Febbraio tra Imbolc e luna piena in Leone 2026

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Oggi non solo entriamo nel mese di febbraio, ma siamo giusto a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera; e questo periodo di transizione, che dalle feste solstiziali ci conduce all’equinozio primaverile, è contrassegnato da varie feste e cerimonie. 
La parola “febbraio” deriva dal latino “februare” e significa “purificare” o “rimediare agli errori”, quindi febbraio rappresenta la purificazione che precede l’azione che garantisce il successo. Dopotutto, per noi è il secondo mese dell’anno, ma nel calendario romano arcaico (prima del II secolo a.C.) era l’ultimo mese dell’anno.

Fu Numa Pompilio, secondo re di Roma, a stabilire che nel mese di febbraio si celebrassero i riti funebri dedicati ai Mani, ossia alle anime dei defunti; e in fondo la tomba altro non è che un calderone alchemico che porta alla trasformazione e alla resurrezione. Così il 21 febbraio si celebravano i Feralia, le festività dedicate ai defunti.
Proprio nel mese di febbraio si tenevano i Lupercali, la festa della purificazione, ed era il mese dedicato al Dio Februus e alla Dea Februa, i “purificatori”. Proprio i primi giorni di febbraio si festeggiava il ritorno della Dea Februa, fertile e viva, la quale trionfa sul Dio della morte che ha purificato tutto col gelo dell’inverno. E dalla purificazione nasce il primo verde, che viene a ridare vita alla terra; i primi germogli spuntano e si avvertono i primi sintomi di una nuova nascita.

I Celti iniziavano febbraio festeggiando Imbolc. L’etimologia della parola è controversa: “grande pioggia”, che può riferirsi ai mutamenti climatici della stagione ma anche all’idea di una purificazione dalle impurità invernali, o “nel sacco”, inteso come “nel grembo”, con riferimento simbolico al risveglio della natura nel grembo della Madre Terra.
Durante il solstizio d’inverno la Dea ha partorito il nuovo Sole-bambino ed ora, dopo la prima quarantena del puerperio, la sua energia è rinnovata. La Dea Fanciulla rappresenta il nuovo che rinasce dal vecchio, è la luce dopo le tenebre, e in effetti in natura è il momento in cui si cominciano a notare i primi segni della vita che ritorna: le ore di luce aumentano ogni giorno, cominciano ad apparire i primi fiori ed inizia a scorrere la prima acqua che arriva dallo scioglimento della neve; la vita giace ancora dormiente nei semi della Terra e nelle radici delle piante e degli alberi, ma viene stimolata e accelerata dal tocco della Dea Fanciulla.

Un altro significato della parola Imbolc è “latte di pecora”, perché questo è il momento in cui nascono i primi agnellini dell’anno, e il primo latte della pecora segnala il fiorire della nuova vita.
E questi segnali di rinnovata energia li notiamo anche in noi stessi: infatti, come l’archetipo della Fanciulla, la nostra attenzione inizia a dirigersi verso l’esterno ed iniziamo a sognare e nutrire nuove idee, nuovi concetti e nuovi modi di pensare; l’energia comincia ad aumentare e ci aiuta a liberare la mente e a focalizzare bene dove dirigere i nostri passi.

Nel calendario di Coligny (un’epigrafe in lingua gallica risalente alla fine del II secolo d.C), invece, Imbolc viene chiamato Ambivolcios, che significa “attorno al lavatoio”, ricordandoci quindi quanto questo periodo dell’anno sia associato alla purificazione.
Imbolc è una delle quattro feste celtiche dette “feste del fuoco”, inteso sotto il suo aspetto di luce, e viene onorata Brigit (conosciuta con diversi nomi: Brid, Bride, Bridie, Brighid, Brigida, Brigantia…): in origine era la Dea universale (Fanciulla, Amante, Madre e Crona), ma nel corso del tempo è stata associata in particolare con l’aspetto della Dea Fanciulla. Il suo nome proviene dalla radice “breo” (fuoco) ed è la triplice Dea del Fuoco: è il fuoco dell’ispirazione, la Musa, la Dea della poesia (poesia deriva da “poesis”, creazione); è la Dea del focolare; ed è la Dea della forgiatura, la Signora dell’Alchimia che ci apre le porte per entrare in contatto con il Fuoco della Vita (con il cristianesimo si convertì in Santa Brigida).

Ovviamente l’accensione rituale di fuochi e falò ne costituisce la caratteristica essenziale, in quanto è il periodo della luce crescente, e più tardi, con il cristianesimo divenne la Candelora, la festa delle candele nella quale si benedicono e si distribuiscono ai fedeli candele, simbolo del nuovo fuoco vitale che riappare in natura per grazia divina, preparando la primavera. E la Candelora celebra la purificazione della Vergine Maria e la presentazione di Gesù al Tempio, avvenuta quaranta giorni dopo la sua nascita.
E ricordiamoci che le festività della Ruota dell’Anno sono solamente delle porte energetiche che ci transitano in una nuova stagione, quindi Imbolc è la stagione che ci accompagnerà fino al prossimo equinozio di primavera, ossia il periodo in cui ci si scrolla di dosso le impurità dell’inverno per prepararsi al risveglio della primavera. La campagna si riammanta di verde, la vita degli animali riprende, gli insetti riconquistano il loro regno, lo scioglimento dei ghiacci permette alle acque di tornare a scorrere, il giorno si allunga e ruba ore alla notte… quindi utilizziamo il fuoco, l’elemento per eccellenza della trasmutazione, purificare e trasformare tutto ciò che nella nostra vita ha bisogno di una nuova vibrazione, e chiediamo a Brigid che ci aiuti a rivelare l’oro della nostra anima, affinché possiamo esprimere la nostra voce autentica.

