Autore: Francesca Quinta Dimesione

24 Feb

NOVENA PREPARATORIA ALL’EQUINOZIO PRIMAVERILE – Online

Dal 12 al 20 marzo, tutti i giorni alle ore 18.30 ora italiana. 

L’equinozio di primavera è una delle fasi più importanti dell’anno, e già nelle antiche culture in questo giorno si celebravano particolari riti e liturgie tanto da essere considerato sacro. Le antiche tradizioni ci offrono tutta una serie di miti legati alla primavera, che hanno al loro centro l’idea di un sacrificio a cui succede una rinascita, e tutti questi miti mostrano l’unione di un simbolismo cosmico, legato al cammino del sole nel cielo, e un simbolismo terrestre legato al risveglio della natura.

La primavera è la stagione della fertilità e degli accoppiamenti rituali, gli hieros gamos, le nozze sacre in cui il Dio e la Dea si accoppiano per propi­ziare la fertilità. E proprio durante l’equinozio maschile e femminile, yin e yang, luce o ombra, sono bilanciati, in quanto è un momento di equilibrio.

Quindi durante questa novena ci prepareremo ad unificare maschile e femminile dentro di noi per poter poi manifestare questa unione anche all’esterno.

Perché proprio 9 giorni? Perché il numero nove rappresenta il compimento di un ciclo, contiene in sé il duplice concetto di inizio e fine, morte e rinascita; in senso elevato, è il numero dell’iniziazione, perché segna la fine di una fase dello sviluppo spirituale e l’inizio di un’altra fase superiore, (simboleggiata dal passaggio dalle unità alle decine).

Ogni incontro dura circa mezz’ora, e tutti sono pensati per preparaci all’equinozio di primavera (lo faremo con esercizi, danze, meditazioni, canti, ecc…).

Costo 33 euro. Chi si iscrive riceverà i dettagli su cosa è necessario tener preparato.

Con Francesca Zangrandi

Info ed iscrizioni all’indirizzo mail info@quintadimensione.net

24 Feb

Chirone in Ariete

Dopo qualche notte passata insonne (chi mi conosce sa che dormo veramente poco, ma è da domenica scorsa che quasi non chiudo occhio), diversi scombussolamenti a livello emotivo e qualche acciacco fisico, ho deciso di scrivere questo articolo sperando possa aiutare qualcuno, dato che ho visto diverse persone stare male in questi giorni.

Lunedì scorso, 18 febbraio, Chirone è entrato nel segno dell’Ariete (vi era già entrato nell’aprile del 2018, ma poi da settembre era stato retrogrado in Pesci), dove vi rimarrà per circa otto anni.

Chirone venne fotografato nel 1977 dall’astronomo Kowal, il quale si rese conto che si trattava di un nuovo corpo celeste. Inizialmente venne annunciata la scoperta di un nuovo pianeta, ma poi alcuni elementi indussero a considerarlo un asteroide.

Kowal volle chiamarlo Chirone perché si trova nell’orbita dopo Saturno e nel mito Chirone era figlio di Saturno: è un personaggio della mitologia greca, figlio di Crono (nel passaggio dalla fase greca a quella romana assunse poi il nome Saturno) e la ninfa Filira; poiché Crono per conquistare Filira si trasformò in un cavallo (in altre versioni fu Filira a trasformarsi in una giumenta per sfuggirgli), Chirone nacque metà uomo e metà cavallo (centauro).

Proprio per il suo aspetto, venne abbandonato dalla madre, la quale chiese e ottenne dagli dei di essere tramutata in tiglio. Chirone venne quindi istruito da Apollo, che suscitò in lui l’amore per l’arte, la medicina e la scienza; divenne molto saggio, tanto che i re della Grecia gli mandavano i loro figli affinché li educasse.

