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5 Apr

Luna nuova in Ariete

Oggi è luna nuova in Ariete, segno che porta con sé il momento e l’energia del risveglio, la nascita, l’inizio, il principio: è Ariete il germoglio che spunta, la nascita di un’idea o di un sentimento, l’avvio di una azione e tutto ciò che concerne la prima fase di qualcosa.

Quindi questa luna nuova ci porta nuova energia, ci spinge all’azione invitandoci a prendere il controllo della nostra vita: quali sono i nostri sogni? Quali sono i cambiamenti che vogliamo realizzare nella nostra vita? Cosa vogliamo fare e dove vogliamo andare, indipendentemente dagli altri? E non facciamoci sopraffare dalla paura: se il germoglio rimuginasse sul momento “giusto” per rinascere, l’inverno potrebbe durare in eterno, quindi inevitabilmente deve arrivare il momento in cui l’azione deve prevalere sul timore, altrimenti la stasi frenerebbe qualsiasi movimento verso l’evoluzione.

È quindi questo il momento di agire, di lavorare il nostro coraggio: la parola “coraggio” deriva dal latino “coratĭcum” o anche “cor habeo”, aggettivo derivante dalla parola composta “cor”, “cordis” (cuore) e dal verbo “habere” (avere), quindi possiamo tradurla come “avere cuore”.

Igor Sibaldi ci fa anche notare che, al pari di molte altre parole che finiscono per “aggio”, la parola “coraggio” indica un agire che abbia un preciso scopo (ad esempio “atterraggio” è il giungere a terra e “ancoraggio” è l’ancorarsi) ed anche l’ampiezza di qualcosa (ad esempio per “voltaggio”, “amperaggio”, ecc…); e ci suggerisce quindi che “coraggio” significa fare cose che ci rivelino, soprattutto a noi stessi, il nostro cuore, la nostra autenticità.

In medicina cinese il coraggio di agire e la determinazione sono connesse all’elemento Legno, e in particolare all’energia di Vescica Biliare, il viscere correlato al Fegato (non a caso quando ci riferiamo ad una persona coraggiosa diciamo che “ha fegato”).

La natura del Legno richiede la libera espressione di sé, rifiutando ogni contenimento e costrizione. Dal punto di vista psichico, il Legno si esprime con la capacità di progettare, sviluppare idee con entusiasmo ed ispirazione creativa, coraggio ed ambizione. A livello emotivo, invece, il Legno si esprime come visione, direzione e canalizzazione di energie: l’energia del Legno concepisce un obiettivo e mette in atto il seme della visione.

Fegato e Vescica Biliare in medicina cinese rappresentano la nostra capacità di azione nella vita; più precisamente, rappresentano la mente e il braccio: il Fegato si incarica del progetto, mentre la Vescica Biliare si incarica della sua realizzazione pratica.

Se l’energia del movimento Legno non è in equilibrio, però, potremmo non essere in grado di prendere decisioni, non avere iniziative, non essere motivati; o al contrario, potremmo essere impulsivi e sconsiderati. Quindi, in tutti i suddetti casi, sarebbe opportuno equilibrare un po’ l’energia del Legno (qui alcuni spunti).

Questa luna nuova ci parla di identità, di essere noi stessi, di avere il coraggio di manifestarci come siamo in realtà; ci chiede di agire, e questo necessariamente ci richiede un processo di individuazione.

In “Tipi psicologici” C.G. Jung scrisse: “L’individuazione è in generale il processo di formazione e di caratterizzazione dei singoli individui, e in particolare lo sviluppo dell’individuo psicologico come essere distinto dalla generalità, dalla psicologia collettiva. L’individuazione è quindi un processo di differenziazione che ha per meta lo sviluppo della personalità individuale.”, quindi l’individuazione è ciò che siamo chiamati a fare al fine di sviluppare la nostra personalità individuale e differenziarci dagli altri, diventando unici.

Chi siamo? Cosa vogliamo davvero? Come possiamo passare all’azione e realizzarlo? Questo è il momento di trovare la nostra voce autentica ed esprimere la nostra verità.

Felice luna nuova, Francesca Zangrandi

23 Mar

Donne in evoluzione

È da un po’ che pensavo di scrivere qualcosa su un argomento a cui tengo molto: l’importanza di evolvere e fluire con la vita! Certo è importante per tutti, ma credo che per noi donne lo sia ancora di più.

Recentemente c’è chi ha commentato sulla mia pagina Facebook, cercando di denigrarmi, il fatto che sono passata dal Tuina e la Medicina Cinese al Sacerdozio di Maria Maddalena: evidentemente questa persona non mi conosce personalmente e si basa solo su ciò che ha visto in internet o forse su ciò che le hanno detto di me, se qualcuno le ha parlato di ciò che faccio. Quindi non sa che il mio percorso è sempre stato vario, ma sempre inerente il benessere della persona, e soprattutto quello della donna; che tutt’ora studio, insegno e pratico Medicina Cinese, e che da sempre ho studiato la figura di Maria Maddalena perché ne sentivo il richiamo.

Ma non mi sono arrabbiata, e nemmeno mi sono sentita attaccata; credo piuttosto si tratti di un suo limite, e me ne dispiaccio (soprattutto per il fatto che sia una donna), perché in realtà spesso le donne mi hanno raccontato quanto si sentano o si siano sentite inadeguate per il fatto di esser passate da un tipo di studi all’altro e da un tipo di lavoro all’altro nell’arco della loro vita, e di quanto si sentano o si siano sentite in difficoltà a rispondere alla domanda “Che studi hai fatto?” o “Qual è la tua professione?”

