Rubrica “Lunedì al femminile”: SI POSSONO UTILIZZARE GLI OLI ESSENZIALI DURANTE IL TRAVAGLIO E IL PARTO?

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Eccoci giunte al quarantasettesimo appuntamento della rubrica “Lunedì al femminile”, che esce ogni primo lunedì del mese.
Negli ultimi mesi abbiamo parlato di travaglio e parto, soprattutto analizzando cosa può facilitare questo processo; ed oggi vorrei parlare di come anche gli oli essenziali e l’aromaterapia possono aiutare in questi momenti.

Fin dall’antichità l’uomo si è preoccupato di catturare l’essenza odorosa delle piante e conservarne il profumo. L’estrazione delle essenze aromatiche è un’arte antichissima ed i nostri avi conoscevano i potenti effetti degli aromi, infatti li usavano nelle cerimonie, nella preparazione di profumi e unguenti, e anche come rimedi terapeutici.
Spesso quando sentiamo parlare di aromaterapia pensiamo subito a un diffusore di fragranze che arreda gli ambienti di casa, capace di infondere una sensazione di benessere, ma l’aromaterapia è molto più di questo! Non a caso, è un ramo della fitoterapia e si propone di trattare tutta una serie di disturbi sfruttando le proprietà degli oli essenziali estratti dalle piante.

Ogni olio essenziale ha determinate caratteristiche, e già nell’antico Egitto e nelle civiltà greche e romane gli oli essenziali venivano utilizzati non solo per profumare il corpo e i vestiti, ma anche per creare degli unguenti a scopo curativo. Anche se poi il termine “aromaterapia” venne coniato solo nel tardo 1800, dal chimico francese René-Maurice Gattefossé: si pensa che l’abbia fatto per fare una distinzione tra gli oli essenziali usati nei profumi e quelli usati nei farmaci a scopo terapeutico, e da allora l’aromaterapia si è evoluta sempre più.

Gli oli essenziali sono sostanze volatili e aromatiche, più o meno fluide, che possono essere estratte da differenti parti della pianta stessa: dai fiori (come nella rosa, nel gelsomino o nella lavanda), dalle foglie (come nel rosmarino o nel cipresso), dalla corteccia (come per la cannella), dalla buccia (come gli agrumi), dalle bacche (ginepro), dai semi (finocchio, carota) o dalla resina (incenso e mirra). Sono la componente più sottile della pianta, contengono i principi attivi e l’informazione energetica che la caratterizzano; sono l’anima stessa della pianta, che interagisce con noi sia da un punto di vista fisico sia a livello più sottile.
Si ottengono mediante delicati processi come la distillazione in corrente di vapore, la spremitura a freddo e la resinazione, e sono estratti altamente concentrati. Quindi l’aromaterapia si differenzia dalla fitoterapia, che usa la pianta in toto per ottenere un effetto terapeutico, non estratti; inoltre, mentre i prodotti fitoterapici agiscono lentamente, gli oli essenziali si attivano velocemente, e gli oli essenziali sono attivi già a dosi minime, ma possono avere una tossicità elevata rispetto a un rimedio fitoterapico assunto, ad esempio, sotto forma di tisana o infuso.

Questo ci dice che dobbiamo avere alcune attenzioni quando utilizziamo gli oli essenziali, come ad esempio è importante rispettare le dosi consigliate, che cambiano in base all’età, al peso, alle condizioni e allo scopo finale. E ancora più importante è assicurarsi di utilizzare oli essenziali di grado terapeutico, 100% naturali, integri e puri.
Inoltre, è bene acquistare solo oli essenziali che abbiano una buona etichetta, dove ci sia scritto chiaramente che si tratta di olio essenziale puro al 100%, più il numero di lotto, il nome dell’olio in latino e i composti naturali presenti nell’elenco degli allergeni. Dev’essere imbottigliato in una bottiglia opaca e il prezzo non può essere molto basso, perché, dipendendo dal tipo di pianta da cui viene estratto, possono essere necessari molti chili di materiale vegetale per produrre una bottiglietta di olio essenziale. Infine, è importante informarsi anche sull’azienda che produce l’olio essenziale, vedere se fanno tutto in trasparenza e se si comportano eticamente in tutti i passaggi di produzione, dalla scelta del seme, al rispetto per la Madre Terra, fino all’imbottigliamento del prodotto finito.

Detto questo, si possono utilizzare gli oli essenziali in gravidanza e soprattutto durante il parto? Perché spesso si sente dire che una donna in gravidanza non può utilizzarli, ma questo non è assolutamente vero. Solo bisogna porre attenzione alla qualità degli oli essenziali, alle quantità consentite e al tipo di olio essenziale, perché non tutti sono indicati, anzi, alcuni sono da evitare. Quindi è sempre meglio affidarsi a qualcuno che conosca gli oli essenziali e possa consigliarci in base alle nostre esigenze.
Si parla sempre più di aromaterapia, anche in gravidanza e durante il parto, e non è un caso che in PubMed, la base dati bibliografica tra le più autorevoli e complete in ambito biomedico, si trovino sempre più studi fatti utilizzando gli oli essenziali. La pecca purtroppo è che non sappiamo che oli essenziali vengono utilizzati, se sono di ottima qualità o no, quindi è difficile appurare la veridicità di certi risultati; ma almeno ci si sta aprendo sempre più all’aromaterapia, ritrovando via via i saperi antichi, quindi confido nel fatto che prima o poi si arrivi a fare degli studi scientifici con oli essenziali di grado terapeutico.

