Tag: Saturno

1 Mag

Maria Maddalena ci parla dell’amore

La settimana scorsa nella newsletter (se non sei iscritto e vuoi farlo, puoi cliccare qui) ho parlato delle cinque fasi che caratterizzano una crisi, approfondendo soprattutto le prime due fasi, in quanto sono strettamente relazionate con il momento che stiamo vivendo: lo scorso 24 aprile Plutone, associato ad Ade, il dio del mondo sotterraneo, è entrato in moto retrogrado e il 30 aprile anche Saturno; per di più i due sono congiunti con il Nodo Sud nel segno del Capricorno, ed ho scoperto che questo non succedeva dall’anno 894… Come a dire che veramente ci troviamo in un momento storico più unico che raro!

 

Quando Plutone è retrogrado, ci spinge ad immergerci senza paura nelle profondità del passato e lasciar andare tutto ciò che è stato, siamo stati e ci è appartenuto, per avvicinarci alla nostra verità più autentica, mentre Saturno retrogrado ci aiuta nell’essere più consapevoli sia delle nostre forze, sia di appartenere al pianeta.

Sia Saturno che Plutone sono pianeti legati al karma: il termine “karma” viene dal sanscrito “karman” che significa “azione, operazione”; nella religione e filosofia indiana indica il frutto delle azioni compiute , ossia ad ogni azione corrisponde un’azione di riflesso. Quindi non necessariamente ha un’accezione negativa (anche se molta gente utilizza questo termine come se si trattasse di un peccato commesso che richiede una punizione divina); piuttosto potremmo dire che il karma è un complesso di situazioni che risponde alla legge di causa-effetto e che quindi ci creiamo noi stessi con il nostro operato.

 

Stiamo tutti vivendo un momento di grandi trasformazioni, probabilmente a momenti ci sentiamo anche mancare la terra sotto i piedi, ma ricordiamoci che facciamo parte di un piano più grande di noi, e che la nostra anima ha scelto di incarnarsi proprio in questo periodo storico per un motivo, quindi non dobbiamo aver paura, ma affidarci e fidarci.

Quanto più cerchiamo di resistere al cambiamento, afferrandoci disperatamente al conosciuto, tanto più sarà doloroso il processo, come se venissimo sradicati brutalmente invece che fluire semplicemente.

 

Come detto nella scorsa newsletter, nelle prime due fasi della crisi l’ego non vuole cambiare, né morire, vuole solamente che le cose tornino ad essere come le conosceva, facendoci quindi resistere con dolore e sofferenza ad ogni cambiamento, facendoci sentire frammentati ed impotenti. E l’ego continua a cercare la chiave per ritornare dove desidera, nel conosciuto (anche se fonte di sofferenza), per di più aspettandosi che tutto cambi facilmente e rapidamente.

Ma sappiamo che non può essere così: questo è il momento di accettare ciò che stiamo vivendo, non è il momento di fare nulla, se non stare ed essere, aprendoci alla possibilità di creare una nuova versione di noi stessi, più autentica e allineata alla nostra anima, senza rimanere ancorati al nostro vecchio IO.

 

Lo scorso gennaio ho canalizzato un messaggio di Maria Maddalena, ma mi è stato suggerito di aspettare a condividerlo, di attendere il momento giusto; ed ora quel momento è arrivato, quindi vi lascio le sue parole:

 

“Amore. Solo l’amore può riempire un cuore vuoto, solo l’amore può alleggerire un cuore appesantito, solo l’amore può guarire un cuore ferito.

L’amore ci salverà.

Non importa quanta sofferenza abbiamo vissuto, quante pene abbiamo sofferto; se entriamo nell’amore aprendo completamente il nostro cuore e inebriandoci dell’amore più puro, esisterà solo il presente, solo l’amore, e tutto ciò che è stato scomparirà, sarà sanato.

L’amore ci nutre, ci riempie, ci dà sostegno. L’amore ci libera, ci dà libertà e leggerezza. L’amore ci dà presenza e concretezza. L’amore è tutto.

Entrate nel cuore, percepite e assaporate l’amore, lasciatevi inebriare dalla sua grandezza e potenza. E se fa male, se c’è ancora del dolore, ricordate che è solo uno spazio vuoto. Respirate, riempite questo spazio vuoto con il respiro divino, con l’amore, e tutte le barriere, tutte le maschere, tutte le protezioni cadranno. Esisterà solo l’amore; e nell’amore incontrerete la pace e la salvezza. Nell’amore incontrerete la Verità. E vivendo nell’amore, con amore, per l’amore e partendo dall’amore, potrete esprimere la vostra Verità più profonda, essere la vostra Verità, senza paure né limitazioni.

