse.

Pertanto, potremmo dire che questo novilunio ci chiede di piantare un seme per chiudere tutti i processi che sono rimasti in sospeso: siamo capaci di chiudere i vari capitoli che sono rimasti aperti? O rimaniamo agganciati al passato diventando nostalgici? Questa luna ci ricorda per l’ennesima volta che il passato non torna, che è già cambiato, e ci dice che dobbiamo aver fede e speranza nel nuovo, anche se non si è ancora manifestato (dopotutto sono necessari nove mesi per gestare una nuova vita, no?!)
Saturno, Giove e Plutone in Capricorno nel 2020 hanno tagliato diverse catene che ci tenevano legati a diverse strutture ormai obsolete, ed ora siamo più liberi; ma siamo capaci di vivere la nostra libertà?

Buona luna nuova, Francesca Zangrandi