Come potremmo utilizzare gli oli essenziali durante il travaglio e il parto? Per esempio, per aiutare a gestire il dolore interrompendo la trasmissione dei segnali dolorosi e distogliendo l’attenzione dalla sensazione dolorosa. In sostanza si tratta di controllare il sistema nervoso centrale, controllando la mente attraverso la deviazione dell’attenzione. Come si utilizzano la meditazione, lo yoga, l’ipnoterapia, le tecniche di respirazione e di rilassamento, la musica o il supporto continuo (come, ad esempio, quello di una doula) per ottenere ciò, così possiamo utilizzare l’aromaterapia.
Infatti, ci sono oli essenziali che aiutano a calmare il sistema nervoso, a rilassare, ad entrare in uno stato meditativo; ma ci sono anche oli essenziali che aiutano a ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress, e aumentare i livelli di serotonina, l’ormone del buonumore. Perché il sistema olfattivo è direttamente collegato all’amigdala, la zona del cervello che elabora le emozioni, e all’ippocampo, responsabile dell’apprendimento associativo: il cervello emotivo si attiva e risponde solo in presenza di un odore, ed è per questo motivo che il senso dell’olfatto è la via più diretta per influenzare il cervello emotivo e di conseguenza gli stati d’animo.

Per esempio, in uno studio si è indagato l’effetto dell’olio essenziale di arancio sull’ansia delle donne durante il travaglio: 100 donne durante il travaglio sono state assegnate a caso a due gruppi, un gruppo è stato esposto all’olio essenziale di arancio, mentre l’altro è stato esposto all’acqua distillata; in tutte le donne sono stati valutati parametri fisiologici come la pressione arteriosa sistolica e diastolica, la respirazione e le pulsazioni prima e 20 minuti dopo l’intervento, e il livello di ansia delle donne si è ridotto in entrambi i gruppi, ma la riduzione è stata maggiore nel gruppo esposto all’olio essenziale di arancio, quindi si è concluso che l’aromaterapia è un metodo non invasivo ed efficace e che l’olio essenziale di arancio può essere utile nelle unità di parto per aiutare le donne che sperimentano lo stress del travaglio.

In un altro studio sono stati esaminati l’effetto dell’olio essenziale di neroli sull’ansia e sulla percezione dell’intensità del dolore in 88 donne durante il travaglio. L’ansia e il dolore percepito sono stati valutati attraverso la scala analogica visiva durante le fasi latente, iniziale e tardiva del travaglio, e il dolore e l’ansia percepiti nel gruppo che ha ricevuto l’aromaterapia sono stati significativamente inferiori rispetto all’altro gruppo in tutte le fasi del travaglio. In particolare, con il progredire del travaglio, il dolore e l’ansia sono aumentati in tutte le partecipanti, ma l’aumento è stato più lieve nel gruppo che ha utilizzato l’olio essenziale. Le pluripare hanno mostrato punteggi medi più alti di ansia, ma non di dolore percepito, rispetto alle primipare in tutte le fasi del travaglio. In definitiva, la conclusione è stata che l’aromaterapia con olio essenziale di neroli durante il travaglio può essere utilizzata come strumento alternativo per alleviare l’ansia e il dolore percepito nelle donne durante tutte le fasi del travaglio.

Ci sono molti altri studi e potremmo parlare ancora a lungo di questo vastissimo argomento, ma oggi mi interessava far comprendere che gli oli essenziali possono essere un grandissimo strumento che ci aiuta in diversi momenti e situazioni, anche durante il travaglio e il parto. L’importante è scegliere gli oli essenziali che vadano ad agire su ciò che ci interessa e che siano di ottima qualità. Per questo è sempre meglio affidarsi a qualcuno che ci accompagni.
Se vuoi che ti accompagni in questo fantastico mondo dell’aromaterapia, scrivimi; sarò felice di iniziarti al mondo degli oli essenziali. Francesca Zangrandi

PS. Il prossimo appuntamento di questa rubrica sarà il primo lunedì di dicembre, ma se nel frattempo vuoi rimanere aggiornata sui vari articoli che pubblico sul blog puoi iscriverti alla newsletter, mettere “Mi piace” alla pagina Facebook, seguirmi su Instagram, iscriverti al canale YouTube e/o al canale Telegram. E se invece credi che questo articolo possa interessare a qualcuno di tua conoscenza, puoi condividerlo. Grazie di cuore!

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