Permettete all’amore di espandersi e di riempire i vostri cuori, affinché tutti possiamo vivere il nostro proposito sacro, la nostra Verità; affinché tutti possiamo esprimere la nostra vera essenza.

Così sia, così è!”

 

Ahava, Francesca Zangrandi

25 Apr

Crisi e congiunzioni planetarie

Nella newsletter della settimana scorsa ho parlato di crisi visto che eravamo prossimi alla Pasqua, un momento in cui a livello trascendentale abbandoniamo le parti di noi che non ci corrispondono più per poterci manifestare nella nostra essenza più pura.

Però mi sono resa conto che effettivamente per molte persone questo è proprio un momento di crisi, lo vedo quotidianamente nel mio lavoro: chi è in crisi con sé stesso, non sa cosa fare della sua vita; chi è in crisi con il proprio compagno o compagna, chiedendosi se sia il caso di continuare o no la relazione; chi è in crisi lavorativa e si chiede se ciò che sta facendo sia o no ciò che desidera continuare a fare; ma potrei continuare con moltissimi altri esempi, perché ognuno ha la sua storia.

Partiamo dall’etimologia della parola “crisi” (credo che ormai l’abbiate capito che a me piace tanto!): deriva dal greco “krisis” che significa “scelta, decisione” e dal verbo “krino” che significa “separare, distinguere, cernere”, ricordandoci quindi che è il momento di fare delle scelte e decidere se passare da un vecchio schema ad uno nuovo.

E se prendiamo l’ideogramma cinese di “crisi”, vediamo che è composto da due sillabe, scritte ognuna con un carattere diverso: wēi (危), che significa “pericolo”, e (機/机), che significa “momento cruciale”, rimarcando anche qui che si tratta di un momento difficile che richiede una scelta risolutiva.

Quindi ciò che chiamiamo crisi è un momento cruciale della nostra vita in cui tutte le nostre certezze crollano facendoci vacillare, dandoci l’impressione che manchi il terreno sotto i nostri piedi e generando in noi uno stato di ansia apparentemente incomprensibile.

E in questo mese di aprile 2019 tutti gli astri ci hanno spinto e ci stanno spingendo a fare pulizia, a distruggere il vecchio e rinascere: oltre ai tre pianeti retrogradi (Giove, Saturno e Plutone), Plutone è congiunto al Nodo Sud in Capricorno (cosa non così frequente visto che capita ogni 17 anni) e la prossima settimana anche Saturno sarà congiunto al Nodo Sud in Capricorno (cosa ancora più rara che i due pianeti siano congiunti al Nodo Sud nello stesso periodo, il che rende questo momento abbastanza cruciale).

Plutone è il pianeta più lento e impiega ben 248 anni a compiere la sua rivoluzione, cioè il suo giro intorno allo zodiaco; è entrato nel segno del Capricorno nel 2008 (dove vi resterà fino al 2024) aprendo una porta che ci ha permesso di entrare in un luogo di grandi pulizie, soprattutto a livello di anima.

Plutone ha un’altissima vibrazione energetica, capace di distruggere tutto, creando le condizioni ideali per ripartire letteralmente da zero, attraverso una metamorfosi e una rigenerazione radicale. Il segno del Capricorno è governato da Saturno, pianeta del Karma, quindi Plutone, quando è entrato nel segno, ha iniziato una fase di pulizia karmica: di certo non un lavoro facile, visto che ci fa entrare nelle nostre ferite per sanarle direttamente alla radice; ma questo lavoro è stato ed è assolutamente necessario per innalzare le nostre frequenze e prepararci al salto dimensionale.

Sì, ci troviamo a vivere un periodo di grandi trasformazioni, spesso sofferte, ma credo che sia importante ricordare che, anche se ci destabilizza, la crisi ci porta in realtà anche ad una fase evolutiva: proprio perché ci porta ad un equilibrio instabile, siamo più propensi a trovare un nuovo modo per rapportarci con noi stessi e con gli altri, fino a raggiungere un nuovo equilibrio.

Infatti, la crisi passa per cinque tappe (ne parlerò più dettagliatamente nella newsletter di domani, quindi se non l’hai ancora fatto ma vuoi iscriverti, puoi cliccare qui), l’ultima delle quali è proprio il ristabilimento di un nuovo ordine, che si trova sempre ad un livello superiore di coscienza rispetto a quello iniziale.

