Tag: equinozio primavera

20 Mar

Equinozio di primavera

Già si respirava nell’aria da un po’, ma oggi possiamo dire ufficialmente che la primavera è arrivata! Infatti oggi si celebra l’equinozio di primavera, il momento in cui le ore di luce e ombra sono in equilibrio, e già da domani le ore di luce inizieranno a prendere il sopravvento.

La primavera è da sempre considerata la stagione del risveglio e la rinascita. È il momento dell’anno in cui la natura si risveglia dal torpore invernale per prepararsi al caldo estivo: la linfa ritorna a inverdire le piante e gli alberi, gemme e fiori si aprono, gli uccelli tornano a cantare mentre costruiscono i loro nidi, tutta la natura è in fermento. E noi non siamo da meno: l’energia aumenta, è più fresca e frizzante, abbiamo voglia di riscoprire il contatto con la natura e respirare l’aria fresca, di fare e creare (non a caso è la stagione che da sempre ispira più artisti); e quando le giornate si allungano, l’epifisi secerne meno melatonina, aumentando quindi la concentrazione di serotonina, conosciuta anche come l’ormone del buonumore.

L’etimologia stessa della parola “primavera” richiama il passaggio dalla stagione fredda a quella calda: risulta composta da due termini “prima” e “vera”; quest’ultimo ci riporta alla radice sanscrita “vas” che significherebbe “ardere, splendere” e che per estensione ha finito per indicare anche l’estate, quindi, la primavera è la “stagione prima dell’estate”. Secondo altre interpretazioni significherebbe “la prima stagione”, come nella lingua francese “printemps. In inglese, invece, si dice “spring”, che significa “sorgente, fonte”, e che quindi ci riporta all’idea di un inizio, una rinascita.

I Celti chiamavano l’equinozio di primavera “Eostur-Monath” e successivamente “Ostara”: il nome è di dubbia etimologia, anche se una ipotesi la fa risalire al termine “aus” o “aes”, che significa “est” (e che è proprio la direzione dove vediamo sorgere il sole). E veneravano la Dea Eostre, portatrice di fertilità e legata alla nascita, e il cui nome si è usato per dar nome alla Pasqua nella lingua inglese (Easter) e in quella tedesca (Ostern).

Potremmo considerare l’equinozio un vero e proprio portale energetico che ci dà la possibilità di vivere un nuovo inizio, una rinascita, ricordandoci però quanto sia necessario l’equilibrio per poter rinascere. Infatti, ci chiede di capire se c’è equilibrio tra luce ed ombra dentro di noi, ed eventualmente come lo possiamo mantenere o come possiamo tornarvi; perché possiamo rinascere solo quando luce ed ombra si fondono, quando possiamo fonderci con il tutto e tornare all’unità, all’amore.

Con l’equinozio di primavera astrologicamente entriamo nel segno dell’Ariete, elemento Fuoco; il Fuoco porta luce e azione, quindi sarà fondamentale per poter manifestare i nostri intenti  e progetti, per concretizzare ciò che abbiamo tenuto in incubazione nei mesi scorsi. In natura questo fuoco è rappresentato dall’energia del sole che va a risvegliare e fecondare la terra, mentre dentro di noi è rappresentato dal risveglio della Kundalini, l’energia vitale.

Si trovano riferimenti alla Kundalini, il Serpente di Fuoco, in molte tradizioni yogiche e tantriche, nel buddismo, il taoismo, la tradizione mistica gnostica e alcuni insegnamenti dei nativi americani, oltre alle società indigene. L’immagine di un serpente che attraversa tutto il corpo è richiamata nell’arte esoterica di molte culture, così come la capacità di intensificare e aumentare l’energia del corpo, che è stata esplorata per migliaia di anni.

Nella civiltà Maya il serpente era un motivo ricorrente, tanto che Chichén Itzá, un importante complesso archeologico situato nel Messico, nel nord della penisola dello Yucatán, è conosciuto come la città del serpente.

