Tag: cambiamento

29 Mag

Guarire significa cambiare

In questi giorni diverse persone mi hanno contattato chiedendomi aiuto, in preda alla disperazione perché stanno passando un brutto momento, chi a livello emotivo, chi a livello fisico. Sì, è un momento questo di forti cambiamenti, basta vedere cosa sta succedendo a livello planetario (ricordiamoci che i pianeti sono proiezioni esteriori del nostro universo interno e dell’inconscio collettivo), però credo che sia sempre importante ricordarci che la vita è evoluzione, un flusso continuo di cambiamenti, di cui noi siamo parte integrante.
Quindi non dobbiamo preoccuparci, ma vivere con consapevolezza ogni cosa: che si tratti di gioia o di un disagio, di serenità o di una difficoltà, l’importante è essere presenti, nella fiducia, amando anche quelle parti che generano sofferenza, perché in realtà hanno un messaggio per noi, vogliono insegnarci qualcosa.

Poi se prendiamo la parola “preoccuparsi”, vediamo che significa occuparsi di una cosa prima che avvenga; infatti “preoccupazione” deriva dal latino “praeoccupare”, ossia “occuparsi prima, prevenire”, indicando quindi lo stato d’animo di chi cerca soluzioni o rimedi a situazioni critiche o eventuali pericoli futuri, che peraltro non è nemmeno detto si avverino.
Sì, questo è un momento di grandi cambiamenti: i pianeti retrogradi e la congiunzione Plutone e Saturno ci stanno portando proprio nella matrice delle nostre ferite più profonde, quelle per cui ci siamo nascosti dietro maschere, gabbie e barricate, pensando così di proteggerci. E se c’è qualcosa che questo 2019 ci sta chiedendo, è proprio quello di prenderci la responsabilità di noi stessi e della nostra vita.

Il termine “responsabilità” viene dal latino “respondere”, composto da “re”, che significa “indietro”, e “spondere”, che significa “promettere”, più il suffisso “-bile”, che significa “facoltà, possibilità”. Quindi indica la capacità di rispondere di qualcosa, reagendo alle situazioni della vita, e di rendere conto delle proprie azioni facendosi carico delle loro conseguenze: ogni giorno facciamo delle scelte, dalle più banali a quelle più eclatanti, che possono cambiare la nostra vita per sempre, e qualsiasi decisione prendiamo, questa inciderà nella nostra vita, ancora di più se compiamo una scelta controcorrente.
Pertanto credo che sia importante essere flessibili e ricordarci che facciamo parte di un progetto più grande di noi, anche se non sempre ci è chiaro e ne vediamo lo scopo principale; e poi la vita e l’universo non sono contro di noi, anzi ogni cosa accade proprio perché possiamo apprendere qualcosa o aggiustare il tiro se necessario, e anche tutto ciò che ci crea disagio o dolore ha il suo perché, ci chiede un cambiamento, poiché guarire significa cambiare!

Cambiare significa prendere una direzione differente, trasformarsi. È nella nostra natura tendere all’evoluzione, alla crescita, allo sviluppo, in quanto ci fa star bene; però per crescere e migliorare è assolutamente necessario modificare qualcosa nel nostro comportamento e atteggiamento, altrimenti tutto rimane esattamente com’è.
Quindi potremmo chiederci: ci sono cose che faccio per abitudine ma che non mi sono di alcun beneficio? Ci sono abitudini poco salutari che faccio fatica ad abbandonare? Ci sono modelli di comportamento che mi portano a ripetere sempre gli stessi errori? Che cosa posso fare diversamente già oggi?