Chi mi conosce sa che da circa tre anni vivo all’estero; quando ero in Italia avevo un centro in cui praticavo la mia professione: corsi di Pilates, meditazioni, massaggi Tuina e altre tecniche energetiche, diversi laboratori e incontri sul femminile, ecc… Però mi sentivo come in una gabbia, perché chi mi conosceva per il Pilates o per il Tuina aveva un’idea di me solo parziale, mentre io mi sentivo molto di più: ero anche quella che studiava il mondo femminile, la gravidanza, i cristalli e tutto il resto. Ed essermi allontanata, esser venuta in un posto dove non mi conosceva nessuno, sicuramente mi ha dato l’opportunità di partire da zero e decidere qual era la prima immagine che volevo dare di me.

Però più ci penso, più mi sembra assurdo tutto ciò; io ho sempre raccontato liberamente ai miei cari e alle persone con cui ero in contatto cosa stavo facendo, anche se passavo da una formazione all’altra, a volte in apparenza anche molto lontane tra loro. Però moltissime donne venivano o vengono ai corsi dicendo di aver raccontato a parenti e amici che in realtà stavano o stanno facendo dell’altro. Perché?!

Credo che dobbiamo essere orgogliose di ogni nostro passo, dopotutto siamo il risultato di tutto ciò che abbiamo fatto, vissuto, studiato e sperimentato; e non è vero che siamo passate “dal bianco al nero”, sicuramente ogni cosa che abbiamo fatto in qualche modo aveva una connessione con ciò che abbiamo fatto prima e ciò che abbiamo fatto dopo.

Questa si chiama evoluzione: il termine viene dal latino “evolutionem”, che significa “seguendo direzioni varie”, e nel vocabolario la definizione è “cambiamento da una forma a un’altra, generalmente più completa e perfetta”. Quindi dobbiamo essere orgogliose di questa nostra continua ricerca che ci porta ad essere ogni giorno una nuova e migliore versione di noi stesse!

E quando evolviamo, con il nostro esempio e la nostra vibrazione influenziamo chi ci circonda; e questi a loro volta evolveranno, influenzando le altre persone con cui vengono a contatto, come una specie di sinapsi sociale senza fine.

In più, noi donne non possiamo farne a meno: biologicamente progettate per creare (che si tratti di una nuova vita o un progetto non importa), sentiamo nel più profondo la responsabilità di creare un mondo migliore. Non possiamo fare altrimenti, ce lo ricorda costantemente anche il nostro corpo con la sua ciclicità, in un continuo ciclo di vita-morte-rinascita.

Ovviamente ci sono anche uomini che passano da una professione all’altra, ma sono più l’eccezione che la regola; e comunque, probabilmente non si devono assorbire una serie di commenti poco piacevoli per le loro scelte all’apparenza discordanti.

Ricordiamoci che passare da una cosa all’altra ci dà la possibilità di sperimentarci in più cose, conoscendoci ogni volta di più e dandoci l’opportunità di definire un po’ alla volta qual è la nostra massima aspirazione (se hai avuto le idee chiare fin da subito, sono contenta per te!), cos’è che ci soddisfa maggiormente e quali sono i nostri doni per l’umanità.

Quindi non abbiate paura a sperimentare e cercare, e se avete un sogno nel cassetto, questo è il momento di tirarlo fuori e mettersi in gioco. Non possiamo accontentarci, siamo qui per migliorarci, crescere ed essere sempre di più. Buona evoluzione!

Ahava, Francesca Zangrandi

21 Mar

Luna piena in Bilancia

Oggi è luna piena in Bilancia, ed è una luna molto particolare: questa luna piena avviene solo poche ore dopo l’equinozio, a meno di un giorno di distanza; l’ultima volta che avvenne fu nel 2000 e la prossima volta sarà nel 2030. Inoltre è una superluna, ed è la terza ed ultima di questo 2019. È pure la prima delle quattro lune piene che avvengono in questa stagione, tra l’equinozio di primavera ed il solstizio d’estate (generalmente sono solo tre), e pure la prossima luna piena, quella del prossimo 19 aprile, sarà sotto il segno della Bilancia.

Ma non è finita qui: generalmente la Pasqua si celebra la prima domenica dopo la prima luna piena che segue l’equinozio di primavera, ma quest’anno non sarà così, e la Pasqua si celebrerà dopo la prossima luna piena. Quindi ci sono tutte le carte in regola per essere una luna davvero speciale!

È pure iniziato il nuovo anno astrologico con l’entrata del Sole nel segno dell’Ariete, quindi siamo sotto tutti gli aspetti in un momento di grande rinascita e rinnovamento.

La Bilancia è un segno d’Aria ed è governata da Venere, mentre l’Ariete è un segno di Fuoco ed è governato da Marte. Questi due pianeti producono il movimento di attrazione e separazione che governa il mondo, rappresentando la passione con cui la forza creatrice crea il tutto.

Venere, la dea dell’amore, esprime affinità, unione, attrazione verso l’altro, caratteristiche che si manifestano nella relazione come capacità di fondersi con l’altro in un’esperienza creativa, in un atto creativo che porta a un’evoluzione, a un cambiamento rispetto a quello che le componenti della relazione erano prima. È l’energia dell’amore, dell’attrazione che ci richiama l’uno verso l’altro, che ci trasforma, che ci cambia, che dà vita a qualcosa di nuovo.

Marte, il nostro guerriero interiore, ci spinge invece ad agire, ci chiede di affermarci e mettere noi stessi prima degli altri; rappresenta la carica di energia vitale che si esprime attraverso il dinamismo e l’aggressività, nel senso più etimologico del termine, “andare verso” (dal latino “ad-gredior), quindi è colui che fa emergere la nostra parte animale ed istintiva, il coraggio e la determinazione.

Potremmo quindi dire che Marte e Venere rappresentano i due poli della stessa energia: tanto Venere rappresenta un’energia femminile e ricettiva, quanto Marte rappresenta una forza maschile e attiva. E Luna in Bilancia e Sole in Ariete ci parlano della contrapposizione io-noi, dare-ricevere, femminile-maschile.