Tra le rovine vi è anche la piramide di Kukulkan (conosciuta anche con il nome El Castillo), dedicata al re eroe che veniva celebrato come un dio che rinasce. In effetti, durante l’equinozio sulla scalinata nord del tempio il dio serpente torna per alcuni istanti sulla Terra: al crepuscolo, il sole che tramonta disegna una trama di ombre che ricrea l’immagine di un lungo serpente strisciante sui gradini della piramide.

Quindi questo è il momento di equilibrare maschile e femminile dentro di noi, affinché possano creare e manifestare insieme; ed è anche importante connettere la nostra Kundalini con quella della Madre Terra, affinché possa ravvivare il nostro fuoco interiore e darci la forza necessaria per portare la nostra fiamma divina nel mondo.

Buon risveglio e buona rinascita,

Francesca Zangrandi

17 Mar

Pulizie di primavera

In occidentale concepiamo il tempo come un procedere lineare ed irreversibile verso l’ infinito, ma  i cinesi (non solo loro ovviamente) pensano al tempo come ad un’evoluzione ciclica, ad un eterno ricominciare, ed effettivamente è ciò che ci mostra chiaramente la natura.

Tutto ciò che è presente in natura, e tutte le attività che svolgiamo, hanno due aspetti opposti: un aspetto yin ed un aspetto yang. Yin significa “il lato oscuro della montagna”, in ombra, mentre yang è la traduzione di “il lato soleggiato della montagna”. Questi aspetti apparentemente opposti sono in realtà due facce della stessa medaglia: il caldo e il freddo sono caratteristiche della temperatura, il giorno e la notte sono aspetti del tempo, ecc… quindi questi elementi esistono solo l’uno in relazione all’altro (senza il giorno non potrebbe esserci la notte, senza il buio non potrebbe esserci la luce, senza un sopra non potrebbe esserci un sotto, ecc…). La tensione dinamica e la trasformazione costante tra yin e yang creano l’energia che nutre la natura e la vita umana.

Il simbolo taiji (dao) è un cerchio, metà scuro (yin) e metà chiaro (yang), diviso da una linea curva. Come si può evincere dalla grafica di questo simbolo, lo yin e lo yang sono sempre accoppiati: ognuno esiste grazie all’altro. La linea che divide le due parti è ondulata perché simboleggia la costante e reciproca alternanza delle due forze opposte, che sono in continuo movimento dinamico. E il puntino del colore opposto indica che all’interno dello yin vi è sempre un po’ di yang e viceversa nello yang vi è sempre un po’ di yin; ed ogni cosa quando è al suo massimo si trasforma nel suo opposto.

Ora ci stiamo avvicinando all’equinozio di primavera, il momento in qui luce ed ombra sono in equilibrio, e da lì in poi le ore di luce (yang) aumenteranno sempre più fino ad arrivare al loro massimo (solstizio d’estate); lì nascerà nuovamente lo yin, che via via aumenterà, finché sarà nuovamente in perfetto equilibrio con lo yang (equinozio d’autunno), e via via raggiungerà la sua massima espressione (solstizio d’inverno), quando nascerà di nuovo lo yang.

Quindi ora siamo nel momento di crescita dello yang, e già si percepisce nell’aria l’energia frizzante della primavera, la voglia di rinascita e apertura verso l’esterno. Per la Medicina Cinese la primavera è la stagione dominata dall’elemento Legno ed è il momento in cui tutto ha inizio: gli alberi rappresentano l’elemento Legno e in tutto il mondo sono simboli di creazione e crescita; e così come gli alberi in primavera fioriscono, crescono e si innalzano verso l’alto, così anche noi ci risvegliamo, abbiamo voglia di stare fuori, all’aperto, di fare più cose, progettare ed essere più creativi.

Nel corpo l’elemento Legno si esprime attraverso l’organo del Fegato e la Vescicola biliare, i quali governano tutte le qualità associate al Legno, come la crescita e la creatività; ma affinché possano esprimere queste qualità, questi organi hanno bisogno di alleggerirsi e ripulirsi dal grosso lavoro di trasformazione, digestione ed eliminazione che hanno svolto durante i mesi invernali in cui abbiamo ingerito cibi più grassi e zuccherati.