L’idea è di osservare con il cuore aperto ciò che facciamo per abitudine, quasi senza pensarlo; l’obiettivo è prendere consapevolezza, senza giudicarci, perché fare una revisione dei nostri comportamenti abituali può esserci d’aiuto per renderci più consapevoli dei nostri pensieri, emozioni e stati d’animo, dandoci così la possibilità di non perdere di vista i nostri desideri e sogni, altrimenti rischieremmo di farci guidare da fattori esterni (persone, paure, pensieri e credenze limitanti, eventi, ecc…).
Ahava, Francesca Zangrandi

1 Mag

Maria Maddalena ci parla dell’amore

La settimana scorsa nella newsletter (se non sei iscritto e vuoi farlo, puoi cliccare qui) ho parlato delle cinque fasi che caratterizzano una crisi, approfondendo soprattutto le prime due fasi, in quanto sono strettamente relazionate con il momento che stiamo vivendo: lo scorso 24 aprile Plutone, associato ad Ade, il dio del mondo sotterraneo, è entrato in moto retrogrado e il 30 aprile anche Saturno; per di più i due sono congiunti con il Nodo Sud nel segno del Capricorno, ed ho scoperto che questo non succedeva dall’anno 894… Come a dire che veramente ci troviamo in un momento storico più unico che raro!

 

Quando Plutone è retrogrado, ci spinge ad immergerci senza paura nelle profondità del passato e lasciar andare tutto ciò che è stato, siamo stati e ci è appartenuto, per avvicinarci alla nostra verità più autentica, mentre Saturno retrogrado ci aiuta nell’essere più consapevoli sia delle nostre forze, sia di appartenere al pianeta.

Sia Saturno che Plutone sono pianeti legati al karma: il termine “karma” viene dal sanscrito “karman” che significa “azione, operazione”; nella religione e filosofia indiana indica il frutto delle azioni compiute , ossia ad ogni azione corrisponde un’azione di riflesso. Quindi non necessariamente ha un’accezione negativa (anche se molta gente utilizza questo termine come se si trattasse di un peccato commesso che richiede una punizione divina); piuttosto potremmo dire che il karma è un complesso di situazioni che risponde alla legge di causa-effetto e che quindi ci creiamo noi stessi con il nostro operato.

 

Stiamo tutti vivendo un momento di grandi trasformazioni, probabilmente a momenti ci sentiamo anche mancare la terra sotto i piedi, ma ricordiamoci che facciamo parte di un piano più grande di noi, e che la nostra anima ha scelto di incarnarsi proprio in questo periodo storico per un motivo, quindi non dobbiamo aver paura, ma affidarci e fidarci.

Quanto più cerchiamo di resistere al cambiamento, afferrandoci disperatamente al conosciuto, tanto più sarà doloroso il processo, come se venissimo sradicati brutalmente invece che fluire semplicemente.

 

Come detto nella scorsa newsletter, nelle prime due fasi della crisi l’ego non vuole cambiare, né morire, vuole solamente che le cose tornino ad essere come le conosceva, facendoci quindi resistere con dolore e sofferenza ad ogni cambiamento, facendoci sentire frammentati ed impotenti. E l’ego continua a cercare la chiave per ritornare dove desidera, nel conosciuto (anche se fonte di sofferenza), per di più aspettandosi che tutto cambi facilmente e rapidamente.

Ma sappiamo che non può essere così: questo è il momento di accettare ciò che stiamo vivendo, non è il momento di fare nulla, se non stare ed essere, aprendoci alla possibilità di creare una nuova versione di noi stessi, più autentica e allineata alla nostra anima, senza rimanere ancorati al nostro vecchio IO.

 

Lo scorso gennaio ho canalizzato un messaggio di Maria Maddalena, ma mi è stato suggerito di aspettare a condividerlo, di attendere il momento giusto; ed ora quel momento è arrivato, quindi vi lascio le sue parole:

 

“Amore. Solo l’amore può riempire un cuore vuoto, solo l’amore può alleggerire un cuore appesantito, solo l’amore può guarire un cuore ferito.

L’amore ci salverà.