La mediazione di questo conflitto permette un equilibrio interiore indispensabile per una corretta capacità di relazione e di incontro dell’altro, e richiede l’energia necessaria per sanare il conflitto interiorizzato tra l’io e l’altro da me, tra egoismo e altruismo, dato dall’avere un primo posto in cui mettere se stessi o gli altri. Perennemente alla ricerca dell’equilibrio, la Bilancia è in realtà consapevole che il vero equilibrio non si trova stando soli con se stessi, ma nella relazione con l’altro; e dato che l’esterno è solo un riflesso del mio interno, come posso mettere in relazione maschile e femminile dentro di me e trovare il giusto equilibrio tra i due?

Così come solo due persone integre possono dar vita ad una relazione autentica e veritiera, così noi solo se abbiamo integrato maschile e femminile dentro di noi possiamo sentirci in pace. Dobbiamo cercare l’integrazione di queste due parti, consapevoli che non sono opposte ma complementari, e che ognuna delle due ha bisogno della sua controparte per vivere  armoniosamente. È quindi ora di unire queste due parti in una danza melodiosa, che ci porta sempre più ad essere integri ed onesti con noi stessi.

Le energie del momento ci connettono con la Coscienza Cristica, tanto maschile che femminile. La Via della Coscienza Cristica è la via del Cuore: grazie al Cuore possiamo risvegliare il Cristo presente dentro di noi e ricordare che siamo esseri meravigliosi, infinita vibrazione in eterna trasformazione e in eterno movimento, pura coscienza e puro amore.

Siamo nel periodo dell’anno correlata all’elemento Fuoco, che è azione e ci insegna a fare le cose fisicamente, quindi è importante lavorare il compromesso, la volontà, la disciplina.

La parola “discepolo” deriva dal latino “discipulus”, che significa “allievo” e che a sua volta deriva da “discere”, ossia “apprendere”; quindi il termine “disciplina” si riferisce al seguire gli insegnamenti di un maestro, e quel maestro siamo noi stessi, pertanto lavorare la disciplina significa essere discepoli di noi stessi, senza cercare fuori quello che in realtà abbiamo già dentro.

Troviamo il nostro centro, entriamo nello spazio del cuore e lasciamoci sorprendere da quanto sta dentro di noi!

Buona luna piena, Francesca Zangrandi

20 Mar

Equinozio di primavera

Già si respirava nell’aria da un po’, ma oggi possiamo dire ufficialmente che la primavera è arrivata! Infatti oggi si celebra l’equinozio di primavera, il momento in cui le ore di luce e ombra sono in equilibrio, e già da domani le ore di luce inizieranno a prendere il sopravvento.

La primavera è da sempre considerata la stagione del risveglio e la rinascita. È il momento dell’anno in cui la natura si risveglia dal torpore invernale per prepararsi al caldo estivo: la linfa ritorna a inverdire le piante e gli alberi, gemme e fiori si aprono, gli uccelli tornano a cantare mentre costruiscono i loro nidi, tutta la natura è in fermento. E noi non siamo da meno: l’energia aumenta, è più fresca e frizzante, abbiamo voglia di riscoprire il contatto con la natura e respirare l’aria fresca, di fare e creare (non a caso è la stagione che da sempre ispira più artisti); e quando le giornate si allungano, l’epifisi secerne meno melatonina, aumentando quindi la concentrazione di serotonina, conosciuta anche come l’ormone del buonumore.

L’etimologia stessa della parola “primavera” richiama il passaggio dalla stagione fredda a quella calda: risulta composta da due termini “prima” e “vera”; quest’ultimo ci riporta alla radice sanscrita “vas” che significherebbe “ardere, splendere” e che per estensione ha finito per indicare anche l’estate, quindi, la primavera è la “stagione prima dell’estate”. Secondo altre interpretazioni significherebbe “la prima stagione”, come nella lingua francese “printemps. In inglese, invece, si dice “spring”, che significa “sorgente, fonte”, e che quindi ci riporta all’idea di un inizio, una rinascita.

I Celti chiamavano l’equinozio di primavera “Eostur-Monath” e successivamente “Ostara”: il nome è di dubbia etimologia, anche se una ipotesi la fa risalire al termine “aus” o “aes”, che significa “est” (e che è proprio la direzione dove vediamo sorgere il sole). E veneravano la Dea Eostre, portatrice di fertilità e legata alla nascita, e il cui nome si è usato per dar nome alla Pasqua nella lingua inglese (Easter) e in quella tedesca (Ostern).

Potremmo considerare l’equinozio un vero e proprio portale energetico che ci dà la possibilità di vivere un nuovo inizio, una rinascita, ricordandoci però quanto sia necessario l’equilibrio per poter rinascere. Infatti, ci chiede di capire se c’è equilibrio tra luce ed ombra dentro di noi, ed eventualmente come lo possiamo mantenere o come possiamo tornarvi; perché possiamo rinascere solo quando luce ed ombra si fondono, quando possiamo fonderci con il tutto e tornare all’unità, all’amore.

Con l’equinozio di primavera astrologicamente entriamo nel segno dell’Ariete, elemento Fuoco; il Fuoco porta luce e azione, quindi sarà fondamentale per poter manifestare i nostri intenti  e progetti, per concretizzare ciò che abbiamo tenuto in incubazione nei mesi scorsi. In natura questo fuoco è rappresentato dall’energia del sole che va a risvegliare e fecondare la terra, mentre dentro di noi è rappresentato dal risveglio della Kundalini, l’energia vitale.

Si trovano riferimenti alla Kundalini, il Serpente di Fuoco, in molte tradizioni yogiche e tantriche, nel buddismo, il taoismo, la tradizione mistica gnostica e alcuni insegnamenti dei nativi americani, oltre alle società indigene. L’immagine di un serpente che attraversa tutto il corpo è richiamata nell’arte esoterica di molte culture, così come la capacità di intensificare e aumentare l’energia del corpo, che è stata esplorata per migliaia di anni.