La leggenda narra che fu ferito da una freccia avvelenata, ma gli dei gli avevano conferito il dono dell’immortalità, quindi non poteva guarire e neppure morire. Essendo immortale, sopportò un gran dolore finché non scambiò la sua vita per liberare Prometeo dalla sua sofferenza e morire al suo posto; però, proprio grazie a quella ferita, capì la natura del dolore e divenne un guaritore eccezionale.

Quindi si capisce perché Chirone venga considerato l’archetipo del guaritore ferito, colui che rappresenta le nostre ferite (fisiche, emozionali, mentali e spirituali) e al contempo la nostra guarigione.

Tornando all’asteroide, dopo qualche anno dalla sua scoperta, alcune sue caratteristiche fecero pensare che si trattasse di una cometa più che un asteroide, e nel 1988 finalmente si dedusse che si trattava di una cometa periodica; però anche questa catalogazione non convinceva del tutto, ed attualmente fa parte di una nuova classe di oggetti trans-nettuniani e trans-plutoniani con orbita ellittica, i quali rimangono in alcuni segni per lungo tempo mentre in altri  corrono via veloci.

I primi sette pianeti del sistema astrologico (Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) sono visibili ad occhio nudo e potremmo dire che, in quanto proiezioni esteriori del nostro universo interno, rappresentano la coscienza, mentre i pianeti remoti (Urano, Nettuno e Plutone), scoperti solo con il telescopio, esprimono piuttosto la trascendenza, l’inconscio collettivo, e portano l’inconscio alla soglia della coscienza dell’io.

Chirone si trova giusto a metà tra l’ultimo pianeta della coscienza e il primo della trascendenza, come se fosse un ponte, quindi simbolicamente riunifica ciò che è separato, disgregato: secondo il mito, Chirone era un centauro, con il corpo diviso a metà, come se ci fosse una scissione mente-corpo, ma secondo la sua posizione astronomica sfiora il mondo di Urano ed entra in quello di Saturno, come se volesse portare alla coscienza qualcosa che sta fuori dalla coscienza.

A livello mistico potremmo dire che rappresenta la nascita dell’uomo nuovo: Chirone non può essere lì da quando si è costituito il sistema solare, in quanto avrebbe già perso la sua attività di cometa; è lì da circa un milione di anni, più o meno da quando comparve l’Homo erectus. Con il tempo la sua orbita diventerà sempre più instabile, avvinandolo al Sole e spogliandolo progressivamente degli elementi volatili (dopotutto, anche nel mito Chirone divenne mortale).

Il glifo che lo rappresenta mostra una lettera K appoggiata su un cerchio ricordando l’iniziale di Kowal, ma nel complesso ricorda la forma di una chiave, la quale può sia aprire che chiudere. Ma Chirone apre la porta dello spazio in cui conserviamo il bagaglio che ci portiamo dietro (non solo di questa vita, ma anche delle precedenti) e dove risiedono tutte le nostre ferite, anche quelle karmiche. Possedere questa chiave significa essere padroni di noi stessi e accedere alla nostra natura profonda.

Quindi potremmo dire che Chirone rappresenta il Maestro Guaritore, colui che è capace di sanare le ferite interiori e riscoprire  i talenti innati; sarà colui che nell’era dell’Acquario  ci darà la possibilità di guarire la grande ferita collettiva.

Ora Chirone si trova nel segno dell’Ariete e ci porta la guarigione della ferita dell’invisibilità, il non essere riconosciuti per le nostre capacità, aiutandoci a trovare il nostro posto nella vita; ci spinge ad esprimere la nostra verità, lasciando da parte la sensazione di inadeguatezza e di non merito. Chirone ci chiama al risveglio chiedendoci di riconoscere la nostra unicità, i nostri talenti ed esprimendoli senza paura, lasciando andare ciò che già non vibra alla nostra frequenza (siano circostanze o persone).

Quindi esploriamo l’ignoto, arriviamo dove nessuno è mai arrivato, sfondando barriere consolidate, per esprimerci finalmente con sicurezza, sincerità e onestà, senza paura di essere giudicati o rifiutati.

