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17 Giu

Luna piena in Sagittario

Oggi è luna piena in Sagittario. Questa luna chiude un capitolo e ci prepara all’inizio della stagione delle eclissi, portandoci ancora di più nelle nostre profondità, che ormai in realtà dovrebbero aver già portato a galla le nostre paure, i nostri schemi limitanti, le nostre maschere e le bugie che ci raccontiamo e dietro cui spesso ci nascondiamo.
Riusciamo a stare in ciò che c’è? Riusciamo ad esprimere totalmente ogni nostro aspetto, anche quelli che non ci piacciono? Solo così potremo essere integri: mostrandoci per ciò che siamo, esprimendo la nostra verità, la nostra voce autentica.

È tempo di decidere se vogliamo essere i protagonisti della nostra vita o semplicemente degli attori che seguono un copione scritto da altri: cosa vogliamo fare? E ricordiamoci che anche il non scegliere è in realtà una scelta di cui dobbiamo assumerci la responsabilità.
Tutto l’universo ci sta chiedendo di essere coraggiosi e di esprimere la nostra verità, di aprire il nostro cuore e di essere finalmente noi stessi. Non a caso la parola “coraggio” deriva dal latino “coratĭcum” o “cor habeo” che significa “avere cuore”: quindi mettiamoci il cuore e facciamo solo ciò che ci rivela la nostra autenticità.

Il Sagittario è il terzo segno di Fuoco dello zodiaco, ed è quello più spirituale, in quanto il suo fuoco illumina piuttosto che scaldare: infatti, il suo segno grafico è la freccia puntata verso l’alto, simbolizzando così l’intento di andare verso un punto lontano, diverso da dove si è; tra l’altro punta verso il cielo, ossia verso un piano evolutivo più alto, più consapevole, dove si desidera sapere chi si è, da dove si viene e soprattutto dove si sta andando.
Quindi questa luna ci parla di espansione e apertura, e per espandere la nostra comprensione della verità dobbiamo sperimentare qualcosa di nuovo, di diverso, lo sconosciuto, anche se ci fa paura; perché solo da una nuova prospettiva possiamo trovare nuove opportunità.

Pertanto, espandiamo il cuore e la mente, esploriamo noi stessi come non abbiamo mai fatto, impariamo cose nuove, guardiamo il mondo con occhi nuovi e tuffiamoci con fiducia in ciò che nutre la nostra anima. Siamo esseri multidimensionali, e questa luna ci aiuta a comprenderlo maggiormente, elevando la nostra consapevolezza ed espandendo i nostri confini.
Chi siamo? Cosa vogliamo? I nostri sogni e desideri stanno alimentando la nostra passione? Qual è la missione della nostra vita, ciò che nutre la nostra anima? Siamo già in essa o dobbiamo fare qualcosa di diverso per allinearci?

In ebraico, Sagittario si dice Keshet, cioè arcobaleno: l’arcobaleno costituisce un ponte tra cielo e terra, e a livello simbolico rappresenta la speranza, il ritorno alla pace, l’armonia e la compiutezza; indica la fine delle difficoltà, la capacità di rinascere e cogliere nuove occasioni. La sua forma ad arco ricorda un ponte, rimandando alla nostra capacità di attraversare le prove dell’esistenza; e nella cultura Navajo rappresenta l’iniziazione, ossia la fine della vecchia vita a favore di una rinascita.
Quindi superiamo le nostre paure, apriamo il cuore ed usciamo dalla nostra zona di comfort! Buona luna
piena, Francesca Zangrandi

5 Giu

Potale 6-6

Siamo nel mese di giugno, un numero sei, e il numero sei è il numero della Dea, del femminile, dell’armonia e dell’amore; nell’antichità era consacrato a Giove e a Venere, considerato simbolo della bellezza e della perfezione (infatti, se sommiamo i numeri 1, 2 e 3, o se li moltiplichiamo, otterremo comunque il numero sei).
Graficamente il numero sei è rappresentato dalla stella a sei punte, conosciuta come Sigillo di Salomone o Stella di David; mentre la stella a cinque punte corrisponde alla dimensione microcosmica, all’uomo individuale, la stella a sei punte corrisponde alla dimensione macrocosmica, all’uomo universale. La stella a sei punte è formata da due triangoli equilateri intrecciati: il triangolo con il vertice verso il basso rappresenta l’Acqua e la Terra, ossia i due elementi più pesanti, che tendono verso il basso, mentre il triangolo con il vertice verso l’alto rappresenta l’Aria e il Fuoco, i due elementi più leggeri, che tendono verso l’alto. Quindi esprime l’unione del Cielo e la Terra.