Nella civiltà Maya il serpente era un motivo ricorrente, tanto che Chichén Itzá, un importante complesso archeologico situato nel Messico, nel nord della penisola dello Yucatán, è conosciuto come la città del serpente.

Tra le rovine vi è anche la piramide di Kukulkan (conosciuta anche con il nome El Castillo), dedicata al re eroe che veniva celebrato come un dio che rinasce. In effetti, durante l’equinozio sulla scalinata nord del tempio il dio serpente torna per alcuni istanti sulla Terra: al crepuscolo, il sole che tramonta disegna una trama di ombre che ricrea l’immagine di un lungo serpente strisciante sui gradini della piramide.

Quindi questo è il momento di equilibrare maschile e femminile dentro di noi, affinché possano creare e manifestare insieme; ed è anche importante connettere la nostra Kundalini con quella della Madre Terra, affinché possa ravvivare il nostro fuoco interiore e darci la forza necessaria per portare la nostra fiamma divina nel mondo.

Buon risveglio e buona rinascita,

Francesca Zangrandi

17 Mar

Pulizie di primavera

In occidentale concepiamo il tempo come un procedere lineare ed irreversibile verso l’ infinito, ma  i cinesi (non solo loro ovviamente) pensano al tempo come ad un’evoluzione ciclica, ad un eterno ricominciare, ed effettivamente è ciò che ci mostra chiaramente la natura.

Tutto ciò che è presente in natura, e tutte le attività che svolgiamo, hanno due aspetti opposti: un aspetto yin ed un aspetto yang. Yin significa “il lato oscuro della montagna”, in ombra, mentre yang è la traduzione di “il lato soleggiato della montagna”. Questi aspetti apparentemente opposti sono in realtà due facce della stessa medaglia: il caldo e il freddo sono caratteristiche della temperatura, il giorno e la notte sono aspetti del tempo, ecc… quindi questi elementi esistono solo l’uno in relazione all’altro (senza il giorno non potrebbe esserci la notte, senza il buio non potrebbe esserci la luce, senza un sopra non potrebbe esserci un sotto, ecc…). La tensione dinamica e la trasformazione costante tra yin e yang creano l’energia che nutre la natura e la vita umana.

Il simbolo taiji (dao) è un cerchio, metà scuro (yin) e metà chiaro (yang), diviso da una linea curva. Come si può evincere dalla grafica di questo simbolo, lo yin e lo yang sono sempre accoppiati: ognuno esiste grazie all’altro. La linea che divide le due parti è ondulata perché simboleggia la costante e reciproca alternanza delle due forze opposte, che sono in continuo movimento dinamico. E il puntino del colore opposto indica che all’interno dello yin vi è sempre un po’ di yang e viceversa nello yang vi è sempre un po’ di yin; ed ogni cosa quando è al suo massimo si trasforma nel suo opposto.

Ora ci stiamo avvicinando all’equinozio di primavera, il momento in qui luce ed ombra sono in equilibrio, e da lì in poi le ore di luce (yang) aumenteranno sempre più fino ad arrivare al loro massimo (solstizio d’estate); lì nascerà nuovamente lo yin, che via via aumenterà, finché sarà nuovamente in perfetto equilibrio con lo yang (equinozio d’autunno), e via via raggiungerà la sua massima espressione (solstizio d’inverno), quando nascerà di nuovo lo yang.

Quindi ora siamo nel momento di crescita dello yang, e già si percepisce nell’aria l’energia frizzante della primavera, la voglia di rinascita e apertura verso l’esterno. Per la Medicina Cinese la primavera è la stagione dominata dall’elemento Legno ed è il momento in cui tutto ha inizio: gli alberi rappresentano l’elemento Legno e in tutto il mondo sono simboli di creazione e crescita; e così come gli alberi in primavera fioriscono, crescono e si innalzano verso l’alto, così anche noi ci risvegliamo, abbiamo voglia di stare fuori, all’aperto, di fare più cose, progettare ed essere più creativi.

Nel corpo l’elemento Legno si esprime attraverso l’organo del Fegato e la Vescicola biliare, i quali governano tutte le qualità associate al Legno, come la crescita e la creatività; ma affinché possano esprimere queste qualità, questi organi hanno bisogno di alleggerirsi e ripulirsi dal grosso lavoro di trasformazione, digestione ed eliminazione che hanno svolto durante i mesi invernali in cui abbiamo ingerito cibi più grassi e zuccherati.

Ma questo è comunque un momento di pulizie su più fronti: è il periodo delle grandi “pulizie di primavera”, e non solo è importante ripulire l’ambiente in cui viviamo, ma anche il nostro organismo (sia da un punto di vista fisico, che emotivo e mentale).

Se la primavera è sinonimo di novità e cambiamento, è importante ricordarsi che quando ci prepariamo ad accogliere qualcosa di nuovo dobbiamo prima liberarci di tutto ciò che non ci serve più, in modo da creare uno spazio per poter accogliere il nuovo.

Per fare spazio nel nostro ambiente possiamo pulire casa e liberare gli armadi, eliminando qualcosa che è lì da tempo e non utilizziamo, magari regalandolo o vendendolo a qualcuno che saprà cosa farne. Per fare spazio nel nostro corpo fisico potremmo evitare di mangiare certi tipi di cibi per dare priorità ad altri più leggeri, e comunque mangiare meno, o magari provare anche a fare dei digiuni o semidigiuni. Per fare spazio a livello emotivo dovremmo lasciar andare tutte quelle emozioni che ci tengono ancorati al passato e non ci permettono di aprirci al nuovo. Per fare spazio a livello mentale, invece, dovremmo ripulire la mente da tutti i pensieri e le credenze limitanti che ci frenano e non ci permettono di fare cose nuove.