Ahava, Francesca Zangrandi

19 Feb

Festa delle Lanterne

Oggi in Cina si festeggia la Festa delle Lanterne, che chiude il ciclo delle festività del Capodanno Cinese.
Questa festa corrisponde anche alla prima notte di luna piena del calendario cinese e annuncia l’arrivo della primavera.

Il nome deriva dalla tradizione di accendere lanterne colorate dopo il calar del sole: accenderle è un rito propiziatorio per l’anno nuovo, quindi si esprimono desideri e si affidano alle lanterne i sogni per i mesi a venire.

Come molte delle tradizioni più antiche, non è semplice individuare chiaramente l’origine dell’evento perché vi sono legate molte storie e leggende. Comunque il significato principale è legato all’arrivo della primavera e all’allontanamento dei demoni e degli spiriti maligni, grazie anche alla danza del leone.

La danza del leone è una danza rituale usata in tutto l’Oriente (con molteplici varianti) in diverse occasioni della vita sociale per propiziare buoni auspici e fortuna, e in Cina è uno degli spettacoli più popolari della Festa delle Lanterne.
La danza del leone (“Mou Si” in cantonese o “Wu Shi Zi” in mandarino) si divide in danza del nord e danza del sud: nella Cina del Nord la danza del leone si concentra sull’abilità degli esecutori, mentre al Sud si pone maggiore enfasi alla somiglianza con l’animale. La forma però è rimasta invariata: vi sono due atleti, uno gestisce la parte superiore del corpo controllando le zampe anteriori, il movimento della testa, degli occhi e della bocca; l’altro ha una visuale piuttosto ridotta, si occupa del corpo e della coda ed è agganciato al primo, controllando i movimenti delle zampe posteriori e del bacino, e deve essere abile nel mimare con le movenze del corpo gli atteggiamenti eseguiti dalla testa.
Accompagnati da un sottofondo musicale (che prevede un tamburo, due piatti e un gong), i leoni danzano, saltano o compiono esibizioni difficili come camminare sui trampoli.
La danza del leone nella Cina del Sud è più legata al mondo marziale: conosciuta anche come “Nan Si” (leone del sud) o “Xing Si” (leone che esprime potenza).

La nascita della danza appartiene al periodo storico più antico, durante le invasioni delle popolazioni barbare, assieme al concetto di “Xing Si”, appellativo guadagnato dai cinesi che si battevano in maniera molto valorosa. Molte le storie o le leggende sviluppate intorno all’origine della danza del leone, spesso legate all’esigenza rurale di propiziazione dei raccolti o alla necessità di esorcizzare carestie, malattie e ancora per richiamare l’attenzione delle entità soprannaturali per riceverne favori e fortuna.
Francesca Zangrandi

19 Feb

Luna piena in Vergine

Oggi è luna piena in Vergine, seconda Superluna dell’anno e per di più la più vicina alla Terra delle tre Superlune di quest’anno.

Il Sole è appena entrato nel segno dei Pesci, quindi l’ultima interazione polare della stagione invernale è l’asse Vergine-Pesci. Il segno dei Pesci rappresenta l’infinito, è imprevedibile, sfuggente ed estatico, mentre il segno della Vergine rappresenta i dettagli, è scrupoloso, analitico e focalizzato. Quindi questi due segni mettono in mostra le divisioni, anche in noi, ma allo scopo di riunificarci interiormente e trovare un equilibrio tra concretezza e spiritualità.

Il segno della Vergine è governato da Mercurio, che si trova nella zona d’ombra (preparatoria) della retrogradazione, congiunto a Nettuno nel segno dei Pesci.
Gli aspetti tra questi due pianeti indicano i rapporti tra due forze complementari sul piano dell’intelligenza, ossia la percezione intellettiva e l’intuizione intellettiva. E quando Mercurio e Nettuno sono congiunti, l’intuizione è al servizio dell’intelligenza e questa viene permeata dalla volontà di metamorfosi.

