Imbolc

1 Feb

Imbolc

Oggi, 1 febbraio, siamo giusto a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, e si celebra Imbolc, la festa della Dea Fanciulla.
Durante il solstizio d’inverno la Dea ha partorito il nuovo Sole-bambino ed ora, dopo la prima quarantena del puerperio, la sua energia è rinnovata: la Dea Fanciulla rappresenta il nuovo che rinasce dal vecchio, è la luce dopo le tenebre.

In natura è il momento in cui si cominciano a notare i primi segni della vita che ritorna: le ore di luce aumentano ogni giorno, cominciano ad apparire i primi fiori ed inizia a scorrere la prima acqua che arriva dallo scioglimento della neve; la vita giace ancora dormiente nei semi della Terra e nelle radici delle piante e degli alberi (uno dei significati della parola “Imbolc” è proprio ” nel ventre” – della Madre Terra), ma viene stimolata e accelerata dal tocco della Dea Fanciulla. Un altro significato della parola”Imbolc” è “latte di pecora”: infatti questo è il momento in cui nascono i primi agnellini dell’anno e il primo latte della pecora segnala il fiorire della nuova vita.
E questi segnali di rinnovata energia li notiamo anche in noi stessi: infatti, la nostra attenzione inizia a dirigersi verso l’esterno ed iniziamo a sognare e nutrire nuove idee, nuovi concetti e nuovi modi di pensare; la nuova energia ci aiuta a liberare la mente e a focalizzare bene dove dirigere i nostri passi.

Imbolc è una delle quattro feste celtiche dette “feste del fuoco”: l’accensione rituale di fuochi e falò ne costituisce la caratteristica essenziale, in quanto è il periodo della luce crescente (più tardi, con il cristianesimo divenne la Candelora, la festa delle candele, per celebrare la purificazione della Vergine Maria e la presentazione di Gesù al Tempio, avvenuta quaranta giorni dopo la sua nascita).

In questa festa del fuoco, i Celti celebravano Brigid (conosciuta con diversi nomi: Brid, Bride, Bridie, Brighid, Brigida, Brigantia…): in origine era la Dea universale (Fanciulla, Amante, Madre e Crona), ma nel corso del tempo è stata associata in particolare con l’aspetto della Dea Fanciulla. Il suo nome proviene dalla radice “breo” (fuoco) ed è la triplice Dea del Fuoco: è il fuoco dell’ispirazione, la Musa, la Dea della poesia (poesia deriva da “poesis”, creazione); è la Dea del focolare; ed è la Dea della forgiatura, la Signora dell’Alchimia che ci apre le porte per entrare in contatto con il Fuoco della Vita (con il cristianesimo si convertì in Santa Brigida).

Il fuoco è l’elemento per eccellenza della trasmutazione, quindi possiamo chiedere a Brigid che ci aiuti a rivelare l’oro della nostra anima, affinché possiamo esprimere la nostra voce autentica.
Felice Imbolc, Francesca Zangrandi

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