Categoria: notizie

26 Mag

Canalizzazione Maria Maddalena

“Entrate nel cuore, affidatevi a lui, conosce tutte le risposte.

Sa tutto, anche se ciò che ti dice sembra essere incomprensibile per la tua mente, fai un atto di fiducia verso di lui e credigli, fa ciò che ti dice.

Il cuore, liberato dalle catene, è puro amore e agisce con amore, per l’amore, a partire dall’amore.

Respira, e porta il soffio del cuore nel mondo, dona il tuo amore, anche dove ti sembra più difficile, dove ti costa farlo: fa bene a te e fa bene agli altri, all’intera umanità. L’amore può alleggerire tante cose, sanare tante situazioni, aprire tanti altri cuori.

C’è bisogno dell’amore, ora più che mai.

Entra nel cuore e permettiti di espanderlo e di percepire ogni cosa partendo da lì, dal puro amore. Il cuore può tutto, arrivare e penetrare dove la tua mente nemmeno può immaginare. Quindi lascialo agire, sa sempre cosa deve fare e perché.

Aprite il cuore, entrateci, assaporatelo e respirateci dentro, quindi a partire dal suo nucleo, dal più puro amore, espandetevi, amando ed illuminando gli altri e il mondo.

Io sono con voi, Maria Maddalena”

Canalizzazione di Francesca Zangrandi

18 Mag

Wesak

Con la luna piena di stasera si celebrerà il Vesak, una cerimonia buddista che è mobile come la Pasqua, infatti si celebra ogni anno quando il Sole splende nel segno del Toro ed illumina la Luna in Scorpione.
 Durante il Vesak i buddhisti celebrano la nascita del Principe Gautama Siddharta, avvenuta cinquecento anni prima del Cristo, la sua illuminazione all’età di 35 anni, quando diventò il Buddha, che significa “risvegliato”, e la sua entrata nel Nirvana all’età di 80 anni: secondo quanto riportato dalle scritture, questi tre eventi sembrano essersi verificati durante il mese indiano di Vaisakha (dal 21 aprile al 21 maggio) nella notte del plenilunio.
  
 La tradizione narra che il principe Gautama Siddharta scelse di abbandonare agi e ricchezze ed iniziò una nuova vita di ascesi e meditazione per comprendere l’origine della sofferenza nel mondo; fu così che divenne il Buddha. Grazie al suo altissimo livello di evoluzione spirituale raggiunse la perfezione, liberandosi così dalla necessità di tornare ad incarnarsi ancora sulla Terra, in quanto oramai aveva percorso tutti i gradini della Conoscenza.  La sua morte, o meglio il passaggio nella dimensione di Luce, avvenne nell’anno 486 a.C. ed immediatamente raggiunse la soglia del Nirvana, il luogo della grande Liberazione.
 Varcata la soglia sarebbe stato libero dal doloroso ciclo di morte e rinascita, ma mentre stava per varcare la soglia si volse verso il basso e vide tutti gli esseri umani schiacciati dalla sofferenza, dalla fatica, dalle malattie, dalla fame, esposti alla violenza della natura e dei loro stessi simili. Sentì il grido di dolore di tutte le creature, così lui, che era stato definito il Maestro della Compassione, decise di non andarsene e dinanzi  ai Maestri della Gerarchia Astrale che lo attendevano formulò il solenne giuramento, ossia di non entrare nel Nirvana fino  a quando non vi sarà entrato prima di lui l’ultimo degli esseri umani: fino a quel momento lui, il Buddha, rimarrà sulla soglia in amorevole attesa, ed ogni anno tornerà sulla Terra nel suo corpo di Luce a portare la sua Benedizione, la sua mano tesa per aiutare ed incoraggiare l’evoluzione spirituale dell’umanità.
  