In Astrosofia i pianeti sono stati associati ai principali chakra:; Mercurio è associato al primo chakra e Nettuno al settimo.
Questi due chakra sono gli unici (nel sistema dei sette chakra principali) che non hanno contemporaneamente direzione frontale e dorsale, ma sono congiunti da un’unica linea eterica che unisce la sommità del capo con la zona genitale, attraversando tutti gli altri chakra.

Giusto a metà di questa linea eterica, si trova il quarto chakra, il chakra del cuore, la sede dell’energia divina della corona e dell’impulso vitale proprio della zona genitale, il luogo che unisce le forze provenienti da sopra e da sotto, dall’interno e dall’esterno; è quindi il luogo dove materiale e spirituale si incontrano.
Questo chakra è considerato la porta d’accesso dell’anima e qui ha origine ogni forma d’amore. Quindi apriamoci all’alchimia dell’amore e permettiamo all’amore di aprire il nostro cuore; entriamo nel cuore e chiediamogli cosa manca nella nostra vita per avvicinarci alla versione migliore di noi stessi.

Ci sono due correnti energetiche che attraversano i chakra, una discendente e l’altra ascendente: la prima è manifestante e la seconda è liberatoria, ossia ci fa uscire dai limiti del piano manifesto per raggiungere stati dell’essere più espansivi.
La corrente liberatoria è quella che si sottolinea più spesso perché si crede porti a una liberazione personale, ma anche la corrente discendente è importante, in quanto è quella che ci permette di manifestarci e di mettere a frutto le idee dandogli una forma tangibile.

Quindi facciamo dialogare la mente con il cuore e affidiamoci al sentire più che alla ragione; colleghiamoci con il nostro intuito e lasciamo che l’energia si condensi sempre più, manifestando concretamente la nostra verità (dopotutto la Vergine è un segno di Terra).
Buona luna piena, Francesca Zangrandi

5 Feb

Capodanno Cinese

Il Capodanno Cinese, conosciuto anche come Festa di Primavera o capodanno lunare, è la festa più importante dell’anno in Cina, tanto che il periodo di festa dura ben sedici giorni: ci si riunisce in famiglia, si fanno offerte alle divinità e agli antenati, si pulisce la casa per eliminare il vecchio e far posto alla felicità e alla fortuna che porta il nuovo anno, ecc…
Questa festa non ha una data fissa perché segue il calendario lunare tradizionale, e il capodanno coincide con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, quindi quest’anno cade proprio oggi, 5 febbraio.

L’origine del Capodanno cinese risale ad una leggenda di un tempo lontano, nel quale viveva in Cina (negli abissi marini o in montagna) il mostro Nian che, una volta all’anno, usciva dal suo nascondiglio alla caccia di umani e in particolare di bambini. La leggenda narra che il mostro aveva due punti deboli: il colore rosso ed i rumori forti.
Per questo motivo il rosso è diventato il colore del capodanno cinese (tutto viene decorato di rosso, il colore di buon auspicio, e ovunque vengono appese lanterne rosse), e la tradizione prevede molte attività “rumorose”, come canti, balli, musica, fuochi d’artificio e petardi.

Nella tradizione cinese, ai diversi anni sono ciclicamente assegnati dodici differenti animali: la leggenda narra che questi animali (il topo, il bue, la tigre, il coniglio, il drago, il serpente, il cavallo, la capra, la scimmia, il gallo, il cane e il maiale) siano stati selezionati in quanto hanno risposto alla chiamata del Buddha.
Questi animali sono collegati alla vita quotidiana degli antichi cinesi o comunque importanti nella cultura tradizionale per il loro significato simbolico; e si susseguono in un ordine ben preciso, determinato dall’alternanza di yin e yang.