Liberare spazio, sia fisico che metaforico, ci aiuta a muovere l’energia e a sentirci più leggeri, perché produce ossigeno, ci dà la possibilità di tornare a respirare, di muoverci e avere libertà d’azione. Però comporta anche una certa responsabilità, perché ci porta inevitabilmente a fare delle scelte, a stabilire delle priorità: quando resta solo l’essenziale, sta a noi decidere con che luce riempire quello spazio ora vuoto, non abbiamo più scuse, non possiamo più nasconderci, incolpare gli altri o le situazioni; quindi, una volta creato questo spazio, come volgiamo riempirlo? A quali vibrazioni vogliamo allinearci? Cosa vogliamo attrarre nella nostra vita?

Ahava, Francesca Zangrandi

6 Mar

Luna nuova in Pesci

Oggi è luna nuova in Pesci. Questa lunazione cade nella fase dell’inizio della primavera, quando la forza inutilizzata, accumulata in profondità, erompe all’esterno; quando in natura si intravedono già le prime gemme, la possibilità di rinascita.

Il segno dei Pesci è l’ultimo segno dello zodiaco e si trova nel  varco tra l’inverno e la primavera, tra gli ultimi aliti gelidi e i primi raggi caldi del sole; rappresenta sia l’inizio che la fine, la realtà e la visione, spirito e materia. La coscienza, che in Acquario si era dilatata nella dimensione comunitaria, ora in Pesci ci immerge nell’inconscio per ritrovare l’unità individuale e imparare a basarci sulla nostra voce interna.

Questo non è ancora il momento di piantare i semi dei nostri progetti, lo faremo nel segno dell’Ariete; ma i processi creativi iniziano in uno stato di letargo, quindi questo è un momento importante per capire quali semi vogliamo piantare.

È importante chiederci chi vogliamo essere nel futuro, ma è importante farlo da un punto di vista emotivo: come ci sentiamo rispetto a ciò che facciamo? Perché lo facciamo? Che proposito abbiamo ora? Cosa vogliamo cambiare nella nostra vita? Perché vogliamo cambiare? Come ci fa sentire immaginare di aver già fatto questo cambiamento?

Non solo il Sole e la Luna si trovano nel segno dei Pesci, ma anche Nettuno; e abbiamo anche Mercurio retrogrado in Pesci, quindi l’elemento Acqua è molto coinvolto.

L’elemento Acqua è caratterizzato dalla mutevolezza e capacità di sciogliere qualsiasi barriera e divisione; è l’ultimo elemento in termini di successione e rappresenta il nostro lato più sensibile, il lato emotivo, che è anche quello che più ci permette di crescere ed evolvere.

Quando Mercurio è retrogrado, si possono verificare malintesi, situazioni frustranti, ritardi e problemi finanziari, quindi questo è un momento in cui è meglio non fare nulla di cui potremmo pentirci e invece prenderci il tempo per riposare ed entrare in contatto con le nostre emozioni, la nostra interiorità, l’inconscio, perché quando siamo totalmente presenti a noi stessi siamo in contatto con le nostre passioni, i nostri talenti, la nostra verità.

E per finire, da venerdì scorso, 1 marzo, Venere ha lasciato il segno del Capricorno per entrare in Acquario. Venere è il pianeta del piacere e quindi riguarda tutto ciò che ci fa star bene, ci attrae e ci appaga; e questo al di là del parere o del giudizio altrui perché ci spinge verso ciò che veramente soddisfa un nostro bisogno, un istinto, un desiderio, anche portandoci ad agire per conquistare che veramente desidera il nostro cuore.

Direi quindi che questo novilunio è piuttosto intenso a livello emotivo, e tutto ciò che piantiamo in questa lunazione ci accompagnerà all’equinozio di primavera, quando raggiungerà la sua massima espansione con la luna piena. (Ti ricordo che ancora per pochi giorni è possibile formalizzare l’iscrizione alla novena online, dove lavoreremo su di noi per connetterci all’energia della primavera che sta per arrivare).

Buona luna nuova, Francesca Zangrandi

5 Mar

Urano in Toro

I transiti planetari corrispondono a transiti che si manifestano anche al nostro interno, quindi possiamo considerare il movimento dei pianeti come la lettura di nostre parti; ed io devo dire che Chirone l’ho sentito e lo sto sentendo molto (chi ha letto l’articolo sull’entrata di Chirone in Ariete, sa che nelle ultime due settimane ho dormito pochissimo, per non dire nulla). E questa sua presenza si è manifestata esplicitamente nella mia vita, anche se inizialmente non sapevo cosa significassero le cose strane e rare che mi succedevano, qual era il messaggio che dovevo leggervi.

Per esempio per alcuni giorni la candela bianca del mio altare (ne tengo una rossa ed una bianca) ha avuto due fiamme, anche se lo stoppino era uno solo: i primi giorni la fiamma principale si divideva in due, poi tornava ad essere una, e lo faceva alcune volte; ma poi, con il passare dei giorni, la fiamma si divideva e rimaneva la principale, più una piccolina, che bruciava sul lato, senza stoppino. Lo so, sembra impossibile, quindi ti inserisco qui una foto che ho fatto.

Poi un giorno ho avuto un’illuminazione: Chirone! Perché ho pensato a lui? Perché non ha una sua orbita, ma utilizza quella di altri pianeti (e nella candela succedeva che la fiamma piccolina utilizzava lo stoppino per accendersi, ma poi bruciava per conto suo, nella pura e semplice cera).

E mettendo insieme una serie di cose che mi erano capitate, ho capito che era proprio lui che percepivo, così mi sono messa in uno stato di ricezione per capire cosa voleva comunicarmi. (E da quando ho capito il messaggio, la fiamma non si è più sdoppiata.)

Ora da alcuni giorni ho iniziato a notare altre sincronicità, ma questa volta ho cercato di prestargli attenzione fin dall’inizio, ed ho capito che ciò che stavo percependo era la presenza di Urano, che sta per entrare nel segno del Toro.