 Alice Bailey nel suo libro “Il ritorno del Cristo” ha affermato il valore simbolico di questa ricorrenza, non limitato all’ambito buddista, e da allora viene chiamato Wesak Acquariano.
 Il Wesak ha quindi un significato molto vasto, non limitato ad una sola religione, in quanto tutta l’umanità ha la possibilità di ricevere la benedizione congiunta del Buddha, del Cristo e dei Grandi Maestri Spirituale, quegli Esseri Illuminati che da sempre vegliano per guidare l’evoluzione spirituale del pianeta. Si tratta di un appuntamento per l’anima adatto agli uomini di ogni razza, credo, cultura e filosofia di pensiero; ed è un’occasione per aprire il nostro cuore e tutto il nostro essere all’energia divina d’amore.
  
 Dopo la guerra, nel 1946, la Grande Invocazione contenuta nel libro di Alice Bailey ha confortato milioni di persone, dando loro speranza:
 “Dal punto di Luce entro la Mente di Dio,
 affluisca luce nelle menti degli uomini.
 Scenda Luce sulla Terra.
 Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio,
 affluisca amore nei cuori degli uomini.
 Possa Cristo tornare sulla Terra.
 Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto,
 il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
 il proposito che i Maestri conoscono e servono.
 Dal centro che vien detto il genere umano,
 si svolga il Piano di Amore e di Luce,
 e possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.
 Che Luce, Amore e Potere
 ristabiliscano il Piano sulla Terra.”
  
 Giuditta Dembech così scrive: “Partecipare al Wesak significa collegarsi attraverso la meditazione per ricevere e ridistribuire la Grande Benedizione impartita all’Umanità dai Maestri. Significa attraversare in meditazione la porta dimensionale; in quei pochi, straordinari minuti, un immenso fiume di energia viene irradiato sui presenti. Sono Grandi Energie di Luce, Amore, Fratellanza, Solidarietà ed Unificazione che attraverso la meditazione si concretizzano ed espandono.
 Non è un’occasione commerciale, e non appartiene a nessuna religione o credo politico. È un dono offerto ogni anno in spirito di fraternità, con cuore puro e movente disinteressato.”
  
 Buon Wesak, Francesca Zangrandi

17 Mag

Luna piena in Scorpione

Domani sera la Luna sarà piena nel segno dello Scorpione, che è il segno dell’inconscio, dell’occulto, di tutto ciò che è tabù ed esoterico; e nei giorni dominati dallo Scorpione viviamo energie molto forti dettate dalla capacità di trasformazione continua di questo segno, il quale ci aiuta ad affrontare le novità e i cambiamenti.

Per di più il Sole si trova nel segno del Toro, e quest’asse Toro-Scorpione ci parla del ciclo vita-morte-rinascita, ossia di trasformazione, dandoci così la possibilità di far morire quelle parti di noi che non ci corrispondono più e dar modo ad altre di espandersi e mostrarsi.

La luna piena in Scorpione ci porta nelle profondità per vedere la nostra ombra, le nostre paure, le nostre emozioni, e ci dà la possibilità di portare alla luce ciò che è rimasto nascosto per tanto tempo, in modo da poterlo definitivamente trasformare, convertendolo da limite a potenzialità. Quindi ci permette di passare dall’oscurità alla luce, dalla morte alla rinascita, facendo emergere una nuova consapevolezza ed un nuovo modo di essere; ci chiede di lasciar andare una volta per tutte i condizionamenti limitanti, le paure, i sensi di colpa e la sensazione di non meritarci il meglio, avvicinandoci sempre più alla nostra vera essenza.

L’elemento Terra, che rappresenta la concretezza, è molto presente in questo momento: non solo il Sole è nel segno del Toro, ma anche Mercurio, Urano e Venere si trovano nello stesso segno.

Il 6 maggio scorso Mercurio è passato dall’Ariete al Toro, dove vi rimarrà fino al 21 maggio; Mercurio rappresenta la mente, il pensiero e la comunicazione, quindi ora ci chiede di verificare le cose, guardarle in faccia, senza perdersi in fantasie.

Il 15 maggio, invece, è stata Venere ad entrare nel segno del Toro, e vi rimarrà fino al 9 giugno; Venere non è solo il pianeta dell’amore, ma governa tutti i rapporti, le relazioni interpersonali, gli accordi e le collaborazioni, quindi ora ci dice che è il momento di concretizzare e rendere manifesto tutto ciò che è ancora solamente un desiderio o un proposito, soprattutto nell’ambito delle relazioni affettive e dei rapporti interpersonali.