Pertanto potremmo dire che il numero sei è il numero dell’armonia e che ci chiede di trovare un equilibrio tra materia e spiritualità.
E domani non solo si aprirà il portale 6-6, ma sarà anche un giorno sei: 6-6-2019 (6+6+2+0+1+9=24; 2+4=6).

Questo portale è un potenziamento dello scorso portale 3-3-3: se in quella occasione abbiamo potuto portare nel mondo reale il mondo delle possibilità, convertire le idee in qualcosa di più tangibile, ora è il momento di passare alla creazione, alla manifestazione concreta di quanto avevamo progettato e preparato allora.
Il numero sei risuona direttamente con il 3-3, è la concretizzazione fisica dei progetti e delle idee che originano nel piano mentale; per Pitagora era il numero della creazione nel piano reale, concreto.

Una figura della geometria sacra che ci può aiutare in questo momento è il Seme della Vita (da non confondere con il Fiore della Vita!), conosciuto anche come il Seme della Creazione: questa figura rappresenta i sette stadi (o giorni) della creazione, quindi è considerato il simbolo della creazione e della fertilità.
Dio ha creato la vita in sette giorni, ma il settimo giorno si riposò, quindi in realtà già il sesto giorno l’opera era creata; e in effetti nel Seme della Vita il cerchio centrale rappresenta il settimo giorno, il riposo, mentre i sei cerchi rappresentano i primi sei giorni della creazione, e l’intersecarsi di questi sei cerchi forma sei petali nel cerchio centrale.

Quindi domani, si aprirà un portale che rimarrà aperto fino al 24 giugno, e in questo lasso di tempo possiamo investire le nostre energie per creare e co-creare la nostra realtà.
E visto che la yoni, l’organo femminile, è da sempre considerata la porta attraverso cui il principio primo si fa materia e l’energia trascendentale diventa manifestazione, direi che la Smorfia Napoletana (una sorta di “dizionario” in cui a ciascun vocabolo corrisponde un numero da giocare al lotto) dopotutto ha colto nel segno associando il numero sei a “chella ca guarda ‘nterra”, ossia “quella che guarda per terra”,  riferendosi alla vulva femminile, intendendo non solo l’organo sessuale in sé, ma in generale l’amore, l’equilibrio e la maternità, in quanto è la prima cosa che conosciamo e vediamo quando veniamo alla luce.

Ahava, Francesca Zangrandi

2 Giu

Luna nuova in Gemelli

Domani con la luna nuova in Gemelli inizia un nuovo ciclo lunare: l’etimologia della parola “gemelli” viene dal latino “geminus”, che appunto si riferisce alla coppia di fratelli gemelli, ma possiamo distinguere anche la radice greca “gamos”, che si riferisce a hierogamos, ossia il matrimonio tra maschile e femminile, ricordandoci quindi che solo l’unione di queste due parti all’interno di noi ci porterà ad essere integri.

Il segno dei Gemelli è il segno della comunicazione e ci connette con il potere della parola, aiutandoci ad esprimere chi siamo e cosa vogliamo, quindi questa lunazione ci chiede coerenza tra ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo; ci chiede di comunicare le nostre emozioni, anche quelle che ci possono mettere in contatto con cose nostre profonde.
E per gli indiani d’America la Madre Clan di questo ciclo lunare è proprio Cantastorie, la preservatrice del parlare secondo l’esperienza personale, la quale ci insegna a parlare in verità, comunicando dal cuore; lei ci mostra la fede di cui abbiamo bisogno per farci strada nelle nostre confusioni, e ci insegna come essere nella vita sia studente che insegnante.

Questa lunazione ci prepara anche al prossimo ciclo di eclissi, quindi non solo ci invita a connetterci con la nostra voce autentica, ma anche a fare una bella pulizia dei nostri pensieri e delle nostre credenze, in modo da attraversare i portali delle prossime eclissi con leggerezza, senza il peso di ciò che non ci corrisponde più.
Pertanto abbiamo tutto questo ciclo lunare per sanare la nostra parola e usarla amorevolmente per esprimere e verbalizzare ciò di cui abbiamo bisogno per vivere la nostra vita e le nostre relazioni.

A tal proposito ci possiamo chiedere: cos’è che penso con frequenza? Che energia hanno i miei pensieri? Come mi fanno sentire? E che parole utilizzo generalmente? Che vibrazione hanno le parole che uso? Come mi fanno sentire? Che parole utilizzo quando converso con gli altri? Utilizzo parole che ci nutrono di bellezza o parole che disturbano o addirittura distruggono?