Per migliaia di anni si è pensato che Saturno fosse l’ultimo pianeta del sistema solare, ma nel 1781 William Herschel scoprì Urano, in maniera del tutto casuale e inaspettata; e questa scoperta coincise con un periodo storico di grandi rinnovamenti sociali, economici e politici, tra due grandi rivoluzioni, quella americana e quella francese. Quindi questo già ci dice che è il pianeta delle rivoluzioni, dei cambi radicali, dell’imprevisto, della rottura degli schemi e delle strutture esistenti, al fine di permettere al nuovo di entrare.

Effettivamente, mentre gli altri pianeti ruotano su un asse orizzontale attorno ad un asse verticale, Urano ha un equatore più o meno verticale che ruota su un asse orizzontale, facendoci capire che vuole rompere le regole del gioco, mostrandoci che esiste sempre un ulteriore punto di vista, chiedendoci di abbandonare le nostre sicurezze e riscoprire il nostro essere. E il suo simbolo ricorda un’antenna che punta verso il cielo, sintonizzandosi su ciò che ancora non, pronta a catturare il nuovo.

Urano è il primo dei pianeti transaturniani, che nell’astrologia umanistica vengono considerati trascendenti, ossia strettamente legati all’evoluzione individuale e collettiva. Ogni circa sette anni si sposta di segno e il suo ciclo di rivoluzione dura 84 anni (dopo 84 anni torna esattamente dove si trovava al momento della nostra nascita), quindi è l’ultimo pianeta che può completare la sua rivoluzione nell’arco di una vita umana.

Per questo i pianeti lenti sono anche definiti generazionali: la loro posizione persiste per anni in un segno influenzando ed evidenziando i cambiamenti della collettività. Mentre Saturno, secondo la psicologia astrologica, ha a che fare con la formazione dell’Io, Urano è il collegamento tra la psiche individuale e quella collettiva.

Negli anni scorsi Urano si trovava nel segno dell’Ariete, il segno dell’ “io sono”, quindi ci ha spinto a ricercare noi stessi; ma ora in Toro ci chiede di superare i nostri limiti personali, di diventare ciò che abbiamo scoperto di essere, di arrenderci a ciò che siamo, accettandoci senza più scuse.

Ovviamente per ognuno di noi l’impatto sarà diverso a seconda della nostra carta natale, ma a livello collettivo  metterà in gioco il tema dei valori personali, delle sicurezze materiali (denaro e beni materiali) e di quelle affettive. Ci chiede di lasciar morire quelle parti che non sono più funzionali dentro di noi e nelle nostre vite, per cui potremo sentirci smarriti: la transizione da un vecchio schema di vita ad uno nuovo ci mette letteralmente in crisi (e la parola “crisi” viene dal greco “krisis”, che significa “scelta, decisione”, e dal verbo “krino”, che significa “distinguere, giudicare”); crolleranno delle certezze e, fintanto che non ne avremo costruite di nuove, le nostre fondamenta potrebbero vacillare, facendoci sperimentare ansia, paura, irritazione, inadeguatezza. In fin dei conti le trasformazioni riguardano non solo la realtà fisica, ma anche quella emotiva; però quanto più resistiamo a questi cambiamenti, tanto più il transito lo vivremo in modo negativo, quindi cerchiamo di fluire con queste energie di rinnovamento, ricordandoci che il cambiamento è lo strumento che ci permette di essere la piena manifestazione di ciò che siamo e da cui ci siamo allontanati.

Cosa siamo venuti a fare qui? Cosa siamo chiamati a condividere con il mondo? Urano ci chiede di metterlo in atto, e la sua posizione nel nostro tema natale, più la sua relazione con gli altri pianeti, ci indicano cosa siamo chiamati a fare in questa vita.

E se ci rendiamo conto che ciò che stiamo facendo non corrisponde a ciò che siamo venuti a fare, questo è il momento di cambiare; perché se non lo facciamo noi, Urano troverà comunque il modo, ma probabilmente non sarà un cambiamento lieve.

Quindi apriamoci all’opportunità di raggiungere e provare qualcosa di completamente nuovo, di camminare su strade mai percorse prima; osiamo, usciamo dalla nostra zona di comfort e cerchiamo ciò che veramente ci nutre.

Ricordiamoci che abbiamo anche Chirone in Ariete, e lui è il ponte tra il vecchio e il nuovo, quindi non abbiamo più scuse, questo è il momento di essere autentici, liberi dai condizionamenti e dalle imposizioni.

Ahava, Francesca Zangrandi

2 Mar

Portale 3-3-3

Domani sarà un giorno 3-3-3 (03/03/2019 = 0+3=3/0+3=3/2+0+1+9=3), quindi si tratta di un giorno Maestro dove si aprirà un portale verso quel luogo che alcuni chiamano Dio, altri Universo ed altri ancora Fonte Divina. Il tre marzo è l’unico giorno dell’anno in cui appare il numero maestro 33, per di più in un anno tre.

Nel numero 33 abbiamo la frequenza vibratoria del numero tre, che simboleggia la creatività come espressione e sviluppo dell’intelletto; deriva dalla somma della forza innovatrice del numero uno con quella della capacità di sviluppo del numero due, e ci indica che siamo in presenza di un forte flusso energetico che sollecita e accompagna l’immaginazione. Il numero tre rappresenta l’espressione, la capacità di mostrare i propri talenti, l’estroversione, ed è anche la capacità  di godere appieno del momento presente.

Queste caratteristiche nel numero 33 sono portate ad un piano più alto e si riassumono nel numero sei: il sei porta in sé il dono dell’amore e si protende al servizio verso gli altri; ecco perché il 33 diventa il Maestro Spirituale e il suo significato è il saper condividere con saggezza le proprie conquiste e consapevolezze spirituali attraverso il dono disinteressato di sé stessi.