Oggi entriamo nell’anno del Maiale, ultimo animale dello zodiaco cinese, e quest’anno è associato all’elemento Terra (anche lo zodiaco cinese segue la teoria dei cinque elementi o movimenti, quindi ogni anno del Maiale è associato ad un elemento diverso).
Il segno del Maiale viene associato alle caratteristiche di gentilezza, accondiscendenza, generosità, coraggio ma anche di irascibilità; è un segno conservatore, amante dei piaceri della vita, attento al benessere materiale. Quindi questo potrebbe essere un anno in cui staremo più attenti a tutto ciò che rende più stabile e concreta la nostra vita, compresi i beni materiali e il denaro. Infatti non dobbiamo dimenticare che ci vuole equilibrio tra spirito e materia, e che dobbiamo appagare sia l’anima che il corpo.
Ahava, Francesca Zangrandi

4 Feb

Luna nuova in Acquario

Oggi è luna nuova in Acquario, segno d’Aria.
In alcune culture il ciclo lunare del mese di febbraio viene chiamato “luna immacolata”, dal latino “immaculatus”, “in-macula”, che significa senza macchia o non trasformato. La Dea Fanciulla non ha ancora partorito e porta nel grembo il seme della trasformazione.
Infatti l’Acquario è un segno che invita a intraprendere una nuova direzione e fornisce una nuova visione delle cose: è tradizionalmente raffigurato con un uomo che porta un’anfora (a volte due) da cui viene versata a terra dell’acqua, simbolo di benedizione e protezione. È ancora inverno e fa freddo, ma le giornate si allungano; la terra è ancora spoglia, ma presto darà i suoi primi segni di rinascita; e l’annuncio della rinascita primaverile fa dell’Acquario un segno proiettato verso il futuro, portato a creare e a fare progetti.

Sole, Luna e Mercurio sono congiunti nel segno dell’Acquario, il quale è dominato da due pianeti, Saturno e Urano, che aprono la porta verso la dimensione più profonda del nostro essere. Come la natura in questo momento è completamente ritirata in se stessa a contemplare i suoi tesori nascosti da portare poi alla luce al momento opportuno, così l’energia di Saturno e Urano si manifesta in noi: alla preparazione e concentrazione di Saturno segue l’azione e manifestazione di Urano, e così via in un’alternanza necessaria alla realizzazione del nostro potenziale presente già dalla nascita e dormiente finché non lo risvegliamo.
Siamo quindi chiamati a metterci in gioco e a dar voce alle nostre idee affinché prendano forma e si concretizzino.

Urano sta terminando la sua permanenza nel segno dell’Ariete, e con la prossima luna nuova di marzo entrerà nel segno del Toro, dove rimarrà per sette anni, rivoluzionando la base della nostra sicurezza materiale e il rapporto che abbiamo con le nostre risorse e i nostri mezzi.
Urano in Toro ci spinge a un cambio radicale di valori: Urano ha la stessa origine etimologica di “uragano” ed è proprio questa l’immagine che evoca. La radice “ur” è molto antica: Ur era il nome di un’antica città mesopotamica (nell’odierno Iraq meridionale) del 3000 a.C. la cui scoperta ha rivelato al mondo gli splendori della civiltà sumerica e babilonese.
Ur è anche la seconda lettera delle Rune: in tutte le versioni runiche, tranne quella nordica antica, questa runa è simbolo della forza primitiva, che appare nelle sembianze di un animale selvaggio, ormai estinto, detto uro (Bos primigenius). Analogamente alle qualità dell’uro, ur incarna la forza indomita, la perseveranza e la resistenza vitale che sono nascoste dietro al potenziale creativo.