Infine, ieri Marte è entrato nel segno del Cancro, dove rimarrà fino all’1 luglio: Marte è il pianeta dell’azione e dell’affermazione personale, e il Cancro è il segno delle emozioni e della sensibilità, quindi questa energia introspettiva ci permette di vedere quali sono i legami malsani da tagliare e ci chiede di creare il nostro presente  in sintonia con chi siamo veramente.

Sia la natura che i pianeti ci stanno parlando di rinascita, e non a caso l’animale associato a questa luna è proprio la civetta, che ci insegna qualcosa sul cambiamento e ci aiuta a vincere la paura della trasformazione. La civetta ci aiuta ad essere consapevoli del potere del cambiamento e ci ricorda che il processo di trasformazione è più importante del risultato.

Quindi innamoriamoci della vita ed apriamoci con fiducia e coraggio ad ogni nuovo giorno, con tutte le sue trasformazioni e i suoi doni!

Buona luna piena, Francesca Zangrandi

4 Mag

Luna nuova in Toro

Questa sera avremo luna nuova; Sole e Luna si troveranno entrambi nel segno del Toro, segno di Terra che ci parla di manifestazione. Quindi in questo novilunio abbiamo una grande opportunità per iniziare a manifestare concretamente, soprattutto noi stessi, ossia è il momento di fare in modo che la nostra sicurezza dipenda da noi stessi e non da altri, di creare la nostra realtà a partire dalle nostre capacità e risorse.

Il Toro è il primo segno che ci connette con la forma: come ci relazioniamo con la materia? Con il mondo materiale? Come ci relazioniamo con i soldi? Con il nostro corpo?

Questo momento energetico ci fa desiderare un cambio nella nostra vita; “cambiamento” significa prendere una direzione differente, trasformarsi, ed è nella nostra natura tendere all’evoluzione, alla crescita, allo sviluppo, in quanto ci fa star bene.

Però Saturno retrogrado ci fa pensare di avere tutto il tempo del mondo a nostra disposizione e quindi rischiamo di non concludere nulla. Per di più con Marte in Gemelli tendiamo a distrarci, a disperdere la nostra attenzione, a perdere il focus, rischiando quindi di procrastinare.

“Procrastinare” deriva dal latino “pro” che significa “avanti” e “crastinare” che significa “domani”, quindi significa letteralmente “rinviare a domani”. Pertanto, nella testa ci diciamo che dobbiamo fare questo o quello, ma non agiamo, e questo perché fondamentalmente pensiamo che questo cambiamento ci farà soffrire o temiamo di non essere in grado di farlo, che sottende quindi l’idea di non meritarci qualcosa di meglio.

E infatti questa luna ci porta a lavorare sull’idea di merito, che etimologicamente deriva dal latino “meritus” e significa essere degni di lode o di premio: pensiamo di meritarci i soldi? Pensiamo di meritarci di essere amati? Ci permettiamo l’abbondanza, non solo economica ma anche in generale nella nostra vita? Ci sentiamo degni di vivere nella prosperità? (Ti faccio notare che abbondanza e prosperità non sono la stessa cosa, quindi ti invito a riflettere sulle domande precedenti).

Per gli Indiani d’America la Madre Clan di questo ciclo lunare è Donna che Ascolta: questa Madre Clan ci insegna ad entrare nel silenzio e ad ascoltare i messaggi costanti della natura, i nostri cuori, il punto di vista degli altri, il mondo dello spirito. Nella tradizione seneca, entrare nel silenzio e detto “Tiyoweh” (si pronuncia “tai-yo-wei”) e significa stare in ascolto e ascoltare la verità, anche quella che riguarda noi stessi e che spesso non vogliamo ascoltare perché temiamo che faccia male; ma disporci ad ascoltare la verità su noi stessi è un grande talento e può guarire le nostre ferite.