Solitamente il 33 è il numero che accompagna un risveglio spirituale: illumina con la luce della coscienza e porta chiarezza, chiedendoci di esprimere con forza ciò che vuole uscire ed essere riconosciuto (possono essere talenti, dinamiche interne da risolvere, conflitti che possono guarire, un nuovo sentire, ecc…).

Quindi chiediamoci cosa ci sta chiedendo di esprimere questo numero 33, sentiamolo nel cuore, nel nostro ventre, nel corpo. E smettiamo di dare così tanto credito alla mente, che vuole farci desistere dalla responsabilità che ci compete per esercitare le nostre doti.

È nelle nostre capacità che dovremmo porre la nostra fiducia. Le nostre qualità, i nostri pregi, le nostre facoltà sono il seme che abbiamo ricevuto e che dovremmo spargere per coltivare il campo fertile della nostra vita. Se non lo facciamo e li trascuriamo, come potranno dare frutto? Ricordiamoci che il frutto nasce dalla fiducia del seme di divenire albero!

Questa tripletta di numeri tre ci permette di portare nel mondo reale il mondo delle possibilità, di far sì che le idee che avevamo lasciato da parte perché troppo folli possano materializzarsi e convertirsi in qualcosa di tangibile nel piano fisico.

Questo portale rimarrà aperto fino al 30 marzo (altro giorno 3-3-3) ed avrà tre cicli, però quello più favorevole per chiedere ciò che vogliamo manifestare sarà il primo, che va da domani fino al 15 marzo.

Nel cerchio della Ruota dell’Anno ora ci troviamo tra Imbolc e Ostara: in natura la luce aumenta sempre più, i germogli cominciano a comparire su alberi, cespugli e piante, gli animali cominciano ad uscire dal letargo; e per noi è tempo di prenderci cura del nostro seme interiore (quel semino di luce nato durante il solstizio d’inverno) per vedere a che punto siamo, visto che presto dovrà sbocciare ed uscire nel mondo esterno. (Se ti va di farlo in gruppo con me, puoi partecipare alla novena online, a cui ci si può iscrivere ancora per pochi giorni.)

Alcuni semi non trovano la fiducia necessaria per poter sbocciare; avvertono che deve avvenire una trasformazione, ma non sanno dove li condurrà, e decidono di non rischiare di morire, rimanendo semi addormentati per sempre.

Osho ha espresso bene questo concetto nel libro “La leggenda delle sabbie”: “Il primo passo è un momento incredibile. Prova a pensarci: una larva che diventa bruco… è un istante incredibile, perché la larva era statica e il bruco si muove, striscia. Il bruco non è ancora una farfalla; non sa nulla del volo, non sa nulla dei fiori, non è ancora una creatura alata, ma il viaggio è iniziato. Il viaggio di diecimila miglia… il primo passo è stato fatto, ha iniziato a strisciare. Se è possibile strisciare, un giorno sarà anche possibile volare.”

Quindi apriamoci alla fiducia e crediamo alla voce che ci dice che possiamo volare, perché quella che sembra la fine, la morte, in realtà è solo una grande benedizione che ci porta ad essere noi stessi.

Ahava, Francesca Zangrandi

24 Feb

Chirone in Ariete

Dopo qualche notte passata insonne (chi mi conosce sa che dormo veramente poco, ma è da domenica scorsa che quasi non chiudo occhio), diversi scombussolamenti a livello emotivo e qualche acciacco fisico, ho deciso di scrivere questo articolo sperando possa aiutare qualcuno, dato che ho visto diverse persone stare male in questi giorni.

Lunedì scorso, 18 febbraio, Chirone è entrato nel segno dell’Ariete (vi era già entrato nell’aprile del 2018, ma poi da settembre era stato retrogrado in Pesci), dove vi rimarrà per circa otto anni.

Chirone venne fotografato nel 1977 dall’astronomo Kowal, il quale si rese conto che si trattava di un nuovo corpo celeste. Inizialmente venne annunciata la scoperta di un nuovo pianeta, ma poi alcuni elementi indussero a considerarlo un asteroide.

Kowal volle chiamarlo Chirone perché si trova nell’orbita dopo Saturno e nel mito Chirone era figlio di Saturno: è un personaggio della mitologia greca, figlio di Crono (nel passaggio dalla fase greca a quella romana assunse poi il nome Saturno) e la ninfa Filira; poiché Crono per conquistare Filira si trasformò in un cavallo (in altre versioni fu Filira a trasformarsi in una giumenta per sfuggirgli), Chirone nacque metà uomo e metà cavallo (centauro).

Proprio per il suo aspetto, venne abbandonato dalla madre, la quale chiese e ottenne dagli dei di essere tramutata in tiglio. Chirone venne quindi istruito da Apollo, che suscitò in lui l’amore per l’arte, la medicina e la scienza; divenne molto saggio, tanto che i re della Grecia gli mandavano i loro figli affinché li educasse.

La leggenda narra che fu ferito da una freccia avvelenata, ma gli dei gli avevano conferito il dono dell’immortalità, quindi non poteva guarire e neppure morire. Essendo immortale, sopportò un gran dolore finché non scambiò la sua vita per liberare Prometeo dalla sua sofferenza e morire al suo posto; però, proprio grazie a quella ferita, capì la natura del dolore e divenne un guaritore eccezionale.

Quindi si capisce perché Chirone venga considerato l’archetipo del guaritore ferito, colui che rappresenta le nostre ferite (fisiche, emozionali, mentali e spirituali) e al contempo la nostra guarigione.

Tornando all’asteroide, dopo qualche anno dalla sua scoperta, alcune sue caratteristiche fecero pensare che si trattasse di una cometa più che un asteroide, e nel 1988 finalmente si dedusse che si trattava di una cometa periodica; però anche questa catalogazione non convinceva del tutto, ed attualmente fa parte di una nuova classe di oggetti trans-nettuniani e trans-plutoniani con orbita ellittica, i quali rimangono in alcuni segni per lungo tempo mentre in altri  corrono via veloci.