Siamo ancora nella stagione di Beltane ed una Dea che si celebra in questo periodo dell’anno è Rhiannon, il cui nome significa Grande Regina; lei è la guardiana dei nostri autentici “sì” e “no”, colei che ci aiuta a definire quali sono i nostri confini salutari, a diventare più autentici mentre ci muoviamo nelle nostre profondità.
Però, mentre nel mese di maggio abbiamo avuto il tempo per capire chi siamo, cosa ci piace fare, cosa ci riesce bene, cosa davvero nutre la nostra anima e ci fa sentire vivi, ora è giunto il momento di esprimerlo, di verbalizzarlo, di dirlo in parole. Quindi, cosa vorremmo dire al mondo di noi? Cos’è che vogliamo raccontare di noi all’universo e cosa invece fa parte della nostra vecchia identità e non lo vogliamo più dire? Come possiamo portare la nostra parola a una nuova vibrazione?

Augurandoti una felice luna nuova, ti lascio con uno scritto di Jamie Sams,
Francesca Zangrandi

“Raccontami una storia, dolce Madre,
sulle Antenate e i loro giorni,
di come camminarono le vie della Medicina.
E mentre racconti,
riesco a vedere
l’importanza di ogni lezione
e come sia fatta proprio per me.
Dall’esempio di un’altra
traggo risate e lacrime.
Dall’esperienza di un’altra
imparo che l’amore può dominare la paura.
Insieme viaggiamo
attraverso quei tempi,
richiamando a noi tutta la saggezza
lasciata da chi ci ha preceduto.”

29 Mag

Guarire significa cambiare

In questi giorni diverse persone mi hanno contattato chiedendomi aiuto, in preda alla disperazione perché stanno passando un brutto momento, chi a livello emotivo, chi a livello fisico. Sì, è un momento questo di forti cambiamenti, basta vedere cosa sta succedendo a livello planetario (ricordiamoci che i pianeti sono proiezioni esteriori del nostro universo interno e dell’inconscio collettivo), però credo che sia sempre importante ricordarci che la vita è evoluzione, un flusso continuo di cambiamenti, di cui noi siamo parte integrante.
Quindi non dobbiamo preoccuparci, ma vivere con consapevolezza ogni cosa: che si tratti di gioia o di un disagio, di serenità o di una difficoltà, l’importante è essere presenti, nella fiducia, amando anche quelle parti che generano sofferenza, perché in realtà hanno un messaggio per noi, vogliono insegnarci qualcosa.

Poi se prendiamo la parola “preoccuparsi”, vediamo che significa occuparsi di una cosa prima che avvenga; infatti “preoccupazione” deriva dal latino “praeoccupare”, ossia “occuparsi prima, prevenire”, indicando quindi lo stato d’animo di chi cerca soluzioni o rimedi a situazioni critiche o eventuali pericoli futuri, che peraltro non è nemmeno detto si avverino.
Sì, questo è un momento di grandi cambiamenti: i pianeti retrogradi e la congiunzione Plutone e Saturno ci stanno portando proprio nella matrice delle nostre ferite più profonde, quelle per cui ci siamo nascosti dietro maschere, gabbie e barricate, pensando così di proteggerci. E se c’è qualcosa che questo 2019 ci sta chiedendo, è proprio quello di prenderci la responsabilità di noi stessi e della nostra vita.

Il termine “responsabilità” viene dal latino “respondere”, composto da “re”, che significa “indietro”, e “spondere”, che significa “promettere”, più il suffisso “-bile”, che significa “facoltà, possibilità”. Quindi indica la capacità di rispondere di qualcosa, reagendo alle situazioni della vita, e di rendere conto delle proprie azioni facendosi carico delle loro conseguenze: ogni giorno facciamo delle scelte, dalle più banali a quelle più eclatanti, che possono cambiare la nostra vita per sempre, e qualsiasi decisione prendiamo, questa inciderà nella nostra vita, ancora di più se compiamo una scelta controcorrente.
Pertanto credo che sia importante essere flessibili e ricordarci che facciamo parte di un progetto più grande di noi, anche se non sempre ci è chiaro e ne vediamo lo scopo principale; e poi la vita e l’universo non sono contro di noi, anzi ogni cosa accade proprio perché possiamo apprendere qualcosa o aggiustare il tiro se necessario, e anche tutto ciò che ci crea disagio o dolore ha il suo perché, ci chiede un cambiamento, poiché guarire significa cambiare!