Quando celebriamo Imbolc, il Sole si trova nell’Acquario, segno d’Aria che richiama il vento freddo del periodo più rigido dell’anno, quando il seme giace sotto la terra, trasformandosi e radicandosi in attesa di uscire e sbocciare in primavera.
Il solstizio invernale era iniziato con l’entrata del Sole nel Capricorno, segno di Terra le cui caratteristiche sono un’eccezionale capacità di resistenza, autocontrollo, pazienza, lentezza, introspezione, perseveranza e disciplina interiore. Quindi il suo approccio alla vita è cauto e razionale, ma ora l’Acquario viene a rivoluzionare le cose: mentre il Capricorno è più concentrato sulle sue ambizioni personali, l’Acquario è attento alla comunità e intende la vita come una specie di percorso di crescita e scoperta; entrambi hanno il focus del risultato finale, ma mentre il Capricorno è sempre ben organizzato e studia i passi da fare, l’Acquario trova un percorso creativo ed esuberante, perché la routine e la ripetitività gli vanno strette. È come se il Capricorno avesse formulato un piano d’azione, ma ora spetta all’Acquario occuparsi della fase realizzativa.

E quest’anno febbraio inizia celebrando anche la luna piena. Infatti, stasera, quasi al finir della giornata, la Luna raggiungerà la sua massima espansione nel Leone, segno che rappresenta il Re forte e coraggioso che esprime sé stesso e la propria unicità: vuole che ci sentiamo legittimati ad essere noi stessi, che ci esprimiamo liberamente e che condividiamo noi stessi con il mondo, lasciando andare la personalità, demolendo il castello di illusioni che abbiamo costruito nel tempo e dando spazio alla nostra essenza affinché possa esprimersi in totale libertà.
La Luna è opposta al Sole in Acquario, che a sua volta è coinvolto in uno stellium che lo vede congiunto a Mercurio, Marte, Venere, Plutone e gli asteroidi Vesta, Medusa e Chariklo: l’asse Leone-Acquario mette a confronto l’individualità con il collettivo, ricordandoci che sì siamo tutti uguali (Acquario) ma che nessuno è uguale all’altro (Leone), quindi ci chiede di esprimere la nostra identità e unicità davanti agli altri.

Il Leone ci insegna che tutto è possibile e ci invita a non dubitare mai di noi e del nostro sentire, spronandoci ad ascoltare il nostro cuore e ad andare con fiducia verso i nostri sogni e desideri. Ci aiuta a riconnetterci al nostro centro irradiante, alla nostra fonte originaria dell’energia e della creatività, e a trovare il coraggio di mostrarci nella nostra unicità, tirando fuori ciò che siamo in verità. Incarna le energie della leadership, della compassione, della vulnerabilità, della forza e dell’amore, quindi ci invita a portare l’attenzione sulla verità del nostro cuore.
Ma riconoscere e ammettere questa verità richiede vulnerabilità e grande coraggio. E l’Acquario ci parla di libertà, quindi in questo plenilunio in qualche modo ci mette davanti a ciò di cui pensavamo esserci liberati, mostrandoci dove in realtà siamo ancora incatenati e incitandoci a mollare il controllo.

Quali nuove intuizioni o aspetti di noi stessi vengono illuminati da questa luna piena?
Col prossimo cambio di segno dei nodi lunari, il Nodo Sud passerà proprio al segno del Leone, quindi questo plenilunio comincia a raccontarci una storia.
Quali temi si attivano nell’area Leone della nostra carta natale?
Cosa stiamo purificando in quest’area della nostra vita?
Ciò che sta accadendo in quest’area della nostra carta natale potrebbe essere definitivo (ricordiamoci che siamo già nella stagione delle eclissi), ma non dobbiamo pensare che questo sia negativo. Forse abbiamo bisogno di liberarci di alcune cose, relazioni, atteggiamenti o credenze per poter avanzare verso il nuovo che vogliamo creare.

Anche perché tra un paio di giorni Urano, il grande rivoluzionario dello zodiaco, tornerà diretto per l’ultima volta nel Toro, segno fisso, smuovendo la terra sotto i nostri piedi, ricordandoci che il cambio è qui. Possiamo desiderarlo o meno, accettarlo o no, ma la nostra realtà sta per cambiare drasticamente, e più creiamo resistenza, più doloroso sarà il cambiamento. Quindi a noi la scelta!

Felice Imbolc e che sia una luna piena fruttifera, Francesca Zangrandi

PS. Con il prossimo novilunio inizierà un nuovo mese di membership LA SPIRALE INFINITA, dove hai modo di lavorare settimanalmente non solo con il ciclo lunare, ma con le ciclicità di tutti i pianeti e con la Ruota dell’Anno. Sarà l’ultimo mese dell’anno astrologico, quindi a breve apriranno le iscrizioni per l’abbonamento annuale, con il quale avrai modo di risparmiare un bel po’ e di accedere a dei bonus. Se non sai come lavoro e vuoi capire se la membership fa per te, questa è l’occasione giusta per fare l’abbonamento mensile prima di passare all’annuale (che apre le porte una sola volta all’anno).

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