Inoltre, dobbiamo tener presente che sia il Nodo Sud, sia Saturno che il segno del Capricorno, sono tutti associati al passato, alla famiglia e agli antenati, quindi potremmo trovarci a lavorare su questioni legate al lignaggio familiare o su aspetti personali che abbiamo ereditato, o ancora su abitudini profondamente radicate nella nostra anima e nella memoria karmica.

Infine, Saturno è considerato anche il pianeta delle responsabilità, quindi questo potrebbe essere proprio il momento perfetto per assumerci la responsabilità della nostra vita affinché possa prendere la direzione che sentiamo essere la migliore per noi.

Buone scelte,

Francesca Zangrandi

5 Mar

Urano in Toro

I transiti planetari corrispondono a transiti che si manifestano anche al nostro interno, quindi possiamo considerare il movimento dei pianeti come la lettura di nostre parti; ed io devo dire che Chirone l’ho sentito e lo sto sentendo molto (chi ha letto l’articolo sull’entrata di Chirone in Ariete, sa che nelle ultime due settimane ho dormito pochissimo, per non dire nulla). E questa sua presenza si è manifestata esplicitamente nella mia vita, anche se inizialmente non sapevo cosa significassero le cose strane e rare che mi succedevano, qual era il messaggio che dovevo leggervi.

Per esempio per alcuni giorni la candela bianca del mio altare (ne tengo una rossa ed una bianca) ha avuto due fiamme, anche se lo stoppino era uno solo: i primi giorni la fiamma principale si divideva in due, poi tornava ad essere una, e lo faceva alcune volte; ma poi, con il passare dei giorni, la fiamma si divideva e rimaneva la principale, più una piccolina, che bruciava sul lato, senza stoppino. Lo so, sembra impossibile, quindi ti inserisco qui una foto che ho fatto.

Poi un giorno ho avuto un’illuminazione: Chirone! Perché ho pensato a lui? Perché non ha una sua orbita, ma utilizza quella di altri pianeti (e nella candela succedeva che la fiamma piccolina utilizzava lo stoppino per accendersi, ma poi bruciava per conto suo, nella pura e semplice cera).

E mettendo insieme una serie di cose che mi erano capitate, ho capito che era proprio lui che percepivo, così mi sono messa in uno stato di ricezione per capire cosa voleva comunicarmi. (E da quando ho capito il messaggio, la fiamma non si è più sdoppiata.)

Ora da alcuni giorni ho iniziato a notare altre sincronicità, ma questa volta ho cercato di prestargli attenzione fin dall’inizio, ed ho capito che ciò che stavo percependo era la presenza di Urano, che sta per entrare nel segno del Toro.

Per migliaia di anni si è pensato che Saturno fosse l’ultimo pianeta del sistema solare, ma nel 1781 William Herschel scoprì Urano, in maniera del tutto casuale e inaspettata; e questa scoperta coincise con un periodo storico di grandi rinnovamenti sociali, economici e politici, tra due grandi rivoluzioni, quella americana e quella francese. Quindi questo già ci dice che è il pianeta delle rivoluzioni, dei cambi radicali, dell’imprevisto, della rottura degli schemi e delle strutture esistenti, al fine di permettere al nuovo di entrare.

Effettivamente, mentre gli altri pianeti ruotano su un asse orizzontale attorno ad un asse verticale, Urano ha un equatore più o meno verticale che ruota su un asse orizzontale, facendoci capire che vuole rompere le regole del gioco, mostrandoci che esiste sempre un ulteriore punto di vista, chiedendoci di abbandonare le nostre sicurezze e riscoprire il nostro essere. E il suo simbolo ricorda un’antenna che punta verso il cielo, sintonizzandosi su ciò che ancora non, pronta a catturare il nuovo.

Urano è il primo dei pianeti transaturniani, che nell’astrologia umanistica vengono considerati trascendenti, ossia strettamente legati all’evoluzione individuale e collettiva. Ogni circa sette anni si sposta di segno e il suo ciclo di rivoluzione dura 84 anni (dopo 84 anni torna esattamente dove si trovava al momento della nostra nascita), quindi è l’ultimo pianeta che può completare la sua rivoluzione nell’arco di una vita umana.