Cambiare significa prendere una direzione differente, trasformarsi. È nella nostra natura tendere all’evoluzione, alla crescita, allo sviluppo, in quanto ci fa star bene; però per crescere e migliorare è assolutamente necessario modificare qualcosa nel nostro comportamento e atteggiamento, altrimenti tutto rimane esattamente com’è.
Quindi potremmo chiederci: ci sono cose che faccio per abitudine ma che non mi sono di alcun beneficio? Ci sono abitudini poco salutari che faccio fatica ad abbandonare? Ci sono modelli di comportamento che mi portano a ripetere sempre gli stessi errori? Che cosa posso fare diversamente già oggi?

L’idea è di osservare con il cuore aperto ciò che facciamo per abitudine, quasi senza pensarlo; l’obiettivo è prendere consapevolezza, senza giudicarci, perché fare una revisione dei nostri comportamenti abituali può esserci d’aiuto per renderci più consapevoli dei nostri pensieri, emozioni e stati d’animo, dandoci così la possibilità di non perdere di vista i nostri desideri e sogni, altrimenti rischieremmo di farci guidare da fattori esterni (persone, paure, pensieri e credenze limitanti, eventi, ecc…).
Ahava, Francesca Zangrandi

26 Mag

Canalizzazione Maria Maddalena

“Entrate nel cuore, affidatevi a lui, conosce tutte le risposte.

Sa tutto, anche se ciò che ti dice sembra essere incomprensibile per la tua mente, fai un atto di fiducia verso di lui e credigli, fa ciò che ti dice.

Il cuore, liberato dalle catene, è puro amore e agisce con amore, per l’amore, a partire dall’amore.

Respira, e porta il soffio del cuore nel mondo, dona il tuo amore, anche dove ti sembra più difficile, dove ti costa farlo: fa bene a te e fa bene agli altri, all’intera umanità. L’amore può alleggerire tante cose, sanare tante situazioni, aprire tanti altri cuori.

C’è bisogno dell’amore, ora più che mai.

Entra nel cuore e permettiti di espanderlo e di percepire ogni cosa partendo da lì, dal puro amore. Il cuore può tutto, arrivare e penetrare dove la tua mente nemmeno può immaginare. Quindi lascialo agire, sa sempre cosa deve fare e perché.

Aprite il cuore, entrateci, assaporatelo e respirateci dentro, quindi a partire dal suo nucleo, dal più puro amore, espandetevi, amando ed illuminando gli altri e il mondo.

Io sono con voi, Maria Maddalena”

Canalizzazione di Francesca Zangrandi

18 Mag

Wesak

Con la luna piena di stasera si celebrerà il Vesak, una cerimonia buddista che è mobile come la Pasqua, infatti si celebra ogni anno quando il Sole splende nel segno del Toro ed illumina la Luna in Scorpione.
 Durante il Vesak i buddhisti celebrano la nascita del Principe Gautama Siddharta, avvenuta cinquecento anni prima del Cristo, la sua illuminazione all’età di 35 anni, quando diventò il Buddha, che significa “risvegliato”, e la sua entrata nel Nirvana all’età di 80 anni: secondo quanto riportato dalle scritture, questi tre eventi sembrano essersi verificati durante il mese indiano di Vaisakha (dal 21 aprile al 21 maggio) nella notte del plenilunio.
  
 La tradizione narra che il principe Gautama Siddharta scelse di abbandonare agi e ricchezze ed iniziò una nuova vita di ascesi e meditazione per comprendere l’origine della sofferenza nel mondo; fu così che divenne il Buddha. Grazie al suo altissimo livello di evoluzione spirituale raggiunse la perfezione, liberandosi così dalla necessità di tornare ad incarnarsi ancora sulla Terra, in quanto oramai aveva percorso tutti i gradini della Conoscenza.  La sua morte, o meglio il passaggio nella dimensione di Luce, avvenne nell’anno 486 a.C. ed immediatamente raggiunse la soglia del Nirvana, il luogo della grande Liberazione.
 Varcata la soglia sarebbe stato libero dal doloroso ciclo di morte e rinascita, ma mentre stava per varcare la soglia si volse verso il basso e vide tutti gli esseri umani schiacciati dalla sofferenza, dalla fatica, dalle malattie, dalla fame, esposti alla violenza della natura e dei loro stessi simili. Sentì il grido di dolore di tutte le creature, così lui, che era stato definito il Maestro della Compassione, decise di non andarsene e dinanzi  ai Maestri della Gerarchia Astrale che lo attendevano formulò il solenne giuramento, ossia di non entrare nel Nirvana fino  a quando non vi sarà entrato prima di lui l’ultimo degli esseri umani: fino a quel momento lui, il Buddha, rimarrà sulla soglia in amorevole attesa, ed ogni anno tornerà sulla Terra nel suo corpo di Luce a portare la sua Benedizione, la sua mano tesa per aiutare ed incoraggiare l’evoluzione spirituale dell’umanità.
  
