Categoria: notizie

5 Feb

Capodanno Cinese

Il Capodanno Cinese, conosciuto anche come Festa di Primavera o capodanno lunare, è la festa più importante dell’anno in Cina, tanto che il periodo di festa dura ben sedici giorni: ci si riunisce in famiglia, si fanno offerte alle divinità e agli antenati, si pulisce la casa per eliminare il vecchio e far posto alla felicità e alla fortuna che porta il nuovo anno, ecc…
Questa festa non ha una data fissa perché segue il calendario lunare tradizionale, e il capodanno coincide con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, quindi quest’anno cade proprio oggi, 5 febbraio.

L’origine del Capodanno cinese risale ad una leggenda di un tempo lontano, nel quale viveva in Cina (negli abissi marini o in montagna) il mostro Nian che, una volta all’anno, usciva dal suo nascondiglio alla caccia di umani e in particolare di bambini. La leggenda narra che il mostro aveva due punti deboli: il colore rosso ed i rumori forti.
Per questo motivo il rosso è diventato il colore del capodanno cinese (tutto viene decorato di rosso, il colore di buon auspicio, e ovunque vengono appese lanterne rosse), e la tradizione prevede molte attività “rumorose”, come canti, balli, musica, fuochi d’artificio e petardi.

Nella tradizione cinese, ai diversi anni sono ciclicamente assegnati dodici differenti animali: la leggenda narra che questi animali (il topo, il bue, la tigre, il coniglio, il drago, il serpente, il cavallo, la capra, la scimmia, il gallo, il cane e il maiale) siano stati selezionati in quanto hanno risposto alla chiamata del Buddha.
Questi animali sono collegati alla vita quotidiana degli antichi cinesi o comunque importanti nella cultura tradizionale per il loro significato simbolico; e si susseguono in un ordine ben preciso, determinato dall’alternanza di yin e yang.

Oggi entriamo nell’anno del Maiale, ultimo animale dello zodiaco cinese, e quest’anno è associato all’elemento Terra (anche lo zodiaco cinese segue la teoria dei cinque elementi o movimenti, quindi ogni anno del Maiale è associato ad un elemento diverso).
Il segno del Maiale viene associato alle caratteristiche di gentilezza, accondiscendenza, generosità, coraggio ma anche di irascibilità; è un segno conservatore, amante dei piaceri della vita, attento al benessere materiale. Quindi questo potrebbe essere un anno in cui staremo più attenti a tutto ciò che rende più stabile e concreta la nostra vita, compresi i beni materiali e il denaro. Infatti non dobbiamo dimenticare che ci vuole equilibrio tra spirito e materia, e che dobbiamo appagare sia l’anima che il corpo.
Ahava, Francesca Zangrandi

4 Feb

Luna nuova in Acquario

Oggi è luna nuova in Acquario, segno d’Aria.
In alcune culture il ciclo lunare del mese di febbraio viene chiamato “luna immacolata”, dal latino “immaculatus”, “in-macula”, che significa senza macchia o non trasformato. La Dea Fanciulla non ha ancora partorito e porta nel grembo il seme della trasformazione.
Infatti l’Acquario è un segno che invita a intraprendere una nuova direzione e fornisce una nuova visione delle cose: è tradizionalmente raffigurato con un uomo che porta un’anfora (a volte due) da cui viene versata a terra dell’acqua, simbolo di benedizione e protezione. È ancora inverno e fa freddo, ma le giornate si allungano; la terra è ancora spoglia, ma presto darà i suoi primi segni di rinascita; e l’annuncio della rinascita primaverile fa dell’Acquario un segno proiettato verso il futuro, portato a creare e a fare progetti.

Sole, Luna e Mercurio sono congiunti nel segno dell’Acquario, il quale è dominato da due pianeti, Saturno e Urano, che aprono la porta verso la dimensione più profonda del nostro essere. Come la natura in questo momento è completamente ritirata in se stessa a contemplare i suoi tesori nascosti da portare poi alla luce al momento opportuno, così l’energia di Saturno e Urano si manifesta in noi: alla preparazione e concentrazione di Saturno segue l’azione e manifestazione di Urano, e così via in un’alternanza necessaria alla realizzazione del nostro potenziale presente già dalla nascita e dormiente finché non lo risvegliamo.
Siamo quindi chiamati a metterci in gioco e a dar voce alle nostre idee affinché prendano forma e si concretizzino.