Non importa quanta sofferenza abbiamo vissuto, quante pene abbiamo sofferto; se entriamo nell’amore aprendo completamente il nostro cuore e inebriandoci dell’amore più puro, esisterà solo il presente, solo l’amore, e tutto ciò che è stato scomparirà, sarà sanato.

L’amore ci nutre, ci riempie, ci dà sostegno. L’amore ci libera, ci dà libertà e leggerezza. L’amore ci dà presenza e concretezza. L’amore è tutto.

Entrate nel cuore, percepite e assaporate l’amore, lasciatevi inebriare dalla sua grandezza e potenza. E se fa male, se c’è ancora del dolore, ricordate che è solo uno spazio vuoto. Respirate, riempite questo spazio vuoto con il respiro divino, con l’amore, e tutte le barriere, tutte le maschere, tutte le protezioni cadranno. Esisterà solo l’amore; e nell’amore incontrerete la pace e la salvezza. Nell’amore incontrerete la Verità. E vivendo nell’amore, con amore, per l’amore e partendo dall’amore, potrete esprimere la vostra Verità più profonda, essere la vostra Verità, senza paure né limitazioni.

Permettete all’amore di espandersi e di riempire i vostri cuori, affinché tutti possiamo vivere il nostro proposito sacro, la nostra Verità; affinché tutti possiamo esprimere la nostra vera essenza.

Così sia, così è!”

 

Ahava, Francesca Zangrandi

5 Mar

Urano in Toro

I transiti planetari corrispondono a transiti che si manifestano anche al nostro interno, quindi possiamo considerare il movimento dei pianeti come la lettura di nostre parti; ed io devo dire che Chirone l’ho sentito e lo sto sentendo molto (chi ha letto l’articolo sull’entrata di Chirone in Ariete, sa che nelle ultime due settimane ho dormito pochissimo, per non dire nulla). E questa sua presenza si è manifestata esplicitamente nella mia vita, anche se inizialmente non sapevo cosa significassero le cose strane e rare che mi succedevano, qual era il messaggio che dovevo leggervi.

Per esempio per alcuni giorni la candela bianca del mio altare (ne tengo una rossa ed una bianca) ha avuto due fiamme, anche se lo stoppino era uno solo: i primi giorni la fiamma principale si divideva in due, poi tornava ad essere una, e lo faceva alcune volte; ma poi, con il passare dei giorni, la fiamma si divideva e rimaneva la principale, più una piccolina, che bruciava sul lato, senza stoppino. Lo so, sembra impossibile, quindi ti inserisco qui una foto che ho fatto.

Poi un giorno ho avuto un’illuminazione: Chirone! Perché ho pensato a lui? Perché non ha una sua orbita, ma utilizza quella di altri pianeti (e nella candela succedeva che la fiamma piccolina utilizzava lo stoppino per accendersi, ma poi bruciava per conto suo, nella pura e semplice cera).

E mettendo insieme una serie di cose che mi erano capitate, ho capito che era proprio lui che percepivo, così mi sono messa in uno stato di ricezione per capire cosa voleva comunicarmi. (E da quando ho capito il messaggio, la fiamma non si è più sdoppiata.)

Ora da alcuni giorni ho iniziato a notare altre sincronicità, ma questa volta ho cercato di prestargli attenzione fin dall’inizio, ed ho capito che ciò che stavo percependo era la presenza di Urano, che sta per entrare nel segno del Toro.

Per migliaia di anni si è pensato che Saturno fosse l’ultimo pianeta del sistema solare, ma nel 1781 William Herschel scoprì Urano, in maniera del tutto casuale e inaspettata; e questa scoperta coincise con un periodo storico di grandi rinnovamenti sociali, economici e politici, tra due grandi rivoluzioni, quella americana e quella francese. Quindi questo già ci dice che è il pianeta delle rivoluzioni, dei cambi radicali, dell’imprevisto, della rottura degli schemi e delle strutture esistenti, al fine di permettere al nuovo di entrare.