 Alice Bailey nel suo libro “Il ritorno del Cristo” ha affermato il valore simbolico di questa ricorrenza, non limitato all’ambito buddista, e da allora viene chiamato Wesak Acquariano.
 Il Wesak ha quindi un significato molto vasto, non limitato ad una sola religione, in quanto tutta l’umanità ha la possibilità di ricevere la benedizione congiunta del Buddha, del Cristo e dei Grandi Maestri Spirituale, quegli Esseri Illuminati che da sempre vegliano per guidare l’evoluzione spirituale del pianeta. Si tratta di un appuntamento per l’anima adatto agli uomini di ogni razza, credo, cultura e filosofia di pensiero; ed è un’occasione per aprire il nostro cuore e tutto il nostro essere all’energia divina d’amore.
  
 Dopo la guerra, nel 1946, la Grande Invocazione contenuta nel libro di Alice Bailey ha confortato milioni di persone, dando loro speranza:
 “Dal punto di Luce entro la Mente di Dio,
 affluisca luce nelle menti degli uomini.
 Scenda Luce sulla Terra.
 Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio,
 affluisca amore nei cuori degli uomini.
 Possa Cristo tornare sulla Terra.
 Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto,
 il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
 il proposito che i Maestri conoscono e servono.
 Dal centro che vien detto il genere umano,
 si svolga il Piano di Amore e di Luce,
 e possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.
 Che Luce, Amore e Potere
 ristabiliscano il Piano sulla Terra.”
  
 Giuditta Dembech così scrive: “Partecipare al Wesak significa collegarsi attraverso la meditazione per ricevere e ridistribuire la Grande Benedizione impartita all’Umanità dai Maestri. Significa attraversare in meditazione la porta dimensionale; in quei pochi, straordinari minuti, un immenso fiume di energia viene irradiato sui presenti. Sono Grandi Energie di Luce, Amore, Fratellanza, Solidarietà ed Unificazione che attraverso la meditazione si concretizzano ed espandono.
 Non è un’occasione commerciale, e non appartiene a nessuna religione o credo politico. È un dono offerto ogni anno in spirito di fraternità, con cuore puro e movente disinteressato.”
  
 Buon Wesak, Francesca Zangrandi

17 Mag

Luna piena in Scorpione

Domani sera la Luna sarà piena nel segno dello Scorpione, che è il segno dell’inconscio, dell’occulto, di tutto ciò che è tabù ed esoterico; e nei giorni dominati dallo Scorpione viviamo energie molto forti dettate dalla capacità di trasformazione continua di questo segno, il quale ci aiuta ad affrontare le novità e i cambiamenti.

Per di più il Sole si trova nel segno del Toro, e quest’asse Toro-Scorpione ci parla del ciclo vita-morte-rinascita, ossia di trasformazione, dandoci così la possibilità di far morire quelle parti di noi che non ci corrispondono più e dar modo ad altre di espandersi e mostrarsi.

La luna piena in Scorpione ci porta nelle profondità per vedere la nostra ombra, le nostre paure, le nostre emozioni, e ci dà la possibilità di portare alla luce ciò che è rimasto nascosto per tanto tempo, in modo da poterlo definitivamente trasformare, convertendolo da limite a potenzialità. Quindi ci permette di passare dall’oscurità alla luce, dalla morte alla rinascita, facendo emergere una nuova consapevolezza ed un nuovo modo di essere; ci chiede di lasciar andare una volta per tutte i condizionamenti limitanti, le paure, i sensi di colpa e la sensazione di non meritarci il meglio, avvicinandoci sempre più alla nostra vera essenza.

L’elemento Terra, che rappresenta la concretezza, è molto presente in questo momento: non solo il Sole è nel segno del Toro, ma anche Mercurio, Urano e Venere si trovano nello stesso segno.

Il 6 maggio scorso Mercurio è passato dall’Ariete al Toro, dove vi rimarrà fino al 21 maggio; Mercurio rappresenta la mente, il pensiero e la comunicazione, quindi ora ci chiede di verificare le cose, guardarle in faccia, senza perdersi in fantasie.