Urano sta terminando la sua permanenza nel segno dell’Ariete, e con la prossima luna nuova di marzo entrerà nel segno del Toro, dove rimarrà per sette anni, rivoluzionando la base della nostra sicurezza materiale e il rapporto che abbiamo con le nostre risorse e i nostri mezzi.
Urano in Toro ci spinge a un cambio radicale di valori: Urano ha la stessa origine etimologica di “uragano” ed è proprio questa l’immagine che evoca. La radice “ur” è molto antica: Ur era il nome di un’antica città mesopotamica (nell’odierno Iraq meridionale) del 3000 a.C. la cui scoperta ha rivelato al mondo gli splendori della civiltà sumerica e babilonese.
Ur è anche la seconda lettera delle Rune: in tutte le versioni runiche, tranne quella nordica antica, questa runa è simbolo della forza primitiva, che appare nelle sembianze di un animale selvaggio, ormai estinto, detto uro (Bos primigenius). Analogamente alle qualità dell’uro, ur incarna la forza indomita, la perseveranza e la resistenza vitale che sono nascoste dietro al potenziale creativo.

Quindi apriamoci a una nuova visione della nostra realtà; volgiamo lo sguardo verso il futuro e prepariamoci a riallinearci con i nostri desideri e la nostra vera natura.
Buona luna nuova, Francesca Zangrandi

2 Feb

Candelora

Il periodo invernale, che dalle feste solstiziali conduce all’equinozio primaverile, è contrassegnato da feste e cerimonie di segno diverso.
Per i Celti l’1 febbraio si festeggiava Imbolc. L’etimologia della parola è controversa: “grande pioggia”, che può riferirsi ai mutamenti climatici della stagione ma anche all’idea di una purificazione dalle impurità invernali, o “nel sacco”, inteso come “nel grembo”, con riferimento simbolico al risveglio della natura nel grembo della Madre Terra. È la festa del fuoco, inteso sotto il suo aspetto di luce, e viene onorata Brigit.
Nell’antica Roma i primi giorni di febbraio si festeggiava il ritorno della Dea Februa, fertile e viva; essa trionfa sul Dio della morte che ha purificato tutto col gelo dell’inverno. E dalla purificazione nasce il primo verde, che viene a ridare vita alla terra: i primi germogli spuntano e si avvertono i primi sintomi di una nuova nascita. “Febrarius”, “februare” e “februa” sono termini molto antichi nella lingua latina che significano purificare, espiare, purificazione, connettendo quindi il mese di febbraio ai riti purificatori e alla purificazione.
Per i cristiani il 2 febbraio si festeggia la Candelora: si benedicono e si distribuiscono ai fedeli candele, simbolo del nuovo fuoco vitale che riappare in natura per grazia divina, preparando la primavera.
Alla Candelora si riferiscono proverbi che ne testimoniano la funzione di giorno magico dal quale si possono trarre pronostici. Ad esempio:
“Per la Santa Candelora
se nevica o se plora
dell’inverno siamo fora;
ma se è sole o solicello
siamo sempre a mezzo inverno”.
O ancora:
“Della cera la giornata
ti dimostra la vernata,
se vedrai pioggia minuta
la vernata fia compiuta,
ma se vedi sole chiaro
marzo fia come gennaio”.
Tutti gli esseri viventi seguono il ritmo delle stagioni, e questo è il periodo in cui ci si scrolla di dosso le impurità dell’inverno per prepararsi al risveglio della primavera. La campagna si riammanta di verde, la vita degli animali riprende, gli insetti riconquistano il loro regno, lo scioglimento dei ghiacci permette alle acque di tornare a scorrere, il giorno si allunga e ruba ore alla notte… quindi buona purificazione a tutti!
Francesca Zangrandi

1 Feb

Imbolc

Oggi, 1 febbraio, siamo giusto a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, e si celebra Imbolc, la festa della Dea Fanciulla.
Durante il solstizio d’inverno la Dea ha partorito il nuovo Sole-bambino ed ora, dopo la prima quarantena del puerperio, la sua energia è rinnovata: la Dea Fanciulla rappresenta il nuovo che rinasce dal vecchio, è la luce dopo le tenebre.