Buona luna nuova, Francesca Zangrandi

1 Mag

Maria Maddalena ci parla dell’amore

La settimana scorsa nella newsletter (se non sei iscritto e vuoi farlo, puoi cliccare qui) ho parlato delle cinque fasi che caratterizzano una crisi, approfondendo soprattutto le prime due fasi, in quanto sono strettamente relazionate con il momento che stiamo vivendo: lo scorso 24 aprile Plutone, associato ad Ade, il dio del mondo sotterraneo, è entrato in moto retrogrado e il 30 aprile anche Saturno; per di più i due sono congiunti con il Nodo Sud nel segno del Capricorno, ed ho scoperto che questo non succedeva dall’anno 894… Come a dire che veramente ci troviamo in un momento storico più unico che raro!

 

Quando Plutone è retrogrado, ci spinge ad immergerci senza paura nelle profondità del passato e lasciar andare tutto ciò che è stato, siamo stati e ci è appartenuto, per avvicinarci alla nostra verità più autentica, mentre Saturno retrogrado ci aiuta nell’essere più consapevoli sia delle nostre forze, sia di appartenere al pianeta.

Sia Saturno che Plutone sono pianeti legati al karma: il termine “karma” viene dal sanscrito “karman” che significa “azione, operazione”; nella religione e filosofia indiana indica il frutto delle azioni compiute , ossia ad ogni azione corrisponde un’azione di riflesso. Quindi non necessariamente ha un’accezione negativa (anche se molta gente utilizza questo termine come se si trattasse di un peccato commesso che richiede una punizione divina); piuttosto potremmo dire che il karma è un complesso di situazioni che risponde alla legge di causa-effetto e che quindi ci creiamo noi stessi con il nostro operato.

 

Stiamo tutti vivendo un momento di grandi trasformazioni, probabilmente a momenti ci sentiamo anche mancare la terra sotto i piedi, ma ricordiamoci che facciamo parte di un piano più grande di noi, e che la nostra anima ha scelto di incarnarsi proprio in questo periodo storico per un motivo, quindi non dobbiamo aver paura, ma affidarci e fidarci.

Quanto più cerchiamo di resistere al cambiamento, afferrandoci disperatamente al conosciuto, tanto più sarà doloroso il processo, come se venissimo sradicati brutalmente invece che fluire semplicemente.

 

Come detto nella scorsa newsletter, nelle prime due fasi della crisi l’ego non vuole cambiare, né morire, vuole solamente che le cose tornino ad essere come le conosceva, facendoci quindi resistere con dolore e sofferenza ad ogni cambiamento, facendoci sentire frammentati ed impotenti. E l’ego continua a cercare la chiave per ritornare dove desidera, nel conosciuto (anche se fonte di sofferenza), per di più aspettandosi che tutto cambi facilmente e rapidamente.

Ma sappiamo che non può essere così: questo è il momento di accettare ciò che stiamo vivendo, non è il momento di fare nulla, se non stare ed essere, aprendoci alla possibilità di creare una nuova versione di noi stessi, più autentica e allineata alla nostra anima, senza rimanere ancorati al nostro vecchio IO.

 

Lo scorso gennaio ho canalizzato un messaggio di Maria Maddalena, ma mi è stato suggerito di aspettare a condividerlo, di attendere il momento giusto; ed ora quel momento è arrivato, quindi vi lascio le sue parole:

 

“Amore. Solo l’amore può riempire un cuore vuoto, solo l’amore può alleggerire un cuore appesantito, solo l’amore può guarire un cuore ferito.

L’amore ci salverà.

Non importa quanta sofferenza abbiamo vissuto, quante pene abbiamo sofferto; se entriamo nell’amore aprendo completamente il nostro cuore e inebriandoci dell’amore più puro, esisterà solo il presente, solo l’amore, e tutto ciò che è stato scomparirà, sarà sanato.

L’amore ci nutre, ci riempie, ci dà sostegno. L’amore ci libera, ci dà libertà e leggerezza. L’amore ci dà presenza e concretezza. L’amore è tutto.