Il 15 maggio, invece, è stata Venere ad entrare nel segno del Toro, e vi rimarrà fino al 9 giugno; Venere non è solo il pianeta dell’amore, ma governa tutti i rapporti, le relazioni interpersonali, gli accordi e le collaborazioni, quindi ora ci dice che è il momento di concretizzare e rendere manifesto tutto ciò che è ancora solamente un desiderio o un proposito, soprattutto nell’ambito delle relazioni affettive e dei rapporti interpersonali.

Infine, ieri Marte è entrato nel segno del Cancro, dove rimarrà fino all’1 luglio: Marte è il pianeta dell’azione e dell’affermazione personale, e il Cancro è il segno delle emozioni e della sensibilità, quindi questa energia introspettiva ci permette di vedere quali sono i legami malsani da tagliare e ci chiede di creare il nostro presente  in sintonia con chi siamo veramente.

Sia la natura che i pianeti ci stanno parlando di rinascita, e non a caso l’animale associato a questa luna è proprio la civetta, che ci insegna qualcosa sul cambiamento e ci aiuta a vincere la paura della trasformazione. La civetta ci aiuta ad essere consapevoli del potere del cambiamento e ci ricorda che il processo di trasformazione è più importante del risultato.

Quindi innamoriamoci della vita ed apriamoci con fiducia e coraggio ad ogni nuovo giorno, con tutte le sue trasformazioni e i suoi doni!

Buona luna piena, Francesca Zangrandi

4 Mag

Luna nuova in Toro

Questa sera avremo luna nuova; Sole e Luna si troveranno entrambi nel segno del Toro, segno di Terra che ci parla di manifestazione. Quindi in questo novilunio abbiamo una grande opportunità per iniziare a manifestare concretamente, soprattutto noi stessi, ossia è il momento di fare in modo che la nostra sicurezza dipenda da noi stessi e non da altri, di creare la nostra realtà a partire dalle nostre capacità e risorse.

Il Toro è il primo segno che ci connette con la forma: come ci relazioniamo con la materia? Con il mondo materiale? Come ci relazioniamo con i soldi? Con il nostro corpo?

Questo momento energetico ci fa desiderare un cambio nella nostra vita; “cambiamento” significa prendere una direzione differente, trasformarsi, ed è nella nostra natura tendere all’evoluzione, alla crescita, allo sviluppo, in quanto ci fa star bene.

Però Saturno retrogrado ci fa pensare di avere tutto il tempo del mondo a nostra disposizione e quindi rischiamo di non concludere nulla. Per di più con Marte in Gemelli tendiamo a distrarci, a disperdere la nostra attenzione, a perdere il focus, rischiando quindi di procrastinare.

“Procrastinare” deriva dal latino “pro” che significa “avanti” e “crastinare” che significa “domani”, quindi significa letteralmente “rinviare a domani”. Pertanto, nella testa ci diciamo che dobbiamo fare questo o quello, ma non agiamo, e questo perché fondamentalmente pensiamo che questo cambiamento ci farà soffrire o temiamo di non essere in grado di farlo, che sottende quindi l’idea di non meritarci qualcosa di meglio.

E infatti questa luna ci porta a lavorare sull’idea di merito, che etimologicamente deriva dal latino “meritus” e significa essere degni di lode o di premio: pensiamo di meritarci i soldi? Pensiamo di meritarci di essere amati? Ci permettiamo l’abbondanza, non solo economica ma anche in generale nella nostra vita? Ci sentiamo degni di vivere nella prosperità? (Ti faccio notare che abbondanza e prosperità non sono la stessa cosa, quindi ti invito a riflettere sulle domande precedenti).

Per gli Indiani d’America la Madre Clan di questo ciclo lunare è Donna che Ascolta: questa Madre Clan ci insegna ad entrare nel silenzio e ad ascoltare i messaggi costanti della natura, i nostri cuori, il punto di vista degli altri, il mondo dello spirito. Nella tradizione seneca, entrare nel silenzio e detto “Tiyoweh” (si pronuncia “tai-yo-wei”) e significa stare in ascolto e ascoltare la verità, anche quella che riguarda noi stessi e che spesso non vogliamo ascoltare perché temiamo che faccia male; ma disporci ad ascoltare la verità su noi stessi è un grande talento e può guarire le nostre ferite.