In natura è il momento in cui si cominciano a notare i primi segni della vita che ritorna: le ore di luce aumentano ogni giorno, cominciano ad apparire i primi fiori ed inizia a scorrere la prima acqua che arriva dallo scioglimento della neve; la vita giace ancora dormiente nei semi della Terra e nelle radici delle piante e degli alberi (uno dei significati della parola “Imbolc” è proprio ” nel ventre” – della Madre Terra), ma viene stimolata e accelerata dal tocco della Dea Fanciulla. Un altro significato della parola”Imbolc” è “latte di pecora”: infatti questo è il momento in cui nascono i primi agnellini dell’anno e il primo latte della pecora segnala il fiorire della nuova vita.
E questi segnali di rinnovata energia li notiamo anche in noi stessi: infatti, la nostra attenzione inizia a dirigersi verso l’esterno ed iniziamo a sognare e nutrire nuove idee, nuovi concetti e nuovi modi di pensare; la nuova energia ci aiuta a liberare la mente e a focalizzare bene dove dirigere i nostri passi.

Imbolc è una delle quattro feste celtiche dette “feste del fuoco”: l’accensione rituale di fuochi e falò ne costituisce la caratteristica essenziale, in quanto è il periodo della luce crescente (più tardi, con il cristianesimo divenne la Candelora, la festa delle candele, per celebrare la purificazione della Vergine Maria e la presentazione di Gesù al Tempio, avvenuta quaranta giorni dopo la sua nascita).

In questa festa del fuoco, i Celti celebravano Brigid (conosciuta con diversi nomi: Brid, Bride, Bridie, Brighid, Brigida, Brigantia…): in origine era la Dea universale (Fanciulla, Amante, Madre e Crona), ma nel corso del tempo è stata associata in particolare con l’aspetto della Dea Fanciulla. Il suo nome proviene dalla radice “breo” (fuoco) ed è la triplice Dea del Fuoco: è il fuoco dell’ispirazione, la Musa, la Dea della poesia (poesia deriva da “poesis”, creazione); è la Dea del focolare; ed è la Dea della forgiatura, la Signora dell’Alchimia che ci apre le porte per entrare in contatto con il Fuoco della Vita (con il cristianesimo si convertì in Santa Brigida).

Il fuoco è l’elemento per eccellenza della trasmutazione, quindi possiamo chiedere a Brigid che ci aiuti a rivelare l’oro della nostra anima, affinché possiamo esprimere la nostra voce autentica.
Felice Imbolc, Francesca Zangrandi

29 Gen

Come acqua

Fluire, come l’acqua.
Scorrere con la vita, senza attaccamenti.
Senza forma, adattandosi a ciò che viene,
ma sempre consapevoli della propria essenza.
Leggerezza,
ma andando in profondità.
Rimanendo,
ma andando lontano.
Essendo
e vivendo la propria unicità,
esprimendo la propria voce divina.

Francesca Zangrandi

20 Gen

Luna piena in Leone ed eclissi lunare totale

Domani mattina ci sarà luna piena in Leone, accompagnata dalla prima ed unica eclissi lunare totale dell’anno (la prossima sarà a maggio 2021); e per di più sarà una Superluna in quanto sarà al perigeo, nel punto di minima distanza dalla Terra.

Durante l’eclissi lunare la Terra si trova tra il Sole e la Luna, impedendo così al Sole di illuminare la Luna; e quando l’eclissi lunare è totale, Sole, Terra e Luna sono perfettamente allineati, di modo che la Terra copre completamente la Luna.
Questa eclissi in un certo modo va a chiudere un ciclo energetico che era iniziato il 21 agosto 2017 con l’eclissi solare totale nel segno del Leone, ossia ci chiede di lavorare ad un livello diverso, più profondo, aprendoci completamente alla nostra essenza.

Il termine “essenza”, secondo la concezione aristotelica, significa “ciò per cui una certa cosa è quello che è, e non un’altra cosa”.
Infatti è ora di riconoscere, esprimere e manifestare la nostra vera essenza. L’insegnamento del Leone ci parla di identità e unicità: vuole che ci sentiamo legittimati ad essere noi stessi, che ci esprimiamo liberamente e che condividiamo noi stessi con il mondo.

Quindi è ora di lasciar andare la personalità, demolendo il castello di illusioni che abbiamo costruito nel tempo e dando spazio alla nostra essenza affinché possa esprimersi in totale libertà. Lasciandola libera ci fonderemo con il tutto, sentiremo la connessione con altre anime, il legame con tutte le forme di vita (tra l’altro per gli indiani d’America la Madre Clan di questo ciclo lunare è Parla con le Relazioni, madre della natura, che ci insegna a comprendere i linguaggi non detti della natura).

