Tag: Pesci

6 Mar

Luna nuova in Pesci

Oggi è luna nuova in Pesci. Questa lunazione cade nella fase dell’inizio della primavera, quando la forza inutilizzata, accumulata in profondità, erompe all’esterno; quando in natura si intravedono già le prime gemme, la possibilità di rinascita.

Il segno dei Pesci è l’ultimo segno dello zodiaco e si trova nel  varco tra l’inverno e la primavera, tra gli ultimi aliti gelidi e i primi raggi caldi del sole; rappresenta sia l’inizio che la fine, la realtà e la visione, spirito e materia. La coscienza, che in Acquario si era dilatata nella dimensione comunitaria, ora in Pesci ci immerge nell’inconscio per ritrovare l’unità individuale e imparare a basarci sulla nostra voce interna.

Questo non è ancora il momento di piantare i semi dei nostri progetti, lo faremo nel segno dell’Ariete; ma i processi creativi iniziano in uno stato di letargo, quindi questo è un momento importante per capire quali semi vogliamo piantare.

È importante chiederci chi vogliamo essere nel futuro, ma è importante farlo da un punto di vista emotivo: come ci sentiamo rispetto a ciò che facciamo? Perché lo facciamo? Che proposito abbiamo ora? Cosa vogliamo cambiare nella nostra vita? Perché vogliamo cambiare? Come ci fa sentire immaginare di aver già fatto questo cambiamento?

Non solo il Sole e la Luna si trovano nel segno dei Pesci, ma anche Nettuno; e abbiamo anche Mercurio retrogrado in Pesci, quindi l’elemento Acqua è molto coinvolto.

L’elemento Acqua è caratterizzato dalla mutevolezza e capacità di sciogliere qualsiasi barriera e divisione; è l’ultimo elemento in termini di successione e rappresenta il nostro lato più sensibile, il lato emotivo, che è anche quello che più ci permette di crescere ed evolvere.

Quando Mercurio è retrogrado, si possono verificare malintesi, situazioni frustranti, ritardi e problemi finanziari, quindi questo è un momento in cui è meglio non fare nulla di cui potremmo pentirci e invece prenderci il tempo per riposare ed entrare in contatto con le nostre emozioni, la nostra interiorità, l’inconscio, perché quando siamo totalmente presenti a noi stessi siamo in contatto con le nostre passioni, i nostri talenti, la nostra verità.

E per finire, da venerdì scorso, 1 marzo, Venere ha lasciato il segno del Capricorno per entrare in Acquario. Venere è il pianeta del piacere e quindi riguarda tutto ciò che ci fa star bene, ci attrae e ci appaga; e questo al di là del parere o del giudizio altrui perché ci spinge verso ciò che veramente soddisfa un nostro bisogno, un istinto, un desiderio, anche portandoci ad agire per conquistare che veramente desidera il nostro cuore.

Direi quindi che questo novilunio è piuttosto intenso a livello emotivo, e tutto ciò che piantiamo in questa lunazione ci accompagnerà all’equinozio di primavera, quando raggiungerà la sua massima espansione con la luna piena. (Ti ricordo che ancora per pochi giorni è possibile formalizzare l’iscrizione alla novena online, dove lavoreremo su di noi per connetterci all’energia della primavera che sta per arrivare).

Buona luna nuova, Francesca Zangrandi

19 Feb

Luna piena in Vergine

Oggi è luna piena in Vergine, seconda Superluna dell’anno e per di più la più vicina alla Terra delle tre Superlune di quest’anno.

Il Sole è appena entrato nel segno dei Pesci, quindi l’ultima interazione polare della stagione invernale è l’asse Vergine-Pesci. Il segno dei Pesci rappresenta l’infinito, è imprevedibile, sfuggente ed estatico, mentre il segno della Vergine rappresenta i dettagli, è scrupoloso, analitico e focalizzato. Quindi questi due segni mettono in mostra le divisioni, anche in noi, ma allo scopo di riunificarci interiormente e trovare un equilibrio tra concretezza e spiritualità.

Il segno della Vergine è governato da Mercurio, che si trova nella zona d’ombra (preparatoria) della retrogradazione, congiunto a Nettuno nel segno dei Pesci.
Gli aspetti tra questi due pianeti indicano i rapporti tra due forze complementari sul piano dell’intelligenza, ossia la percezione intellettiva e l’intuizione intellettiva. E quando Mercurio e Nettuno sono congiunti, l’intuizione è al servizio dell’intelligenza e questa viene permeata dalla volontà di metamorfosi.