Entrate nel cuore, percepite e assaporate l’amore, lasciatevi inebriare dalla sua grandezza e potenza. E se fa male, se c’è ancora del dolore, ricordate che è solo uno spazio vuoto. Respirate, riempite questo spazio vuoto con il respiro divino, con l’amore, e tutte le barriere, tutte le maschere, tutte le protezioni cadranno. Esisterà solo l’amore; e nell’amore incontrerete la pace e la salvezza. Nell’amore incontrerete la Verità. E vivendo nell’amore, con amore, per l’amore e partendo dall’amore, potrete esprimere la vostra Verità più profonda, essere la vostra Verità, senza paure né limitazioni.

Permettete all’amore di espandersi e di riempire i vostri cuori, affinché tutti possiamo vivere il nostro proposito sacro, la nostra Verità; affinché tutti possiamo esprimere la nostra vera essenza.

Così sia, così è!”

 

Ahava, Francesca Zangrandi

30 Apr

Beltane

Domani si celebrerà Beltane, la festa celtica della Dea nel suo aspetto di amante fertile.

Si ritiene che il suo nome derivi dal gaelico francese “Bealtaine” o dallo scozzese “Bealtuinn” che significa “Fuoco di Bel”, Belenus o Beleno, il dio del sole celtico, venerato in Irlanda e nella Gallia. Ma Janet McCrickard lo attribuisce alla Dea, dicendo che “bel” significa “brillante, benefico e buono” e “teine” è una forma femminile che significa “fuoco solare”: Beltane celebrerebbe quindi il benefico Fuoco del Sole femminile.

Per i Celti il 1° maggio segnava l’inizio della stagione luminosa, l’inizio del trionfo della luce sulle tenebre e si opponeva a Samhain (31 ottobre), che segnava l’inizio della stagione oscura. Continuò ad essere celebrato anche dopo la cristianizzazione, e da Beltane derivò il Calendimaggio, durante il quale si entrava in comunicazione con il mondo sotterraneo e i morti: nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio si susseguivano banchetti e danze intorno al fuoco che si concludevano con l’espulsione rituale dei morti, ossia con l’avvento della “nuova vita”.

Con la cristianizzazione dell’Europa, questa notte ha subito una metamorfosi: si diceva che avrebbero presenziato spiriti, streghe e stregoni, e che si sarebbero potuti espellere solamente con l’intervento di Santa Valpurga (da qui il nome “Walpurgis Night”), una monaca inglese (710-778) che divenne badessa del monastero tedesco di Heidenheim, presso Eichstatt (dove fu sepolta il 1° maggio 871), e che venne venerata dai cristiani come la protettrice contro la stregoneria.

Il 1° maggio, cacciate le streghe (ovvero ricacciati i morti negli inferi), si portava un albero (l’Albero di Maggio o il Maggio) dal bosco fino al centro del paese, si adornava di fiori e nastri, e tutto il popolo vi danzava attorno a suon di musica.

Durante la festa ragazzi e ragazze danzavano intorno al Maggio, come nuove coppie pronte a propiziare nuovi matrimoni, nuove unioni: Beltane è infatti il tempo degli amanti, il tempo dell’amore; il Dio e la Dea si uniscono e creano il ritorno della vita sulla terra. È il tempo degli accoppiamenti rituali, gli hieros gamos, le nozze sacre in cui il Dio e la Dea si accoppiano per propiziare la fertilità.

Maschile e femminile si uniscono, non solo fuori, ma anche all’interno di noi. Senza questa unione, non vi può essere creazione né abbondanza: così come per creare una nuova vita le polarità maschile e femminile si devono accoppiare, così succede in natura affinché noi possiamo beneficiare del raccolto, e allo stesso modo succede dentro di noi affinché possiamo manifestare nel concreto i nostri desideri e progetti.

Quindi onoriamo queste polarità all’interno di noi, diamo la possibilità a maschile e femminile di fare l’amore, amarsi, rispettarsi, complementarsi e sostenersi a vicenda, in modo che questa unione si rispecchi poi nelle nostre vite.

“Bealtaine” è anche il nome del mese di maggio in irlandese e tradizionalmente in Irlanda è anche considerato il primo giorno di primavera; è il giorno che si trova a metà tra l’equinozio di primavera e il solstizio d’estate: astronomicamente il giorno corretto sarebbe il 5 maggio, e il numero 5 (maggio è il quinto mese dell’anno) rappresenta la manifestazione dei cinque elementi nella materia; il suo archetipo è il creatore. Quindi siamo pronti a manifestare ciò che desideriamo nel nostro cuore?!

