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29 Settembre 2019

29 settembre, Arcangelo Michele

Oggi si festeggia l’Arcangelo Michele: abbiamo appena superato l’equinozio d’autunno, e solstizi ed equinozi possiamo considerarli dei portali energetici che ci transitano nelle diverse stagioni, ognuna delle quali è sotto l’influsso di un determinato Arcangelo.
L’Arcangelo Michele è colui che presiede alla stagione autunnale, infatti non a caso viene festeggiato a pochi giorni dall’equinozio d’autunno, e per di più viene rappresentato con una bilancia in mano (con l’equinozio autunnale entriamo nel segno zodiacale della Bilancia).

Il segno della Bilancia, governato da Venere, rappresenta l’autoamore, l’amore per sé stessi. Amare noi stessi ci aiuta a comprendere la bellezza, soprattutto la bellezza spirituale, quella della nostra anima.
Non a caso nella cabala l’Arcangelo Michele è associato a Tipheret, la sfera centrale dell’Albero della Vita (o Albero di Yetzirah), che rappresenta proprio la bellezza e che svolge la funzione del Sole nel sistema solare. Compito di Tipheret è quello di mantenere gli equilibri tra forze opposte: nessuna deve sopraffare eccessivamente l’altra; proprio come il segno della Bilancia che ci insegna a rimanere nel centro per trovare l’equilibrio ed evitare di scaricarci energeticamente nel continuo passare da un lato all’altro.

L’Arcangelo Michele è noto anche per la sua eccezionale forza e il suo coraggio, infatti solitamente viene rappresentato con la sua spada di ferro puntata. Ci si rivolge a lui per ottenere il coraggio di cui si ha bisogno per superare le proprie paure e perché ci protegga in situazioni pericolose o che richiedono coraggio.
Pertanto, ci stimola a fare giustizia dentro di noi (il segno della Bilancia rappresenta anche la giustizia divina) e a smettere di giudicare gli altri; è arrivato il momento di fare le nostre scelte, e decidere cosa tenere e cosa lasciar andare: cos’è che mi nutre veramente? Cosa mi è utile e cosa no? Cosa l’esterno riflette del mio interno?

In natura è finita la fase di crescita esteriore ed è iniziata la rigenerazione invisibile; si avvia l’emiciclo annuale “dalla morte alla vita”, ossia ritorniamo dentro, ripieghiamo su noi stessi e nella nostra interiorità, per consentirci poi di rinascere “a nuova vita”.
Quindi lasciamo che l’Arcangelo Michele ci accompagni nel nostro mondo sotterraneo, nella nostra interiorità, e che ci mostri la via per riconnetterci al nostro seme di luce che al momento giusto germoglierà e ci darà nuova vita.

Ahava, Francesca Zangrandi

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