Quindi apriamoci a una nuova visione della nostra realtà; volgiamo lo sguardo verso il futuro e prepariamoci a riallinearci con i nostri desideri e la nostra vera natura.
Buona luna nuova, Francesca Zangrandi

2 Feb

Candelora

Il periodo invernale, che dalle feste solstiziali conduce all’equinozio primaverile, è contrassegnato da feste e cerimonie di segno diverso.
Per i Celti l’1 febbraio si festeggiava Imbolc. L’etimologia della parola è controversa: “grande pioggia”, che può riferirsi ai mutamenti climatici della stagione ma anche all’idea di una purificazione dalle impurità invernali, o “nel sacco”, inteso come “nel grembo”, con riferimento simbolico al risveglio della natura nel grembo della Madre Terra. È la festa del fuoco, inteso sotto il suo aspetto di luce, e viene onorata Brigit.
Nell’antica Roma i primi giorni di febbraio si festeggiava il ritorno della Dea Februa, fertile e viva; essa trionfa sul Dio della morte che ha purificato tutto col gelo dell’inverno. E dalla purificazione nasce il primo verde, che viene a ridare vita alla terra: i primi germogli spuntano e si avvertono i primi sintomi di una nuova nascita. “Febrarius”, “februare” e “februa” sono termini molto antichi nella lingua latina che significano purificare, espiare, purificazione, connettendo quindi il mese di febbraio ai riti purificatori e alla purificazione.
Per i cristiani il 2 febbraio si festeggia la Candelora: si benedicono e si distribuiscono ai fedeli candele, simbolo del nuovo fuoco vitale che riappare in natura per grazia divina, preparando la primavera.
Alla Candelora si riferiscono proverbi che ne testimoniano la funzione di giorno magico dal quale si possono trarre pronostici. Ad esempio:
“Per la Santa Candelora
se nevica o se plora
dell’inverno siamo fora;
ma se è sole o solicello
siamo sempre a mezzo inverno”.
O ancora:
“Della cera la giornata
ti dimostra la vernata,
se vedrai pioggia minuta
la vernata fia compiuta,
ma se vedi sole chiaro
marzo fia come gennaio”.
Tutti gli esseri viventi seguono il ritmo delle stagioni, e questo è il periodo in cui ci si scrolla di dosso le impurità dell’inverno per prepararsi al risveglio della primavera. La campagna si riammanta di verde, la vita degli animali riprende, gli insetti riconquistano il loro regno, lo scioglimento dei ghiacci permette alle acque di tornare a scorrere, il giorno si allunga e ruba ore alla notte… quindi buona purificazione a tutti!
Francesca Zangrandi

1 Feb

Imbolc

Oggi, 1 febbraio, siamo giusto a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, e si celebra Imbolc, la festa della Dea Fanciulla.
Durante il solstizio d’inverno la Dea ha partorito il nuovo Sole-bambino ed ora, dopo la prima quarantena del puerperio, la sua energia è rinnovata: la Dea Fanciulla rappresenta il nuovo che rinasce dal vecchio, è la luce dopo le tenebre.

In natura è il momento in cui si cominciano a notare i primi segni della vita che ritorna: le ore di luce aumentano ogni giorno, cominciano ad apparire i primi fiori ed inizia a scorrere la prima acqua che arriva dallo scioglimento della neve; la vita giace ancora dormiente nei semi della Terra e nelle radici delle piante e degli alberi (uno dei significati della parola “Imbolc” è proprio ” nel ventre” – della Madre Terra), ma viene stimolata e accelerata dal tocco della Dea Fanciulla. Un altro significato della parola”Imbolc” è “latte di pecora”: infatti questo è il momento in cui nascono i primi agnellini dell’anno e il primo latte della pecora segnala il fiorire della nuova vita.
E questi segnali di rinnovata energia li notiamo anche in noi stessi: infatti, la nostra attenzione inizia a dirigersi verso l’esterno ed iniziamo a sognare e nutrire nuove idee, nuovi concetti e nuovi modi di pensare; la nuova energia ci aiuta a liberare la mente e a focalizzare bene dove dirigere i nostri passi.

Imbolc è una delle quattro feste celtiche dette “feste del fuoco”: l’accensione rituale di fuochi e falò ne costituisce la caratteristica essenziale, in quanto è il periodo della luce crescente (più tardi, con il cristianesimo divenne la Candelora, la festa delle candele, per celebrare la purificazione della Vergine Maria e la presentazione di Gesù al Tempio, avvenuta quaranta giorni dopo la sua nascita).