Poi la parola “maggio” deriva dal latino “maius”: secondo alcuni scrittori latini deriverebbe dalla Dea Maia (alcuni ritenevano che fosse la moglie di Vulcano, altri la madre di Mercurio, ed altri ancora la Madre Terra, così chiamata per la sua magnitudine e grandezza, tanto che veniva invocata come Mater Magna), legata alla fertilità e all’abbondanza. Tra l’altro, ha la stessa radice di “magh” o “mah”, radice indeuropea che esprime il concetto della crescita e della fertilità della terra.

Felice Beltane e tanta abbondanza! Ahava, Francesca Zangrandi

25 Apr

Crisi e congiunzioni planetarie

Nella newsletter della settimana scorsa ho parlato di crisi visto che eravamo prossimi alla Pasqua, un momento in cui a livello trascendentale abbandoniamo le parti di noi che non ci corrispondono più per poterci manifestare nella nostra essenza più pura.

Però mi sono resa conto che effettivamente per molte persone questo è proprio un momento di crisi, lo vedo quotidianamente nel mio lavoro: chi è in crisi con sé stesso, non sa cosa fare della sua vita; chi è in crisi con il proprio compagno o compagna, chiedendosi se sia il caso di continuare o no la relazione; chi è in crisi lavorativa e si chiede se ciò che sta facendo sia o no ciò che desidera continuare a fare; ma potrei continuare con moltissimi altri esempi, perché ognuno ha la sua storia.

Partiamo dall’etimologia della parola “crisi” (credo che ormai l’abbiate capito che a me piace tanto!): deriva dal greco “krisis” che significa “scelta, decisione” e dal verbo “krino” che significa “separare, distinguere, cernere”, ricordandoci quindi che è il momento di fare delle scelte e decidere se passare da un vecchio schema ad uno nuovo.

E se prendiamo l’ideogramma cinese di “crisi”, vediamo che è composto da due sillabe, scritte ognuna con un carattere diverso: wēi (危), che significa “pericolo”, e (機/机), che significa “momento cruciale”, rimarcando anche qui che si tratta di un momento difficile che richiede una scelta risolutiva.

Quindi ciò che chiamiamo crisi è un momento cruciale della nostra vita in cui tutte le nostre certezze crollano facendoci vacillare, dandoci l’impressione che manchi il terreno sotto i nostri piedi e generando in noi uno stato di ansia apparentemente incomprensibile.

E in questo mese di aprile 2019 tutti gli astri ci hanno spinto e ci stanno spingendo a fare pulizia, a distruggere il vecchio e rinascere: oltre ai tre pianeti retrogradi (Giove, Saturno e Plutone), Plutone è congiunto al Nodo Sud in Capricorno (cosa non così frequente visto che capita ogni 17 anni) e la prossima settimana anche Saturno sarà congiunto al Nodo Sud in Capricorno (cosa ancora più rara che i due pianeti siano congiunti al Nodo Sud nello stesso periodo, il che rende questo momento abbastanza cruciale).

Plutone è il pianeta più lento e impiega ben 248 anni a compiere la sua rivoluzione, cioè il suo giro intorno allo zodiaco; è entrato nel segno del Capricorno nel 2008 (dove vi resterà fino al 2024) aprendo una porta che ci ha permesso di entrare in un luogo di grandi pulizie, soprattutto a livello di anima.

Plutone ha un’altissima vibrazione energetica, capace di distruggere tutto, creando le condizioni ideali per ripartire letteralmente da zero, attraverso una metamorfosi e una rigenerazione radicale. Il segno del Capricorno è governato da Saturno, pianeta del Karma, quindi Plutone, quando è entrato nel segno, ha iniziato una fase di pulizia karmica: di certo non un lavoro facile, visto che ci fa entrare nelle nostre ferite per sanarle direttamente alla radice; ma questo lavoro è stato ed è assolutamente necessario per innalzare le nostre frequenze e prepararci al salto dimensionale.