I primi sette pianeti del sistema astrologico (Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) sono visibili ad occhio nudo e potremmo dire che, in quanto proiezioni esteriori del nostro universo interno, rappresentano la coscienza, mentre i pianeti remoti (Urano, Nettuno e Plutone), scoperti solo con il telescopio, esprimono piuttosto la trascendenza, l’inconscio collettivo, e portano l’inconscio alla soglia della coscienza dell’io.

Chirone si trova giusto a metà tra l’ultimo pianeta della coscienza e il primo della trascendenza, come se fosse un ponte, quindi simbolicamente riunifica ciò che è separato, disgregato: secondo il mito, Chirone era un centauro, con il corpo diviso a metà, come se ci fosse una scissione mente-corpo, ma secondo la sua posizione astronomica sfiora il mondo di Urano ed entra in quello di Saturno, come se volesse portare alla coscienza qualcosa che sta fuori dalla coscienza.

A livello mistico potremmo dire che rappresenta la nascita dell’uomo nuovo: Chirone non può essere lì da quando si è costituito il sistema solare, in quanto avrebbe già perso la sua attività di cometa; è lì da circa un milione di anni, più o meno da quando comparve l’Homo erectus. Con il tempo la sua orbita diventerà sempre più instabile, avvinandolo al Sole e spogliandolo progressivamente degli elementi volatili (dopotutto, anche nel mito Chirone divenne mortale).

Il glifo che lo rappresenta mostra una lettera K appoggiata su un cerchio ricordando l’iniziale di Kowal, ma nel complesso ricorda la forma di una chiave, la quale può sia aprire che chiudere. Ma Chirone apre la porta dello spazio in cui conserviamo il bagaglio che ci portiamo dietro (non solo di questa vita, ma anche delle precedenti) e dove risiedono tutte le nostre ferite, anche quelle karmiche. Possedere questa chiave significa essere padroni di noi stessi e accedere alla nostra natura profonda.

Quindi potremmo dire che Chirone rappresenta il Maestro Guaritore, colui che è capace di sanare le ferite interiori e riscoprire  i talenti innati; sarà colui che nell’era dell’Acquario  ci darà la possibilità di guarire la grande ferita collettiva.

Ora Chirone si trova nel segno dell’Ariete e ci porta la guarigione della ferita dell’invisibilità, il non essere riconosciuti per le nostre capacità, aiutandoci a trovare il nostro posto nella vita; ci spinge ad esprimere la nostra verità, lasciando da parte la sensazione di inadeguatezza e di non merito. Chirone ci chiama al risveglio chiedendoci di riconoscere la nostra unicità, i nostri talenti ed esprimendoli senza paura, lasciando andare ciò che già non vibra alla nostra frequenza (siano circostanze o persone).

Quindi esploriamo l’ignoto, arriviamo dove nessuno è mai arrivato, sfondando barriere consolidate, per esprimerci finalmente con sicurezza, sincerità e onestà, senza paura di essere giudicati o rifiutati.

Ahava, Francesca Zangrandi

19 Feb

Festa delle Lanterne

Oggi in Cina si festeggia la Festa delle Lanterne, che chiude il ciclo delle festività del Capodanno Cinese.
Questa festa corrisponde anche alla prima notte di luna piena del calendario cinese e annuncia l’arrivo della primavera.

Il nome deriva dalla tradizione di accendere lanterne colorate dopo il calar del sole: accenderle è un rito propiziatorio per l’anno nuovo, quindi si esprimono desideri e si affidano alle lanterne i sogni per i mesi a venire.

Come molte delle tradizioni più antiche, non è semplice individuare chiaramente l’origine dell’evento perché vi sono legate molte storie e leggende. Comunque il significato principale è legato all’arrivo della primavera e all’allontanamento dei demoni e degli spiriti maligni, grazie anche alla danza del leone.

La danza del leone è una danza rituale usata in tutto l’Oriente (con molteplici varianti) in diverse occasioni della vita sociale per propiziare buoni auspici e fortuna, e in Cina è uno degli spettacoli più popolari della Festa delle Lanterne.
La danza del leone (“Mou Si” in cantonese o “Wu Shi Zi” in mandarino) si divide in danza del nord e danza del sud: nella Cina del Nord la danza del leone si concentra sull’abilità degli esecutori, mentre al Sud si pone maggiore enfasi alla somiglianza con l’animale. La forma però è rimasta invariata: vi sono due atleti, uno gestisce la parte superiore del corpo controllando le zampe anteriori, il movimento della testa, degli occhi e della bocca; l’altro ha una visuale piuttosto ridotta, si occupa del corpo e della coda ed è agganciato al primo, controllando i movimenti delle zampe posteriori e del bacino, e deve essere abile nel mimare con le movenze del corpo gli atteggiamenti eseguiti dalla testa.
Accompagnati da un sottofondo musicale (che prevede un tamburo, due piatti e un gong), i leoni danzano, saltano o compiono esibizioni difficili come camminare sui trampoli.
La danza del leone nella Cina del Sud è più legata al mondo marziale: conosciuta anche come “Nan Si” (leone del sud) o “Xing Si” (leone che esprime potenza).

La nascita della danza appartiene al periodo storico più antico, durante le invasioni delle popolazioni barbare, assieme al concetto di “Xing Si”, appellativo guadagnato dai cinesi che si battevano in maniera molto valorosa. Molte le storie o le leggende sviluppate intorno all’origine della danza del leone, spesso legate all’esigenza rurale di propiziazione dei raccolti o alla necessità di esorcizzare carestie, malattie e ancora per richiamare l’attenzione delle entità soprannaturali per riceverne favori e fortuna.
Francesca Zangrandi

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