Per questo i pianeti lenti sono anche definiti generazionali: la loro posizione persiste per anni in un segno influenzando ed evidenziando i cambiamenti della collettività. Mentre Saturno, secondo la psicologia astrologica, ha a che fare con la formazione dell’Io, Urano è il collegamento tra la psiche individuale e quella collettiva.

Negli anni scorsi Urano si trovava nel segno dell’Ariete, il segno dell’ “io sono”, quindi ci ha spinto a ricercare noi stessi; ma ora in Toro ci chiede di superare i nostri limiti personali, di diventare ciò che abbiamo scoperto di essere, di arrenderci a ciò che siamo, accettandoci senza più scuse.

Ovviamente per ognuno di noi l’impatto sarà diverso a seconda della nostra carta natale, ma a livello collettivo  metterà in gioco il tema dei valori personali, delle sicurezze materiali (denaro e beni materiali) e di quelle affettive. Ci chiede di lasciar morire quelle parti che non sono più funzionali dentro di noi e nelle nostre vite, per cui potremo sentirci smarriti: la transizione da un vecchio schema di vita ad uno nuovo ci mette letteralmente in crisi (e la parola “crisi” viene dal greco “krisis”, che significa “scelta, decisione”, e dal verbo “krino”, che significa “distinguere, giudicare”); crolleranno delle certezze e, fintanto che non ne avremo costruite di nuove, le nostre fondamenta potrebbero vacillare, facendoci sperimentare ansia, paura, irritazione, inadeguatezza. In fin dei conti le trasformazioni riguardano non solo la realtà fisica, ma anche quella emotiva; però quanto più resistiamo a questi cambiamenti, tanto più il transito lo vivremo in modo negativo, quindi cerchiamo di fluire con queste energie di rinnovamento, ricordandoci che il cambiamento è lo strumento che ci permette di essere la piena manifestazione di ciò che siamo e da cui ci siamo allontanati.

Cosa siamo venuti a fare qui? Cosa siamo chiamati a condividere con il mondo? Urano ci chiede di metterlo in atto, e la sua posizione nel nostro tema natale, più la sua relazione con gli altri pianeti, ci indicano cosa siamo chiamati a fare in questa vita.

E se ci rendiamo conto che ciò che stiamo facendo non corrisponde a ciò che siamo venuti a fare, questo è il momento di cambiare; perché se non lo facciamo noi, Urano troverà comunque il modo, ma probabilmente non sarà un cambiamento lieve.

Quindi apriamoci all’opportunità di raggiungere e provare qualcosa di completamente nuovo, di camminare su strade mai percorse prima; osiamo, usciamo dalla nostra zona di comfort e cerchiamo ciò che veramente ci nutre.

Ricordiamoci che abbiamo anche Chirone in Ariete, e lui è il ponte tra il vecchio e il nuovo, quindi non abbiamo più scuse, questo è il momento di essere autentici, liberi dai condizionamenti e dalle imposizioni.

Ahava, Francesca Zangrandi

24 Feb

Chirone in Ariete

Dopo qualche notte passata insonne (chi mi conosce sa che dormo veramente poco, ma è da domenica scorsa che quasi non chiudo occhio), diversi scombussolamenti a livello emotivo e qualche acciacco fisico, ho deciso di scrivere questo articolo sperando possa aiutare qualcuno, dato che ho visto diverse persone stare male in questi giorni.

Lunedì scorso, 18 febbraio, Chirone è entrato nel segno dell’Ariete (vi era già entrato nell’aprile del 2018, ma poi da settembre era stato retrogrado in Pesci), dove vi rimarrà per circa otto anni.

Chirone venne fotografato nel 1977 dall’astronomo Kowal, il quale si rese conto che si trattava di un nuovo corpo celeste. Inizialmente venne annunciata la scoperta di un nuovo pianeta, ma poi alcuni elementi indussero a considerarlo un asteroide.

Kowal volle chiamarlo Chirone perché si trova nell’orbita dopo Saturno e nel mito Chirone era figlio di Saturno: è un personaggio della mitologia greca, figlio di Crono (nel passaggio dalla fase greca a quella romana assunse poi il nome Saturno) e la ninfa Filira; poiché Crono per conquistare Filira si trasformò in un cavallo (in altre versioni fu Filira a trasformarsi in una giumenta per sfuggirgli), Chirone nacque metà uomo e metà cavallo (centauro).

Proprio per il suo aspetto, venne abbandonato dalla madre, la quale chiese e ottenne dagli dei di essere tramutata in tiglio. Chirone venne quindi istruito da Apollo, che suscitò in lui l’amore per l’arte, la medicina e la scienza; divenne molto saggio, tanto che i re della Grecia gli mandavano i loro figli affinché li educasse.