In Astrosofia i pianeti sono stati associati ai principali chakra:; Mercurio è associato al primo chakra e Nettuno al settimo.
Questi due chakra sono gli unici (nel sistema dei sette chakra principali) che non hanno contemporaneamente direzione frontale e dorsale, ma sono congiunti da un’unica linea eterica che unisce la sommità del capo con la zona genitale, attraversando tutti gli altri chakra.

Giusto a metà di questa linea eterica, si trova il quarto chakra, il chakra del cuore, la sede dell’energia divina della corona e dell’impulso vitale proprio della zona genitale, il luogo che unisce le forze provenienti da sopra e da sotto, dall’interno e dall’esterno; è quindi il luogo dove materiale e spirituale si incontrano.
Questo chakra è considerato la porta d’accesso dell’anima e qui ha origine ogni forma d’amore. Quindi apriamoci all’alchimia dell’amore e permettiamo all’amore di aprire il nostro cuore; entriamo nel cuore e chiediamogli cosa manca nella nostra vita per avvicinarci alla versione migliore di noi stessi.

Ci sono due correnti energetiche che attraversano i chakra, una discendente e l’altra ascendente: la prima è manifestante e la seconda è liberatoria, ossia ci fa uscire dai limiti del piano manifesto per raggiungere stati dell’essere più espansivi.
La corrente liberatoria è quella che si sottolinea più spesso perché si crede porti a una liberazione personale, ma anche la corrente discendente è importante, in quanto è quella che ci permette di manifestarci e di mettere a frutto le idee dandogli una forma tangibile.

Quindi facciamo dialogare la mente con il cuore e affidiamoci al sentire più che alla ragione; colleghiamoci con il nostro intuito e lasciamo che l’energia si condensi sempre più, manifestando concretamente la nostra verità (dopotutto la Vergine è un segno di Terra).
Buona luna piena, Francesca Zangrandi

6 Gen

I dodici giorni del Natale: giorno 12

Oggi, 6 gennaio, si conclude il periodo dei dodici giorni Santi, e la dedicazione viene fatta ai Pesci, l’ultimo segno dello zodiaco, quello che chiude un ciclo e ne riapre un altro, o meglio ne pone le basi e i presupposti. È il tempo della consapevolezza: il seme sepolto sotto terra completa la sua germinazione, ma è ancora nella fase della trasformazione passiva (sarà agita quando incontrerà l’impulso dell’Ariete).
Il segno dei Pesci porta in manifestazione il principio di unificazione attraverso tutta la creazione. Ralph Waldo Emerson fece una splendida iscrizione ai Pesci: “L’imperfetto adora la mia perfezione. La vita non è tanto una cosa a pezzi e brandelli, ma una gloriosa divina unità”. Pesci è l’ultimo segno prima della nascita del nuovo anno spirituale, un periodo di ricapitolazione ed auto-esame; segna il tramonto di una vita passata e l’alba di una nuova vita. Il modello cosmico che mantiene sulla Terra è quello dell’uomo perfetto creato ad immagine e somiglianza di Dio e manifestante il divino all’interno di sé; il perfezionamento dell’uomo è ed è stato il divino lavoro di tutti i dodici segni zodiacali, creatori sin dal principio dell’evoluzione umana.

Il discepolo relazionato con i Pesci è Pietro, l’instabile, l’uomo “onda” che, dopo aver risvegliato il principio del Cristo all’interno di sé per mezzo della fede, divenne la roccia dell’iniziazione su cui la Chiesa fu fondata.
Nel corpo il centro relazionato con i Pesci sono i piedi, ultimo elemento che completa il nostro veicolo fisico, pronto per divenire luminoso, somigliante a Dio, con dei fiori o delle stelle scintillanti in corrispondenza dei centri vitali.
Quindi il pensiero biblico su cui possiamo meditare oggi è: “Così Dio creò l’uomo a Sua immagine e somiglianza” (Gen 1,27)

L’Epifania conclude quindi i dodici giorni di Natale, esemplificando il recupero completo delle dodici energie primordiali (rappresentate dalle forze zodiacali) e il loro allineamento nell’Identità Cristica.
Se abbiamo compreso il vero significato del Natale, come presa di coscienza di essere anche noi divini, sapremo trovare la determinazione per finalmente manifestare questa nostra natura nel quotidiano. (Il termine “Epifania” viene dal greco “epiphàneia”, che letteralmente significa “manifestazione della divinità”.)
Ahava, Francesca Zangrandi

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