Ma questo è comunque un momento di pulizie su più fronti: è il periodo delle grandi “pulizie di primavera”, e non solo è importante ripulire l’ambiente in cui viviamo, ma anche il nostro organismo (sia da un punto di vista fisico, che emotivo e mentale).

Se la primavera è sinonimo di novità e cambiamento, è importante ricordarsi che quando ci prepariamo ad accogliere qualcosa di nuovo dobbiamo prima liberarci di tutto ciò che non ci serve più, in modo da creare uno spazio per poter accogliere il nuovo.

Per fare spazio nel nostro ambiente possiamo pulire casa e liberare gli armadi, eliminando qualcosa che è lì da tempo e non utilizziamo, magari regalandolo o vendendolo a qualcuno che saprà cosa farne. Per fare spazio nel nostro corpo fisico potremmo evitare di mangiare certi tipi di cibi per dare priorità ad altri più leggeri, e comunque mangiare meno, o magari provare anche a fare dei digiuni o semidigiuni. Per fare spazio a livello emotivo dovremmo lasciar andare tutte quelle emozioni che ci tengono ancorati al passato e non ci permettono di aprirci al nuovo. Per fare spazio a livello mentale, invece, dovremmo ripulire la mente da tutti i pensieri e le credenze limitanti che ci frenano e non ci permettono di fare cose nuove.

Liberare spazio, sia fisico che metaforico, ci aiuta a muovere l’energia e a sentirci più leggeri, perché produce ossigeno, ci dà la possibilità di tornare a respirare, di muoverci e avere libertà d’azione. Però comporta anche una certa responsabilità, perché ci porta inevitabilmente a fare delle scelte, a stabilire delle priorità: quando resta solo l’essenziale, sta a noi decidere con che luce riempire quello spazio ora vuoto, non abbiamo più scuse, non possiamo più nasconderci, incolpare gli altri o le situazioni; quindi, una volta creato questo spazio, come volgiamo riempirlo? A quali vibrazioni vogliamo allinearci? Cosa vogliamo attrarre nella nostra vita?

Ahava, Francesca Zangrandi

24 Feb

NOVENA PREPARATORIA ALL’EQUINOZIO PRIMAVERILE – Online

Dal 12 al 20 marzo, tutti i giorni alle ore 18.30 ora italiana. 

L’equinozio di primavera è una delle fasi più importanti dell’anno, e già nelle antiche culture in questo giorno si celebravano particolari riti e liturgie tanto da essere considerato sacro. Le antiche tradizioni ci offrono tutta una serie di miti legati alla primavera, che hanno al loro centro l’idea di un sacrificio a cui succede una rinascita, e tutti questi miti mostrano l’unione di un simbolismo cosmico, legato al cammino del sole nel cielo, e un simbolismo terrestre legato al risveglio della natura.

La primavera è la stagione della fertilità e degli accoppiamenti rituali, gli hieros gamos, le nozze sacre in cui il Dio e la Dea si accoppiano per propi­ziare la fertilità. E proprio durante l’equinozio maschile e femminile, yin e yang, luce o ombra, sono bilanciati, in quanto è un momento di equilibrio.

Quindi durante questa novena ci prepareremo ad unificare maschile e femminile dentro di noi per poter poi manifestare questa unione anche all’esterno.

Perché proprio 9 giorni? Perché il numero nove rappresenta il compimento di un ciclo, contiene in sé il duplice concetto di inizio e fine, morte e rinascita; in senso elevato, è il numero dell’iniziazione, perché segna la fine di una fase dello sviluppo spirituale e l’inizio di un’altra fase superiore, (simboleggiata dal passaggio dalle unità alle decine).

Ogni incontro dura circa mezz’ora, e tutti sono pensati per preparaci all’equinozio di primavera (lo faremo con esercizi, danze, meditazioni, canti, ecc…).

Costo 33 euro. Chi si iscrive riceverà i dettagli su cosa è necessario tener preparato.

Con Francesca Zangrandi

Info ed iscrizioni all’indirizzo mail info@quintadimensione.net

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