Sì, ci troviamo a vivere un periodo di grandi trasformazioni, spesso sofferte, ma credo che sia importante ricordare che, anche se ci destabilizza, la crisi ci porta in realtà anche ad una fase evolutiva: proprio perché ci porta ad un equilibrio instabile, siamo più propensi a trovare un nuovo modo per rapportarci con noi stessi e con gli altri, fino a raggiungere un nuovo equilibrio.

Infatti, la crisi passa per cinque tappe (ne parlerò più dettagliatamente nella newsletter di domani, quindi se non l’hai ancora fatto ma vuoi iscriverti, puoi cliccare qui), l’ultima delle quali è proprio il ristabilimento di un nuovo ordine, che si trova sempre ad un livello superiore di coscienza rispetto a quello iniziale.

Inoltre, dobbiamo tener presente che sia il Nodo Sud, sia Saturno che il segno del Capricorno, sono tutti associati al passato, alla famiglia e agli antenati, quindi potremmo trovarci a lavorare su questioni legate al lignaggio familiare o su aspetti personali che abbiamo ereditato, o ancora su abitudini profondamente radicate nella nostra anima e nella memoria karmica.

Infine, Saturno è considerato anche il pianeta delle responsabilità, quindi questo potrebbe essere proprio il momento perfetto per assumerci la responsabilità della nostra vita affinché possa prendere la direzione che sentiamo essere la migliore per noi.

Buone scelte,

Francesca Zangrandi

21 Apr

Pasqua

La Pasqua è sempre stata celebrata, ancor prima che diventasse una festività cristiana; non a caso in inglese si dice “Easter”, che deriva dal termine “Ostara” e ci ricorda la Dea Eostre, ma assomiglia anche al termine “Ishtar”, la Dea assiro-babilonese. È sempre stata celebrata con rituali in onore della natura e del passaggio dall’inverno, inteso come morte, alla primavera, intesa come vita.

Quel seme di luce che è nato in noi durante il solstizio d’inverno, se l’abbiamo accudito e protetto, a partire dall’equinozio di primavera ha iniziato a rinascere, germogliando ed uscendo alla luce del sole, ossia abbiamo iniziato a lasciar andare ciò che è stato per risorgere a nuova vita ed accogliere il nuovo. Questa è in sostanza la Pasqua: morte e resurrezione, il trionfo della luce sul buio.

Però quest’anno il giorno di Pasqua sembra non essere del tutto allineato con il ciclo della natura: nei primi secoli era officiata ogni domeni­ca ed in seguito una volta all’anno al plenilunio dei mesi di marzo o aprile, in coincidenza con la festa che ricordava l’esodo degli ebrei dall’Egitto e quindi la salvezza dalla “schiavitù”, e nel sesto secolo fu stabilita la data mo­bile della Pasqua che deve cadere la domenica successiva alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera.

Quest’anno l’equinozio è avvenuto il 20 marzo, ma il Vaticano ha deciso di conservare come data il 21 marzo, giorno in cui cadeva esattamente la luna piena; quindi in questo modo la luna piena che hanno preso in considerazione è quella dei giorni scorsi, avvenuta esattamente un mese dopo, e la Pasqua cade oggi, 21 aprile 2019.

Effettivamente la Pasqua, sia quella ebraica che quella cristiana, generalmente cadono sotto il segno dell’Ariete (l’ariete è l’agnello maschio diventato adulto, protagonista di un mito greco), ma ora siamo già sotto il segno del Toro.

Il termine ebraico per designare la Pasqua è “pèsah” che significa “saltar oltre”, quindi passiamo oltre questo disallineamento e ricordiamo le parole di Rudolf Steiner: “è proprio lo stabilire la Pasqua secondo le costellazioni del cielo, che esprime come il Terrestre e il Celeste operino insieme. In questo stabilire la data riposa una grande saggezza dell’umanità antica. (…) Quindi la teosofia sarà chiamata, se anche la Pasqua sarà fissata sulla base di interessi esteriori, a continuare a stabilirla come una festa mobile, che può stabilirsi da sé, attraverso la costellazione del sole, della luna e delle stelle. Accanto alla Pasqua materialista ci sarà dunque una festa di Pasqua spirituale, che continueremo a celebrare nei nostri cuori, per essere consapevoli della nostra connessione con il mondo spirituale.”