E più vivremo la nostra essenza, più ci sentiremo nuovi; ma allo stesso tempo percepiremo che l’essenza non è nuova, in quanto è sempre stata dentro di noi. Ed esprimendo la nostra essenza, vivremo nel cuore ed entreremo nell’armonia dell’universo.
La nostra essenza è l’espressione della luce che tutto contiene, dell’amore che tutto manifesta, quindi prepariamoci a vivere nell’amore, con l’amore, per l’amore e dall’amore.
Buona luna piena, Francesca Zangrandi

6 Gen

Luna nuova in Capricorno ed eclissi solare parziale

Oggi è luna nuova in Capricorno, accompagnata da un’eclissi solare parziale: è la prima luna nuova dell’anno e la prima eclissi (quest’anno ce ne saranno cinque, di cui ben tre sotto il segno del Capricorno).

Sia il Sole che la Luna sono in Capricorno, segno di terra caratterizzato da grande tenacia, determinazione e disciplina interiore che lo portano a lavorare con massima efficienza per raggiungere l’obiettivo prefissato. La Luna rappresenta l’archetipo della Madre, colei che accoglie e nutre la sua comunità, mentre il Sole rappresenta l’archetipo del Padre che protegge la sua comunità dandogli una direzione da seguire e una meta da raggiungere.
Inoltre anche Saturno, governatore del Capricorno, si trova nel segno (e vi rimarrà fino al 2020), quindi le energie del momento ci spingono a maturare smettendo di comportarci come bambini e riconoscendo finalmente la madre e il padre interiori che ci sostengono e proteggono. È ora di manifestare ciò che siamo, utilizzare i nostri talenti e realizzarci.

Le eclissi portano sempre grandi cambiamenti, facendoci chiudere con tutto ciò che non ha la vibrazione del nostro proposito più grande e cercando di riconnetterci con il nostro Maestro interiore. Quindi nelle prossime due settimane, tra questa eclissi e la prossima (che sarà il prossimo 21 gennaio, in concomitanza con la luna piena), è importante portare l’attenzione su ciò che vogliamo realizzare in questo 2019 nelle nostre vite.
Buona luna nuova, Francesca Zangrandi

6 Gen

I dodici giorni del Natale: giorno 12

Oggi, 6 gennaio, si conclude il periodo dei dodici giorni Santi, e la dedicazione viene fatta ai Pesci, l’ultimo segno dello zodiaco, quello che chiude un ciclo e ne riapre un altro, o meglio ne pone le basi e i presupposti. È il tempo della consapevolezza: il seme sepolto sotto terra completa la sua germinazione, ma è ancora nella fase della trasformazione passiva (sarà agita quando incontrerà l’impulso dell’Ariete).
Il segno dei Pesci porta in manifestazione il principio di unificazione attraverso tutta la creazione. Ralph Waldo Emerson fece una splendida iscrizione ai Pesci: “L’imperfetto adora la mia perfezione. La vita non è tanto una cosa a pezzi e brandelli, ma una gloriosa divina unità”. Pesci è l’ultimo segno prima della nascita del nuovo anno spirituale, un periodo di ricapitolazione ed auto-esame; segna il tramonto di una vita passata e l’alba di una nuova vita. Il modello cosmico che mantiene sulla Terra è quello dell’uomo perfetto creato ad immagine e somiglianza di Dio e manifestante il divino all’interno di sé; il perfezionamento dell’uomo è ed è stato il divino lavoro di tutti i dodici segni zodiacali, creatori sin dal principio dell’evoluzione umana.

Il discepolo relazionato con i Pesci è Pietro, l’instabile, l’uomo “onda” che, dopo aver risvegliato il principio del Cristo all’interno di sé per mezzo della fede, divenne la roccia dell’iniziazione su cui la Chiesa fu fondata.
Nel corpo il centro relazionato con i Pesci sono i piedi, ultimo elemento che completa il nostro veicolo fisico, pronto per divenire luminoso, somigliante a Dio, con dei fiori o delle stelle scintillanti in corrispondenza dei centri vitali.
Quindi il pensiero biblico su cui possiamo meditare oggi è: “Così Dio creò l’uomo a Sua immagine e somiglianza” (Gen 1,27)

L’Epifania conclude quindi i dodici giorni di Natale, esemplificando il recupero completo delle dodici energie primordiali (rappresentate dalle forze zodiacali) e il loro allineamento nell’Identità Cristica.
Se abbiamo compreso il vero significato del Natale, come presa di coscienza di essere anche noi divini, sapremo trovare la determinazione per finalmente manifestare questa nostra natura nel quotidiano. (Il termine “Epifania” viene dal greco “epiphàneia”, che letteralmente significa “manifestazione della divinità”.)
Ahava, Francesca Zangrandi