La leggenda narra che fu ferito da una freccia avvelenata, ma gli dei gli avevano conferito il dono dell’immortalità, quindi non poteva guarire e neppure morire. Essendo immortale, sopportò un gran dolore finché non scambiò la sua vita per liberare Prometeo dalla sua sofferenza e morire al suo posto; però, proprio grazie a quella ferita, capì la natura del dolore e divenne un guaritore eccezionale.

Quindi si capisce perché Chirone venga considerato l’archetipo del guaritore ferito, colui che rappresenta le nostre ferite (fisiche, emozionali, mentali e spirituali) e al contempo la nostra guarigione.

Tornando all’asteroide, dopo qualche anno dalla sua scoperta, alcune sue caratteristiche fecero pensare che si trattasse di una cometa più che un asteroide, e nel 1988 finalmente si dedusse che si trattava di una cometa periodica; però anche questa catalogazione non convinceva del tutto, ed attualmente fa parte di una nuova classe di oggetti trans-nettuniani e trans-plutoniani con orbita ellittica, i quali rimangono in alcuni segni per lungo tempo mentre in altri  corrono via veloci.

I primi sette pianeti del sistema astrologico (Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) sono visibili ad occhio nudo e potremmo dire che, in quanto proiezioni esteriori del nostro universo interno, rappresentano la coscienza, mentre i pianeti remoti (Urano, Nettuno e Plutone), scoperti solo con il telescopio, esprimono piuttosto la trascendenza, l’inconscio collettivo, e portano l’inconscio alla soglia della coscienza dell’io.

Chirone si trova giusto a metà tra l’ultimo pianeta della coscienza e il primo della trascendenza, come se fosse un ponte, quindi simbolicamente riunifica ciò che è separato, disgregato: secondo il mito, Chirone era un centauro, con il corpo diviso a metà, come se ci fosse una scissione mente-corpo, ma secondo la sua posizione astronomica sfiora il mondo di Urano ed entra in quello di Saturno, come se volesse portare alla coscienza qualcosa che sta fuori dalla coscienza.

A livello mistico potremmo dire che rappresenta la nascita dell’uomo nuovo: Chirone non può essere lì da quando si è costituito il sistema solare, in quanto avrebbe già perso la sua attività di cometa; è lì da circa un milione di anni, più o meno da quando comparve l’Homo erectus. Con il tempo la sua orbita diventerà sempre più instabile, avvinandolo al Sole e spogliandolo progressivamente degli elementi volatili (dopotutto, anche nel mito Chirone divenne mortale).

Il glifo che lo rappresenta mostra una lettera K appoggiata su un cerchio ricordando l’iniziale di Kowal, ma nel complesso ricorda la forma di una chiave, la quale può sia aprire che chiudere. Ma Chirone apre la porta dello spazio in cui conserviamo il bagaglio che ci portiamo dietro (non solo di questa vita, ma anche delle precedenti) e dove risiedono tutte le nostre ferite, anche quelle karmiche. Possedere questa chiave significa essere padroni di noi stessi e accedere alla nostra natura profonda.

Quindi potremmo dire che Chirone rappresenta il Maestro Guaritore, colui che è capace di sanare le ferite interiori e riscoprire  i talenti innati; sarà colui che nell’era dell’Acquario  ci darà la possibilità di guarire la grande ferita collettiva.

Ora Chirone si trova nel segno dell’Ariete e ci porta la guarigione della ferita dell’invisibilità, il non essere riconosciuti per le nostre capacità, aiutandoci a trovare il nostro posto nella vita; ci spinge ad esprimere la nostra verità, lasciando da parte la sensazione di inadeguatezza e di non merito. Chirone ci chiama al risveglio chiedendoci di riconoscere la nostra unicità, i nostri talenti ed esprimendoli senza paura, lasciando andare ciò che già non vibra alla nostra frequenza (siano circostanze o persone).

Quindi esploriamo l’ignoto, arriviamo dove nessuno è mai arrivato, sfondando barriere consolidate, per esprimerci finalmente con sicurezza, sincerità e onestà, senza paura di essere giudicati o rifiutati.