Buona luna nuova, Francesca Zangrandi

1 Mag

Maria Maddalena ci parla dell’amore

La settimana scorsa nella newsletter (se non sei iscritto e vuoi farlo, puoi cliccare qui) ho parlato delle cinque fasi che caratterizzano una crisi, approfondendo soprattutto le prime due fasi, in quanto sono strettamente relazionate con il momento che stiamo vivendo: lo scorso 24 aprile Plutone, associato ad Ade, il dio del mondo sotterraneo, è entrato in moto retrogrado e il 30 aprile anche Saturno; per di più i due sono congiunti con il Nodo Sud nel segno del Capricorno, ed ho scoperto che questo non succedeva dall’anno 894… Come a dire che veramente ci troviamo in un momento storico più unico che raro!

 

Quando Plutone è retrogrado, ci spinge ad immergerci senza paura nelle profondità del passato e lasciar andare tutto ciò che è stato, siamo stati e ci è appartenuto, per avvicinarci alla nostra verità più autentica, mentre Saturno retrogrado ci aiuta nell’essere più consapevoli sia delle nostre forze, sia di appartenere al pianeta.

Sia Saturno che Plutone sono pianeti legati al karma: il termine “karma” viene dal sanscrito “karman” che significa “azione, operazione”; nella religione e filosofia indiana indica il frutto delle azioni compiute , ossia ad ogni azione corrisponde un’azione di riflesso. Quindi non necessariamente ha un’accezione negativa (anche se molta gente utilizza questo termine come se si trattasse di un peccato commesso che richiede una punizione divina); piuttosto potremmo dire che il karma è un complesso di situazioni che risponde alla legge di causa-effetto e che quindi ci creiamo noi stessi con il nostro operato.

 

Stiamo tutti vivendo un momento di grandi trasformazioni, probabilmente a momenti ci sentiamo anche mancare la terra sotto i piedi, ma ricordiamoci che facciamo parte di un piano più grande di noi, e che la nostra anima ha scelto di incarnarsi proprio in questo periodo storico per un motivo, quindi non dobbiamo aver paura, ma affidarci e fidarci.

Quanto più cerchiamo di resistere al cambiamento, afferrandoci disperatamente al conosciuto, tanto più sarà doloroso il processo, come se venissimo sradicati brutalmente invece che fluire semplicemente.

 

Come detto nella scorsa newsletter, nelle prime due fasi della crisi l’ego non vuole cambiare, né morire, vuole solamente che le cose tornino ad essere come le conosceva, facendoci quindi resistere con dolore e sofferenza ad ogni cambiamento, facendoci sentire frammentati ed impotenti. E l’ego continua a cercare la chiave per ritornare dove desidera, nel conosciuto (anche se fonte di sofferenza), per di più aspettandosi che tutto cambi facilmente e rapidamente.

Ma sappiamo che non può essere così: questo è il momento di accettare ciò che stiamo vivendo, non è il momento di fare nulla, se non stare ed essere, aprendoci alla possibilità di creare una nuova versione di noi stessi, più autentica e allineata alla nostra anima, senza rimanere ancorati al nostro vecchio IO.

 

Lo scorso gennaio ho canalizzato un messaggio di Maria Maddalena, ma mi è stato suggerito di aspettare a condividerlo, di attendere il momento giusto; ed ora quel momento è arrivato, quindi vi lascio le sue parole:

 

“Amore. Solo l’amore può riempire un cuore vuoto, solo l’amore può alleggerire un cuore appesantito, solo l’amore può guarire un cuore ferito.

L’amore ci salverà.

Non importa quanta sofferenza abbiamo vissuto, quante pene abbiamo sofferto; se entriamo nell’amore aprendo completamente il nostro cuore e inebriandoci dell’amore più puro, esisterà solo il presente, solo l’amore, e tutto ciò che è stato scomparirà, sarà sanato.

L’amore ci nutre, ci riempie, ci dà sostegno. L’amore ci libera, ci dà libertà e leggerezza. L’amore ci dà presenza e concretezza. L’amore è tutto.

Entrate nel cuore, percepite e assaporate l’amore, lasciatevi inebriare dalla sua grandezza e potenza. E se fa male, se c’è ancora del dolore, ricordate che è solo uno spazio vuoto. Respirate, riempite questo spazio vuoto con il respiro divino, con l’amore, e tutte le barriere, tutte le maschere, tutte le protezioni cadranno. Esisterà solo l’amore; e nell’amore incontrerete la pace e la salvezza. Nell’amore incontrerete la Verità. E vivendo nell’amore, con amore, per l’amore e partendo dall’amore, potrete esprimere la vostra Verità più profonda, essere la vostra Verità, senza paure né limitazioni.