5 Gen

I dodici giorni di Natale: giorno 11

Oggi, 5 gennaio, la definizione viene fatta all’Acquario, segno d’Aria che richiama il vento freddo del periodo più rigido dell’anno, quando il seme giace sotto la terra, trasformandosi e radicandosi in attesa di uscire e sbocciare in primavera.
L’Acquario mantiene sulla Terra un modello cosmico che incarna la fratellanza con tutti gli uomini e l’amicizia che include tutto il genere umano e abbraccia il mondo intero. Tramite la benevolenza influenza dell’Acquario, l’amore diventerà la forza motivante in tutto ciò che vive; in quel giorno felice, un’umanità emancipata dimostrerà, come San Paolo profetizzò, che “l’amore è il pieno compimento della legge”, ossia ogni legge sarà fondata sull’amore e l’amore, quindi, porterà il compimento di ogni legge. Pertanto, oggi potremmo mettere in pratica questo ideale attraverso i nostri comportamenti.

Il discepolo relazionato con l’Acquario è Matteo, il ricco pubblicano e peccatore che, quando udì la voce del Signore, lasciò tutto e lo seguí lietamente; egli rinunciò a tutti i possedimenti temporali, e per questo ricevette in seguito un meraviglioso compenso nella forma di una realizzazione spirituale, che trovò espressione nel Vangelo immortale che porta il suo nome.
Nel corpo il centro relazionato con l’Acquario sono le gambe, le due colonne del corpo-tempio umano, quindi possiamo visualizzarle coordinate e simmetriche nella forma.

Il pensiero biblico su cui possiamo meditare oggi è: “Voi siete miei amici” (Giovanni 15,4)
La parola “amico” viene dal latino “amicus”, che ha la stessa radice di “amare”.
L’amore è ciò che ci ridarà la capacità di aprire il nostro cuore alla vita e di essere quindi allineati e fedeli a noi stessi.
Ahava, Francesca Zangrandi

3 Gen

I dodici giorni di Natale: giorno 9

Oggi, 3 gennaio, la dedicazione viene fatta al Sagittario, il segno che chiude la stagione autunnale. La luce e il calore del Sole tendono verso il loro minimo, e la natura reagisce in due modi: con l’ibernazione e il letargo, o con la migrazione. Il seme piantato dallo Scorpione viene ora conservato dal Sagittario, che produce un calore intimo, protettivo, germinativo.
Il Sagittario è un’energia fortemente mentale, ma, portata al massimo della sua potenza, supera il limite egoico diventando mente spiritualizzata; quindi oggi possiamo cercare di trasmutare tutte le esperienze quotidiane in occasioni di sviluppo animico.

Il discepolo relazionato con il Sagittario è Filippo: prima di incontrare il Signore, egli non aveva alcun concetto di cosa una mente spiritualizzata o Cristica potesse significare nella sua vita, egli era essenzialmente un
mentale; ma dopo che la luce del Cristo fu effusa su di lui, divenne degno di essere annoverato tra i dodici immortali.
Nel corpo il centro relazionato con il Sagittario è il plesso sacrale, situato alla base della colonna vertebrale: il canale spinale che connette il plesso sacrale con il cervello è stato denominato il “sentiero del discepolato” (nel sistema vedico dei chakra è conosciuto come Sushumna o Ponte Arcobaleno); quando un aspirante vive una vita motivata esclusivamente da una pura e santa aspirazione, il fuoco-spirito spinale (kundalini), dormiente all’interno del plesso
sacrale, si risveglia e poi ascende attraverso il canale spinale fino a raggiungere i due organi spirituali situati nella testa, la ghiandola pineale ed il corpo pituitario. È attraverso questo processo che la mente umana diviene Cristica, quindi il Sagittario è sempre simbolizzato dalla luce, la luce della mente spiritualizzata.
Quando le esperienze della vita quotidiana vengono giustamente destinate
e trasmutate in valori animici, queste diventano passi attraverso cui
possiamo ottenere la riconciliazione con la Divina Luce Universale.

Il pensiero biblico su cui possiamo meditare oggi è: “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14)
Quando accarezziamo la vita e ne riveliamo il bello, quando dai nostri occhi emana il rispetto amoroso per ogni essere vivente, quando seguiamo come unica regola di vita l’amore, anche noi siamo luce; e in quanto luce, possiamo posarci sulla superficie delle cose e accarezzare gli altri, facendo emergere anche il bello che c’è in loro.
Ahava, Francesca Zangrandi

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