In questa festa del fuoco, i Celti celebravano Brigid (conosciuta con diversi nomi: Brid, Bride, Bridie, Brighid, Brigida, Brigantia…): in origine era la Dea universale (Fanciulla, Amante, Madre e Crona), ma nel corso del tempo è stata associata in particolare con l’aspetto della Dea Fanciulla. Il suo nome proviene dalla radice “breo” (fuoco) ed è la triplice Dea del Fuoco: è il fuoco dell’ispirazione, la Musa, la Dea della poesia (poesia deriva da “poesis”, creazione); è la Dea del focolare; ed è la Dea della forgiatura, la Signora dell’Alchimia che ci apre le porte per entrare in contatto con il Fuoco della Vita (con il cristianesimo si convertì in Santa Brigida).

Il fuoco è l’elemento per eccellenza della trasmutazione, quindi possiamo chiedere a Brigid che ci aiuti a rivelare l’oro della nostra anima, affinché possiamo esprimere la nostra voce autentica.
Felice Imbolc, Francesca Zangrandi

29 Gen

Come acqua

Fluire, come l’acqua.
Scorrere con la vita, senza attaccamenti.
Senza forma, adattandosi a ciò che viene,
ma sempre consapevoli della propria essenza.
Leggerezza,
ma andando in profondità.
Rimanendo,
ma andando lontano.
Essendo
e vivendo la propria unicità,
esprimendo la propria voce divina.

Francesca Zangrandi

20 Gen

Luna piena in Leone ed eclissi lunare totale

Domani mattina ci sarà luna piena in Leone, accompagnata dalla prima ed unica eclissi lunare totale dell’anno (la prossima sarà a maggio 2021); e per di più sarà una Superluna in quanto sarà al perigeo, nel punto di minima distanza dalla Terra.

Durante l’eclissi lunare la Terra si trova tra il Sole e la Luna, impedendo così al Sole di illuminare la Luna; e quando l’eclissi lunare è totale, Sole, Terra e Luna sono perfettamente allineati, di modo che la Terra copre completamente la Luna.
Questa eclissi in un certo modo va a chiudere un ciclo energetico che era iniziato il 21 agosto 2017 con l’eclissi solare totale nel segno del Leone, ossia ci chiede di lavorare ad un livello diverso, più profondo, aprendoci completamente alla nostra essenza.

Il termine “essenza”, secondo la concezione aristotelica, significa “ciò per cui una certa cosa è quello che è, e non un’altra cosa”.
Infatti è ora di riconoscere, esprimere e manifestare la nostra vera essenza. L’insegnamento del Leone ci parla di identità e unicità: vuole che ci sentiamo legittimati ad essere noi stessi, che ci esprimiamo liberamente e che condividiamo noi stessi con il mondo.

Quindi è ora di lasciar andare la personalità, demolendo il castello di illusioni che abbiamo costruito nel tempo e dando spazio alla nostra essenza affinché possa esprimersi in totale libertà. Lasciandola libera ci fonderemo con il tutto, sentiremo la connessione con altre anime, il legame con tutte le forme di vita (tra l’altro per gli indiani d’America la Madre Clan di questo ciclo lunare è Parla con le Relazioni, madre della natura, che ci insegna a comprendere i linguaggi non detti della natura).

E più vivremo la nostra essenza, più ci sentiremo nuovi; ma allo stesso tempo percepiremo che l’essenza non è nuova, in quanto è sempre stata dentro di noi. Ed esprimendo la nostra essenza, vivremo nel cuore ed entreremo nell’armonia dell’universo.
La nostra essenza è l’espressione della luce che tutto contiene, dell’amore che tutto manifesta, quindi prepariamoci a vivere nell’amore, con l’amore, per l’amore e dall’amore.
Buona luna piena, Francesca Zangrandi

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