Permettete all’amore di espandersi e di riempire i vostri cuori, affinché tutti possiamo vivere il nostro proposito sacro, la nostra Verità; affinché tutti possiamo esprimere la nostra vera essenza.

Così sia, così è!”

 

Ahava, Francesca Zangrandi

30 Apr

Beltane

Domani si celebrerà Beltane, la festa celtica della Dea nel suo aspetto di amante fertile.

Si ritiene che il suo nome derivi dal gaelico francese “Bealtaine” o dallo scozzese “Bealtuinn” che significa “Fuoco di Bel”, Belenus o Beleno, il dio del sole celtico, venerato in Irlanda e nella Gallia. Ma Janet McCrickard lo attribuisce alla Dea, dicendo che “bel” significa “brillante, benefico e buono” e “teine” è una forma femminile che significa “fuoco solare”: Beltane celebrerebbe quindi il benefico Fuoco del Sole femminile.

Per i Celti il 1° maggio segnava l’inizio della stagione luminosa, l’inizio del trionfo della luce sulle tenebre e si opponeva a Samhain (31 ottobre), che segnava l’inizio della stagione oscura. Continuò ad essere celebrato anche dopo la cristianizzazione, e da Beltane derivò il Calendimaggio, durante il quale si entrava in comunicazione con il mondo sotterraneo e i morti: nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio si susseguivano banchetti e danze intorno al fuoco che si concludevano con l’espulsione rituale dei morti, ossia con l’avvento della “nuova vita”.

Con la cristianizzazione dell’Europa, questa notte ha subito una metamorfosi: si diceva che avrebbero presenziato spiriti, streghe e stregoni, e che si sarebbero potuti espellere solamente con l’intervento di Santa Valpurga (da qui il nome “Walpurgis Night”), una monaca inglese (710-778) che divenne badessa del monastero tedesco di Heidenheim, presso Eichstatt (dove fu sepolta il 1° maggio 871), e che venne venerata dai cristiani come la protettrice contro la stregoneria.

Il 1° maggio, cacciate le streghe (ovvero ricacciati i morti negli inferi), si portava un albero (l’Albero di Maggio o il Maggio) dal bosco fino al centro del paese, si adornava di fiori e nastri, e tutto il popolo vi danzava attorno a suon di musica.

Durante la festa ragazzi e ragazze danzavano intorno al Maggio, come nuove coppie pronte a propiziare nuovi matrimoni, nuove unioni: Beltane è infatti il tempo degli amanti, il tempo dell’amore; il Dio e la Dea si uniscono e creano il ritorno della vita sulla terra. È il tempo degli accoppiamenti rituali, gli hieros gamos, le nozze sacre in cui il Dio e la Dea si accoppiano per propiziare la fertilità.

Maschile e femminile si uniscono, non solo fuori, ma anche all’interno di noi. Senza questa unione, non vi può essere creazione né abbondanza: così come per creare una nuova vita le polarità maschile e femminile si devono accoppiare, così succede in natura affinché noi possiamo beneficiare del raccolto, e allo stesso modo succede dentro di noi affinché possiamo manifestare nel concreto i nostri desideri e progetti.

Quindi onoriamo queste polarità all’interno di noi, diamo la possibilità a maschile e femminile di fare l’amore, amarsi, rispettarsi, complementarsi e sostenersi a vicenda, in modo che questa unione si rispecchi poi nelle nostre vite.

“Bealtaine” è anche il nome del mese di maggio in irlandese e tradizionalmente in Irlanda è anche considerato il primo giorno di primavera; è il giorno che si trova a metà tra l’equinozio di primavera e il solstizio d’estate: astronomicamente il giorno corretto sarebbe il 5 maggio, e il numero 5 (maggio è il quinto mese dell’anno) rappresenta la manifestazione dei cinque elementi nella materia; il suo archetipo è il creatore. Quindi siamo pronti a manifestare ciò che desideriamo nel nostro cuore?!

Poi la parola “maggio” deriva dal latino “maius”: secondo alcuni scrittori latini deriverebbe dalla Dea Maia (alcuni ritenevano che fosse la moglie di Vulcano, altri la madre di Mercurio, ed altri ancora la Madre Terra, così chiamata per la sua magnitudine e grandezza, tanto che veniva invocata come Mater Magna), legata alla fertilità e all’abbondanza. Tra l’altro, ha la stessa radice di “magh” o “mah”, radice indeuropea che esprime il concetto della crescita e della fertilità della terra.

Felice Beltane e tanta abbondanza! Ahava, Francesca Zangrandi

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