Tag: Toro

4 Mag

Luna nuova in Toro

Questa sera avremo luna nuova; Sole e Luna si troveranno entrambi nel segno del Toro, segno di Terra che ci parla di manifestazione. Quindi in questo novilunio abbiamo una grande opportunità per iniziare a manifestare concretamente, soprattutto noi stessi, ossia è il momento di fare in modo che la nostra sicurezza dipenda da noi stessi e non da altri, di creare la nostra realtà a partire dalle nostre capacità e risorse.

Il Toro è il primo segno che ci connette con la forma: come ci relazioniamo con la materia? Con il mondo materiale? Come ci relazioniamo con i soldi? Con il nostro corpo?

Questo momento energetico ci fa desiderare un cambio nella nostra vita; “cambiamento” significa prendere una direzione differente, trasformarsi, ed è nella nostra natura tendere all’evoluzione, alla crescita, allo sviluppo, in quanto ci fa star bene.

Però Saturno retrogrado ci fa pensare di avere tutto il tempo del mondo a nostra disposizione e quindi rischiamo di non concludere nulla. Per di più con Marte in Gemelli tendiamo a distrarci, a disperdere la nostra attenzione, a perdere il focus, rischiando quindi di procrastinare.

“Procrastinare” deriva dal latino “pro” che significa “avanti” e “crastinare” che significa “domani”, quindi significa letteralmente “rinviare a domani”. Pertanto, nella testa ci diciamo che dobbiamo fare questo o quello, ma non agiamo, e questo perché fondamentalmente pensiamo che questo cambiamento ci farà soffrire o temiamo di non essere in grado di farlo, che sottende quindi l’idea di non meritarci qualcosa di meglio.

E infatti questa luna ci porta a lavorare sull’idea di merito, che etimologicamente deriva dal latino “meritus” e significa essere degni di lode o di premio: pensiamo di meritarci i soldi? Pensiamo di meritarci di essere amati? Ci permettiamo l’abbondanza, non solo economica ma anche in generale nella nostra vita? Ci sentiamo degni di vivere nella prosperità? (Ti faccio notare che abbondanza e prosperità non sono la stessa cosa, quindi ti invito a riflettere sulle domande precedenti).

Per gli Indiani d’America la Madre Clan di questo ciclo lunare è Donna che Ascolta: questa Madre Clan ci insegna ad entrare nel silenzio e ad ascoltare i messaggi costanti della natura, i nostri cuori, il punto di vista degli altri, il mondo dello spirito. Nella tradizione seneca, entrare nel silenzio e detto “Tiyoweh” (si pronuncia “tai-yo-wei”) e significa stare in ascolto e ascoltare la verità, anche quella che riguarda noi stessi e che spesso non vogliamo ascoltare perché temiamo che faccia male; ma disporci ad ascoltare la verità su noi stessi è un grande talento e può guarire le nostre ferite.

Buona luna nuova, Francesca Zangrandi

5 Mar

Urano in Toro

I transiti planetari corrispondono a transiti che si manifestano anche al nostro interno, quindi possiamo considerare il movimento dei pianeti come la lettura di nostre parti; ed io devo dire che Chirone l’ho sentito e lo sto sentendo molto (chi ha letto l’articolo sull’entrata di Chirone in Ariete, sa che nelle ultime due settimane ho dormito pochissimo, per non dire nulla). E questa sua presenza si è manifestata esplicitamente nella mia vita, anche se inizialmente non sapevo cosa significassero le cose strane e rare che mi succedevano, qual era il messaggio che dovevo leggervi.

Per esempio per alcuni giorni la candela bianca del mio altare (ne tengo una rossa ed una bianca) ha avuto due fiamme, anche se lo stoppino era uno solo: i primi giorni la fiamma principale si divideva in due, poi tornava ad essere una, e lo faceva alcune volte; ma poi, con il passare dei giorni, la fiamma si divideva e rimaneva la principale, più una piccolina, che bruciava sul lato, senza stoppino. Lo so, sembra impossibile, quindi ti inserisco qui una foto che ho fatto.

Poi un giorno ho avuto un’illuminazione: Chirone! Perché ho pensato a lui? Perché non ha una sua orbita, ma utilizza quella di altri pianeti (e nella candela succedeva che la fiamma piccolina utilizzava lo stoppino per accendersi, ma poi bruciava per conto suo, nella pura e semplice cera).

E mettendo insieme una serie di cose che mi erano capitate, ho capito che era proprio lui che percepivo, così mi sono messa in uno stato di ricezione per capire cosa voleva comunicarmi. (E da quando ho capito il messaggio, la fiamma non si è più sdoppiata.)

Ora da alcuni giorni ho iniziato a notare altre sincronicità, ma questa volta ho cercato di prestargli attenzione fin dall’inizio, ed ho capito che ciò che stavo percependo era la presenza di Urano, che sta per entrare nel segno del Toro.

Per migliaia di anni si è pensato che Saturno fosse l’ultimo pianeta del sistema solare, ma nel 1781 William Herschel scoprì Urano, in maniera del tutto casuale e inaspettata; e questa scoperta coincise con un periodo storico di grandi rinnovamenti sociali, economici e politici, tra due grandi rivoluzioni, quella americana e quella francese. Quindi questo già ci dice che è il pianeta delle rivoluzioni, dei cambi radicali, dell’imprevisto, della rottura degli schemi e delle strutture esistenti, al fine di permettere al nuovo di entrare.

Effettivamente, mentre gli altri pianeti ruotano su un asse orizzontale attorno ad un asse verticale, Urano ha un equatore più o meno verticale che ruota su un asse orizzontale, facendoci capire che vuole rompere le regole del gioco, mostrandoci che esiste sempre un ulteriore punto di vista, chiedendoci di abbandonare le nostre sicurezze e riscoprire il nostro essere. E il suo simbolo ricorda un’antenna che punta verso il cielo, sintonizzandosi su ciò che ancora non, pronta a catturare il nuovo.

