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29 Dicembre 2018

I dodici giorni di Natale: giorno 4

Oggi, 29 dicembre, la dedicazione viene fatta al Cancro, segno ricco di vitalità, gioioso, emotivo, con una voglia di mettere al mondo la vita.
Il polline sparso dai Gemelli cede il passo alla trasformazione del fiore in frutto, e i frutti per crescere hanno bisogno di protezione e nutrimento, caratteristiche della Madre. E infatti il Cancro mantiene per la Terra il modello cosmico di esaltazione del divino principio femminile in tutta la creazione; è la casa della gloriosa Madre del Mondo, della Grande Madre, riconosciuta e venerata in tutte le religioni del mondo.
L’Ariete ha a che fare con la vita, il Toro con la forma, i Gemelli con la mente e il Cancro con l’anima, intesa come rivelatrice della verità. Quindi, sotto il segno del Cancro, siamo spinti a ricercare con costanza e fiducia la luce, anche se non è ancora stata vista qui sulla terra.

Il discepolo relazionato con il Cancro è Natanaele, un mistico in cui non vi è falsità.
Nel corpo il centro relazionato con il Cancro è il plesso solare, a volte indicato come “il sole nello stomaco”: questo centro è connesso principalmente con lo sviluppo spirituale di ognuno di noi, e se è allineato con lo spirito, il principio femminile ci collega alla nostra natura divina.

Il pensiero biblico su cui possiamo meditare oggi è: “Ma se noi camminiamo nella luce, come Egli è nella luce, noi siamo in comunione gli uni con gli altri” (1Gv 1,7)
“Camminare nella luce” io lo sento come “aprirsi all’amore”, e quindi, aprendoci all’amore, siamo in comunione fraterna con l’infinito creato e dispensiamo amore nutrendo gli altri ed anche noi stessi, visto che l’amore è un sintonizzarci con noi stessi. L’amore ci chiede di dedicarci con passione a noi stessi, alla nostra vita interiore; aprire il cuore significa essere allineati e fedeli a noi stessi, e quando siamo nello spazio del cuore sentiamo qual è la nostra verità e riusciamo ad entrare in relazione con noi stessi e gli altri.
Ahava, Francesca Zangrandi