Ahava, Francesca Zangrandi

4 Feb

Luna nuova in Acquario

Oggi è luna nuova in Acquario, segno d’Aria.
In alcune culture il ciclo lunare del mese di febbraio viene chiamato “luna immacolata”, dal latino “immaculatus”, “in-macula”, che significa senza macchia o non trasformato. La Dea Fanciulla non ha ancora partorito e porta nel grembo il seme della trasformazione.
Infatti l’Acquario è un segno che invita a intraprendere una nuova direzione e fornisce una nuova visione delle cose: è tradizionalmente raffigurato con un uomo che porta un’anfora (a volte due) da cui viene versata a terra dell’acqua, simbolo di benedizione e protezione. È ancora inverno e fa freddo, ma le giornate si allungano; la terra è ancora spoglia, ma presto darà i suoi primi segni di rinascita; e l’annuncio della rinascita primaverile fa dell’Acquario un segno proiettato verso il futuro, portato a creare e a fare progetti.

Sole, Luna e Mercurio sono congiunti nel segno dell’Acquario, il quale è dominato da due pianeti, Saturno e Urano, che aprono la porta verso la dimensione più profonda del nostro essere. Come la natura in questo momento è completamente ritirata in se stessa a contemplare i suoi tesori nascosti da portare poi alla luce al momento opportuno, così l’energia di Saturno e Urano si manifesta in noi: alla preparazione e concentrazione di Saturno segue l’azione e manifestazione di Urano, e così via in un’alternanza necessaria alla realizzazione del nostro potenziale presente già dalla nascita e dormiente finché non lo risvegliamo.
Siamo quindi chiamati a metterci in gioco e a dar voce alle nostre idee affinché prendano forma e si concretizzino.

Urano sta terminando la sua permanenza nel segno dell’Ariete, e con la prossima luna nuova di marzo entrerà nel segno del Toro, dove rimarrà per sette anni, rivoluzionando la base della nostra sicurezza materiale e il rapporto che abbiamo con le nostre risorse e i nostri mezzi.
Urano in Toro ci spinge a un cambio radicale di valori: Urano ha la stessa origine etimologica di “uragano” ed è proprio questa l’immagine che evoca. La radice “ur” è molto antica: Ur era il nome di un’antica città mesopotamica (nell’odierno Iraq meridionale) del 3000 a.C. la cui scoperta ha rivelato al mondo gli splendori della civiltà sumerica e babilonese.
Ur è anche la seconda lettera delle Rune: in tutte le versioni runiche, tranne quella nordica antica, questa runa è simbolo della forza primitiva, che appare nelle sembianze di un animale selvaggio, ormai estinto, detto uro (Bos primigenius). Analogamente alle qualità dell’uro, ur incarna la forza indomita, la perseveranza e la resistenza vitale che sono nascoste dietro al potenziale creativo.

Quindi apriamoci a una nuova visione della nostra realtà; volgiamo lo sguardo verso il futuro e prepariamoci a riallinearci con i nostri desideri e la nostra vera natura.
Buona luna nuova, Francesca Zangrandi

6 Gen

Luna nuova in Capricorno ed eclissi solare parziale

Oggi è luna nuova in Capricorno, accompagnata da un’eclissi solare parziale: è la prima luna nuova dell’anno e la prima eclissi (quest’anno ce ne saranno cinque, di cui ben tre sotto il segno del Capricorno).

Sia il Sole che la Luna sono in Capricorno, segno di terra caratterizzato da grande tenacia, determinazione e disciplina interiore che lo portano a lavorare con massima efficienza per raggiungere l’obiettivo prefissato. La Luna rappresenta l’archetipo della Madre, colei che accoglie e nutre la sua comunità, mentre il Sole rappresenta l’archetipo del Padre che protegge la sua comunità dandogli una direzione da seguire e una meta da raggiungere.
Inoltre anche Saturno, governatore del Capricorno, si trova nel segno (e vi rimarrà fino al 2020), quindi le energie del momento ci spingono a maturare smettendo di comportarci come bambini e riconoscendo finalmente la madre e il padre interiori che ci sostengono e proteggono. È ora di manifestare ciò che siamo, utilizzare i nostri talenti e realizzarci.

Le eclissi portano sempre grandi cambiamenti, facendoci chiudere con tutto ciò che non ha la vibrazione del nostro proposito più grande e cercando di riconnetterci con il nostro Maestro interiore. Quindi nelle prossime due settimane, tra questa eclissi e la prossima (che sarà il prossimo 21 gennaio, in concomitanza con la luna piena), è importante portare l’attenzione su ciò che vogliamo realizzare in questo 2019 nelle nostre vite.
Buona luna nuova, Francesca Zangrandi

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