Urano è il primo dei pianeti transaturniani, che nell’astrologia umanistica vengono considerati trascendenti, ossia strettamente legati all’evoluzione individuale e collettiva. Ogni circa sette anni si sposta di segno e il suo ciclo di rivoluzione dura 84 anni (dopo 84 anni torna esattamente dove si trovava al momento della nostra nascita), quindi è l’ultimo pianeta che può completare la sua rivoluzione nell’arco di una vita umana.

Per questo i pianeti lenti sono anche definiti generazionali: la loro posizione persiste per anni in un segno influenzando ed evidenziando i cambiamenti della collettività. Mentre Saturno, secondo la psicologia astrologica, ha a che fare con la formazione dell’Io, Urano è il collegamento tra la psiche individuale e quella collettiva.

Negli anni scorsi Urano si trovava nel segno dell’Ariete, il segno dell’ “io sono”, quindi ci ha spinto a ricercare noi stessi; ma ora in Toro ci chiede di superare i nostri limiti personali, di diventare ciò che abbiamo scoperto di essere, di arrenderci a ciò che siamo, accettandoci senza più scuse.

Ovviamente per ognuno di noi l’impatto sarà diverso a seconda della nostra carta natale, ma a livello collettivo  metterà in gioco il tema dei valori personali, delle sicurezze materiali (denaro e beni materiali) e di quelle affettive. Ci chiede di lasciar morire quelle parti che non sono più funzionali dentro di noi e nelle nostre vite, per cui potremo sentirci smarriti: la transizione da un vecchio schema di vita ad uno nuovo ci mette letteralmente in crisi (e la parola “crisi” viene dal greco “krisis”, che significa “scelta, decisione”, e dal verbo “krino”, che significa “distinguere, giudicare”); crolleranno delle certezze e, fintanto che non ne avremo costruite di nuove, le nostre fondamenta potrebbero vacillare, facendoci sperimentare ansia, paura, irritazione, inadeguatezza. In fin dei conti le trasformazioni riguardano non solo la realtà fisica, ma anche quella emotiva; però quanto più resistiamo a questi cambiamenti, tanto più il transito lo vivremo in modo negativo, quindi cerchiamo di fluire con queste energie di rinnovamento, ricordandoci che il cambiamento è lo strumento che ci permette di essere la piena manifestazione di ciò che siamo e da cui ci siamo allontanati.

Cosa siamo venuti a fare qui? Cosa siamo chiamati a condividere con il mondo? Urano ci chiede di metterlo in atto, e la sua posizione nel nostro tema natale, più la sua relazione con gli altri pianeti, ci indicano cosa siamo chiamati a fare in questa vita.

E se ci rendiamo conto che ciò che stiamo facendo non corrisponde a ciò che siamo venuti a fare, questo è il momento di cambiare; perché se non lo facciamo noi, Urano troverà comunque il modo, ma probabilmente non sarà un cambiamento lieve.

Quindi apriamoci all’opportunità di raggiungere e provare qualcosa di completamente nuovo, di camminare su strade mai percorse prima; osiamo, usciamo dalla nostra zona di comfort e cerchiamo ciò che veramente ci nutre.

Ricordiamoci che abbiamo anche Chirone in Ariete, e lui è il ponte tra il vecchio e il nuovo, quindi non abbiamo più scuse, questo è il momento di essere autentici, liberi dai condizionamenti e dalle imposizioni.

Ahava, Francesca Zangrandi

27 Dic

I dodici giorni di Natale: giorno 2

Oggi, 27 dicembre, la dedicazione viene fatta al segno del Toro, simbolo della terra, della fecondità. La stabilità è la caratteristica dell’elemento Terra e viene inequivocabilmente manifestata dal Toro.
L’energia è quella della crescita lenta e progressiva, del nutrimento generoso ed abbondante: dopo lo slancio vitale dell’Ariete, il germoglio appena spuntato comincia a crescere ed ha bisogno di tempo, calma e tranquillità; necessita di stabilità e sicurezza per far crescere le radici.

Nella mitologia egiziana il segno del Toro era simboleggiato da Osiride ed Iside: il bue Api, consacrato al Sole-Osiride, portava tra le corna la mezzaluna-Iside. Anche nel pantheon indù Shiva sta a cavallo di un toro che porta una mezzaluna tra le corna; ed effettivamente l’ideogramma del segno è formato proprio da un cerchio (sole) sormontato da un semicerchio (falce di luna).
Il Toro riversa sulla Terra amore e armonia, tenendo come costante riferimento l’umiltà, quindi questo archetipo ci esorta a fare di noi stessi un perfetto canale per ricevere e trasmettere armonia e amore in tutte le esperienze della vita, a prescindere dall’emozione che le accompagna (che sia di gioia o dolore, esaltazione o depressione).

Il discepolo relazionato con il Toro è Andrea, la cui caratteristica distintiva è l’umiltà. Questa è uno degli attributi più importanti che dovremmo coltivare visto che quando è sviluppata ad un alto grado diviene un grande potere animico.
Nel corpo il centro relazionato con il Toro è la gola, attraverso la quale è possibile pronunciare la divina parola creatrice.

Il pensiero biblico su cui possiamo meditare oggi è: “Colui che dimora nell’amore, dimora in Dio” (1Gv 4,16)
L’amore è la sola forza in grado di cambiare i nostri cuori e quelli dell’umanità intera, rendendo proficue e benefiche tutte le relazioni (tra uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra culture e civiltà).
Ahava, Francesca Zangrandi

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