Buona Pasqua a tutti, Francesca Zangrandi

19 Apr

Seconda luna piena in Bilancia

Oggi è luna piena in Bilancia, ed è la seconda luna piena consecutiva nel segno della Bilancia, quindi in un certo senso rompe le regole.

Il mese scorso era avvenuta a 0 gradi del segno, oggi invece cade a 29 gradi, quindi il mese scorso ha segnato l’inizio ed ora segna la fine del ciclo, come se con la scorsa luna piena avessimo appreso la teoria e con questa luna piena dovessimo passare alla pratica. E sappiamo che Bilancia ha a che vedere con la comunicazione, quindi è ora di tirar fuori la nostra voce autentica.

E non solo la Luna è a 29 gradi della Bilancia, pure il Sole è a 29 gradi dell’Ariete, quindi entrambi hanno bisogno di chiudere qualcosa e prendere una decisione per poter passare a qualcosa di nuovo: la Luna in Bilancia ci dice che ha bisogno di equilibrio nelle relazioni, mentre il Sole ci dice che qualunque sia la decisione che scegliamo, la dobbiamo prendere essendo onesti con noi stessi e fedeli a noi stessi.

Potremmo accorgerci che molte volte, per senso del dovere o della responsabilità, o per paura di non essere accettati o riconosciuti, o ancora per riuscire a tenere in piedi una relazione, ci siamo trovati a rinunciare a noi stessi, a dire dei “no” a noi stessi per accontentare gli altri. Ma ora è il momento della verità, di esprimere ciò che sentiamo veramente.

Chi siamo? Quale parte di noi sta desiderando uscire ed esprimersi? Sto andando nella direzione giusta o devo cambiare qualcosa per poter finalmente essere la persona che voglio essere?

Questo è il momento giusto per entrare in contatto con la parte più profonda di noi, per chiedere al nostro cuore chi desideriamo essere e manifestare, aiutati anche dall’energia introspettiva e di ascolto interiore creata dai pianeti retrogradi: Giove è entrato in moto retrogrado la settimana scorsa, Saturno oggi e Plutone vi entrerà la settimana prossima.

Arrendiamoci alla vita, fluiamo con essa, ed apriamoci ad essere pienamente noi stessi: questa è la chiave per mantenere costantemente lo stato naturale di equilibrio energetico. Dovrebbe essere una cosa semplice, perché richiede soltanto di incarnare e agire la nostra verità, ma in realtà non è così semplice, perché  presuppone che ci accettiamo per quello che siamo realmente, vivendo fino in fondo la nostra autenticità in ogni momento della nostra vita.

Però Giove retrogrado in Sagittario ci viene in aiuto, in quanto ci permette di abbandonare le aspettative, comprendere cos’è davvero importante per noi ed aprirci alle infinite possibilità; inoltre ci spinge a comprendere veramente noi stessi, il perché siamo qui, cosa siamo venuti a fare, in modo da accettarci completamente prima di aprirci al mondo.

Buona luna piena di contemplazioni e riflessioni, Francesca Zangrandi

17 Apr

Aprire il cuore

Generosa e poderosa,
leggera ma risonante,
accompagni i nostri passi
e sostieni i nostri cuori.
Le tue parole risuonano in me:
“Aprite il cuore, apritevi all’amore,
e lasciate che la vostra luce si espanda nel mondo,
trasformandolo e innalzando la sua vibrazione.
Non abbiate paura,
già non è più tempo di dolore e sofferenza.
L’amore è qui, solo dovete aprirvi ad esso
e viverlo pienamente.
Io e tutti coloro che fanno parte della spirale della rosa mistica
siamo qui per sostenervi e appoggiarvi in questo passaggio.
Lasciate cadere le maschere, le corazze,
i muri protettivi che avete costruito intorno a voi e al vostro cuore,
e lasciate filtrare la luce che brilla dentro di voi,
lasciatela uscire ed illuminate il mondo.”
Grazie Maria Maddalena per accompagnarci.
Francesca Zangrandi

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