Effettivamente, mentre gli altri pianeti ruotano su un asse orizzontale attorno ad un asse verticale, Urano ha un equatore più o meno verticale che ruota su un asse orizzontale, facendoci capire che vuole rompere le regole del gioco, mostrandoci che esiste sempre un ulteriore punto di vista, chiedendoci di abbandonare le nostre sicurezze e riscoprire il nostro essere. E il suo simbolo ricorda un’antenna che punta verso il cielo, sintonizzandosi su ciò che ancora non, pronta a catturare il nuovo.

Urano è il primo dei pianeti transaturniani, che nell’astrologia umanistica vengono considerati trascendenti, ossia strettamente legati all’evoluzione individuale e collettiva. Ogni circa sette anni si sposta di segno e il suo ciclo di rivoluzione dura 84 anni (dopo 84 anni torna esattamente dove si trovava al momento della nostra nascita), quindi è l’ultimo pianeta che può completare la sua rivoluzione nell’arco di una vita umana.

Per questo i pianeti lenti sono anche definiti generazionali: la loro posizione persiste per anni in un segno influenzando ed evidenziando i cambiamenti della collettività. Mentre Saturno, secondo la psicologia astrologica, ha a che fare con la formazione dell’Io, Urano è il collegamento tra la psiche individuale e quella collettiva.

Negli anni scorsi Urano si trovava nel segno dell’Ariete, il segno dell’ “io sono”, quindi ci ha spinto a ricercare noi stessi; ma ora in Toro ci chiede di superare i nostri limiti personali, di diventare ciò che abbiamo scoperto di essere, di arrenderci a ciò che siamo, accettandoci senza più scuse.

Ovviamente per ognuno di noi l’impatto sarà diverso a seconda della nostra carta natale, ma a livello collettivo  metterà in gioco il tema dei valori personali, delle sicurezze materiali (denaro e beni materiali) e di quelle affettive. Ci chiede di lasciar morire quelle parti che non sono più funzionali dentro di noi e nelle nostre vite, per cui potremo sentirci smarriti: la transizione da un vecchio schema di vita ad uno nuovo ci mette letteralmente in crisi (e la parola “crisi” viene dal greco “krisis”, che significa “scelta, decisione”, e dal verbo “krino”, che significa “distinguere, giudicare”); crolleranno delle certezze e, fintanto che non ne avremo costruite di nuove, le nostre fondamenta potrebbero vacillare, facendoci sperimentare ansia, paura, irritazione, inadeguatezza. In fin dei conti le trasformazioni riguardano non solo la realtà fisica, ma anche quella emotiva; però quanto più resistiamo a questi cambiamenti, tanto più il transito lo vivremo in modo negativo, quindi cerchiamo di fluire con queste energie di rinnovamento, ricordandoci che il cambiamento è lo strumento che ci permette di essere la piena manifestazione di ciò che siamo e da cui ci siamo allontanati.

Cosa siamo venuti a fare qui? Cosa siamo chiamati a condividere con il mondo? Urano ci chiede di metterlo in atto, e la sua posizione nel nostro tema natale, più la sua relazione con gli altri pianeti, ci indicano cosa siamo chiamati a fare in questa vita.

E se ci rendiamo conto che ciò che stiamo facendo non corrisponde a ciò che siamo venuti a fare, questo è il momento di cambiare; perché se non lo facciamo noi, Urano troverà comunque il modo, ma probabilmente non sarà un cambiamento lieve.

Quindi apriamoci all’opportunità di raggiungere e provare qualcosa di completamente nuovo, di camminare su strade mai percorse prima; osiamo, usciamo dalla nostra zona di comfort e cerchiamo ciò che veramente ci nutre.

Ricordiamoci che abbiamo anche Chirone in Ariete, e lui è il ponte tra il vecchio e il nuovo, quindi non abbiamo più scuse, questo è il momento di essere autentici, liberi dai condizionamenti e dalle imposizioni.

Ahava, Francesca Zangrandi

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